Il deserto glielo darei in faccia alloro mica nì

Sono indotto a credere che quelli, i reazionari della Letteratura, siano pagati da qualche Ministero della Nostalgia per seminare come macchine spargisale la vulgata conservatora del Buon Passato delle Lettere. Ora, è indubbio che un'inflazione di qualità c'è, e va in crescendo, ciononostante questa non è una buona ragione per non leggere ciò che è stato scritto e pubblicato dopo l'anno di grazia 1980 (per esempio). Giocando a questo modo, non si rendono conto di fare come i professoroni delle università e i lattarati più consumati che non hanno occhi che per il passato e orecchie per il cerume.
Dico questo perché di grossi ingegni ce ne sono in tutti i tempi, biologicamente, socialmente si devono arrangiare alla bell'e meglio come tutti, delle volte però qualcuno ha la buona ventura o che altro di venir fuori ed allora il castello di carta che questi vecchi coloni hanno eretto, a forza di parlare di IDEE e DESERTO CONTEMPORANEO, dovrebbe frantumarsi. Invece resta su come un uccello.
Pazienza, è la paura, dicono, delle novità; secondo me, è la comoda sdraio del rigidissimo qualunquismo snob sui cui fianchi il progressismo sa bene acciottolarsi, come la critica letteraria d'impianto tradizionalista. (Mi pare che della critica letteraria d'impianto anti-tradizionalista, di per sé  uguale all'antagonista, ho già parlato -male- in abbondanza).

Uno di questi che vanno in urto colla teoria del deserto perpetuo in avvenire, è Roberto Bolaño, di cui sto leggendo I detective selvaggi e di cui sto ammirando tutto l'acume fatticcio e corrosivo.
Ma non basterebbe nemmeno il nuovo Dante per tappargli la fogna.

Commenti

  1. Diventerai *dipendente*.
    E non te ne pentirai. Nemmeno un po'.
    Il "problema", o la "consolazione", sarà proprio questo.

    fm

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  2. W i fratelli Schiaffino!

    ilMatt., volante con llegada

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  3. Se ho capito bene con chi ce l'hai, Bolano è uno di quelli che a loro ci piace. Perché, prima di tutto, non è italiano e poi, sempre prima di tutto, è sudamericano, che fa sempre carino.
    Poi scrive bene, ma questo è secondario. Tutti scrivono bene, ormai. E poi, ancora più prima di tutto, è morto, e i morti, si sa, non fanno concorrenza.

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  4. fm, magari potessi ancora! prima, sapevo diventare dipendente dalla lettura; almeno sai dove andare a sfogarti.
    ora, non mi succede più. sarà che ho capito come si usano i ferri del mestiere, forse sono anche del mestiere, e tendo a ridimensionare qualsiasi cosa. sinceramente, la letteratura mi ha rotto il cazzo.
    scusa lo sfogo, in parte vero.
    ciao


    Non ce l'ho con la nazionale cantanti, massimo, se ti riferisci a loro. sbaglio?


    Matt, due Schiaffino, nella nazionale cantanti, dove glieli collocheresti?

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  5. Dinamo, Bolaño non ha niente a che fare con la letteratura che *ci* ha rotto il cazzo (anzi, non ha niente a che fare con la letteratura).

    Lui fa arte (o almeno tenta) - e per il semplice motivo che "parte già schiantato per terra"...

    fm

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  6. Di questo, anche, bisogna parlare, del fatto che un prodotto editoriale o culturale raramente contiene arte, che anzi, proprio non si pone il problema. Io credo che questo è il motivo per cui il pubblico (ma si dovrebbe dire al plurale, i pubblici) italiano sta lontano dalla cultura più di altri popoli. Naturalmente si tratterebbe sempre di minoranze, perché il mito platonico della realizzazione dello Stato perfetto persiste, facendo credere che gli artisti sono inutili, che bastano i filosofi... (mi sa che se l'era un po' accomodata pure lui...) e i preti.

