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Visualizzazione dei post da Agosto, 2011

Che non sia un altro esempio di delirio giornalistico(?)

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E' un po' di tempo che credo che Gutenberg e chi con lui appresso abbiano irreparabilmente, pasolinianamente, demolito il genere umano.
Direi che, per una volta, ne sono convinto.


(Mi auguro solo non sia un'altra delirante nausea provocata dal costante sciabordio della nave della mia incoscienza civile)

5- sulle ripercussioni post uterine

La scelta è una pallina nascosta nella sabbia del mare.
Nessuno ha tanta fortuna di scegliere.
Non si sceglie di essere messi al mondo.
Non si sceglie di campare.
Non si sceglie di continuare a campare, dopo aver perso.
Non si sceglie di continuare a campare dopo che la morte delle persone più importantiti è venuta addosso come un trattore impazzito.
Non si sceglie né fortuna né sfortuna. Né lavoro né compagnia. 
tanto più quando i coefficienti di scelta sono così ridotti
all'osso.


Si può scegliere di lasciarsi cadere dalla finestra, come Monicelli, Deleuze,
ma ci vogliono palle grosse e dure come un palazzo
e d'essere un palazzo non si sceglie nemmeno quello

Trattato di medicina sociale

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Mi pare di capire che qualsiasi discorso, qualsiasi senso debbano essere indirizzati al Bene comune. Se non sono votati al Bene comune o di una qualche collettività utile (maggiore o minore), sono feccia. 
Uno che indaghi nel profondo le proprie sproporzioni, le proprie abnormità, i propri divisionismi è un testone sopra due zampette, un insetto peloso, un dissipatore. 


I limiti del pensiero sono l'Amore, il Sociale ed il Bene sociale. 
In sostanza, papà Odio è in una botte di ferro!

3- penso che i pazzi si rincorrano, fino alla punta dell'ago

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che farei senza questo mondo senza faccia né domande
dove essere non dura che un attimo dove ogni istante
si versa nel vuoto nell'oblio di essere stato
senza quest'onda dove alla fine
corpo e ombra sprofondano insieme
che farei senza questo silenzio abisso dei bisbigli
ansimante furioso verso il soccorso verso l'amore
senza questo cielo che si innalza
sulla polvere delle sue zavorre

che farei farei come ieri come oggi
guardando dal mio oblò se non sono solo
a errare e girare lontano da ogni vita
in uno spazio burattino
senza voce tra le voci
rinchiuse con me


(Samuel Beckett, 1948)

La società delle nazioni celesti

Sono convinto che la religione cattolica sarebbe esistita anche se non fosse mai nata quella subspecie di taumaturgo chiamato Gesù Cristo da Nazareth. Dico subspecie perché a mio avviso un taumaturgo dovrebbe adoperarsi solo alla produzione di oziosi miracolini, senza fare razza, né proseliti. 
La religione cattolica, come tutte le religioni, è il frutto di secoli di storia e conciliaboli. 
Anche però volendole dare una patina santa, che non ha, resta che non risolve nulla a livello individuale. La creazione del concetto di coscienza, rimodellato dai greci, funziona bene solo quando le sia dato un modello coscienzioso di riferimento, un modulo, un  prestampato. Questo modello, signori belli, è la morale cattolica. E' un ordine sociale con spine di colpa individuali. 
In definitiva, se io volessi, come voglio, semplicemente vivere per vivere, come un granello di polvere, come un alito di vento, come un piede di porco, allora Gesù Cristo da Nazareth, il papa, le letture del Nuovo Testa…

Morale della favola: se dovete diventare dei grandissimi scrittori, pensateci due volte prima di entrare in una società segreta un tantino massonico-librale

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Fedor Dostoevskij: il 19 dicembre del 1849 salì sul patibolo, assieme ad altri diciannove condannati, per farsi ammazzare dai boia dello zar Nicola primo. Il plotone d'esecuzione era pronto per mettere qualche pallottola nella carne di Fedor, ma lo Zar era un buontempone. Tre giorni prima aveva commutato l'esecuzione capitale in lavori forzati a tempo indeterminato, da scontare in Siberia. Avrebbe potuto comunicare subito la notizia ai condannati, come sarebbe successo quasi un secolo dopo a Lucien Rebatet, graziato dai liberatori di Charles De Gaulle (quelli che invece ammazzarono Robert Brasillach). 
Nicola primo, invece, li fece comunque arrivare ad annusare la fossa, per poi fargli rialzare il muso, smussandoglielo per sempre. Fu una bella sportellata, no?
Il reato di Dostoevskij era un reato universitario: andava a fare quattro chiacchiere cogli amici, una combriccola di giovani artisti come lui che gli garbava di leggere anche ciò che l'indice inquisitoriale zarista pr…

Storia di una scrittrice albanese e dell'oscuro editor che le insegnò il latino, (un) classico

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Rimando e pubblicando si dicono le più grandi stronzate.


(Motteggio nato alle ore 6:30 del giorno XY, femmina, a largo del Mar Mondado Ris de Calvo Rais nella fase di doppiaggio del Capo de Grupo Caffè Expresso, nave crociera RCS, Oceano Aperto, in un lago pescato