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  7. Larry è un pro dotto Larry è un pro dotto lallalalallala Larry è un ...

    ilMatt., |manu-fatto|sin già|dalla prima ora|all'ora sesta|

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  8. ps: Din, i favolosi Schiaffino Bros nella NaziCanta? ma che sei matt?

    ilMatt., selezionatore (con il passa tempo dell'eugenetica)

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  9. Io credo che non esista scrivente o artista che ponendosi davanti alla modellazione di una propria idea (di qualsivoglia natura), non abbia in mente, in cuore, nelle dita, o sotto l'unghia, di fornicare con un magistero d'arte, (anch'esso di qualsiasi natura possibile). già di per sé, questo, mi fa schifo. e mi fa schifo perché, a livello basicamente teorico, vuol dire Mestiere.
    quindi nessuno può essere tanto scafato o geniale da schivare il mestiere. Bolano, idem, fm. Bolano, come me come te come chiunque, ha dovuto cavarsi d'impiccio da questo, quello, e quell'altro degli innumerevoli inceppamenti che la forma narrativa frappone tra sé stessa e i suoi creatori.

    Mi verrebbe da dire che l'arte è qualcosa che s'avvicina alla distruzione della ripetizione, o la reinventa.
    Una cosa che m'ha sempre deluso del teatro è la ripetizione coatta. si può andare a vedere Tal Attore che fa l'Amleto per tre sere, o anche per due? Certo, la seconda sera le sue battute non risulteranno più false che mai visto che le ha rifatte identiche alla sera prima?
    mbò, Larry teatrante, tu, davanti a questa perenne briscola critica, che dici?

    Matt, non fare il fin tonto

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  10. Dinamo la ripetizione non esiste, è un mito anche in termini tecnologici, nel senso che non esiste un oggetto uguale a un altro. In teatro, quello vero (ce n'è tanto falso, in giro), niente è più bello che vedere più volte lo stesso spettacolo, perché capisci bene che è come alla stadio, le condizioni di fondo sono sempre le stesse, ma la partita cambia di domenica in domenica.

    Per l'altro discorso è vero che tanti partono dalla ricerca di una dominio di maestria libero, ma di solito, quando vale come vale Bolano, ottiene risultati del tutto imprevisti anche rispetto alle proprie aspettative. Insomma, il gioco della letteratura e dei suoi canoni (cani da guardia grandi) funziona perché ogni tanto arriva qualcuno che sovverte tutto, anche se in troppi fanno finta di nulla...

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  11. Larry, non mi incanti... nel senso buono.
    Il teatro di cui parli è un teatro di grossi genti. So che il grande teatro minore è così.
    Ma la ripetizione esiste e sta nell'evitarla, cioè reinventarla, fare arte: quella che dici tu.
    Come quando un'espressione comune e sciatta, rimpallata in una girandola di frase diversa, assume tutt'altro striscio.

    I canoni servono perché qualche uovo si dovrà pur rompere per fare una bella torta, ma anche lì, è il gioco della reinvenzione a farci gongolare.
    A me, solitamente, uno che prende un genere e diventa nel suo recinto il più bravo (seguendo sioè le regole imparate da quel canone), mi sta sul cazzo... è per questo che Bolano mi piace parecchio.

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  12. Il teatro è complicato... un mio amico che fa da decenni uno spettacolo incasinatissimo, dove fa una marea di personaggi senza mai uscire di scena, conta gli errori che fa, tipo meno di 5, più di 5, di 10, di 15 ecc Il teatro, come un qualunque sport, si potrebbe arbitrare...

    Mattolini non far confusione.

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  13. http://i1231.photobucket.com/albums/ee512/zonal_marking/bayern-cnapoli.jpg

    ilMatt., che farebbe il culo a Maria Font, bevendo mezcal "Los Suicidas".

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  14. http://www.youtube.com/watch?v=MlfOlwS226U&feature=related

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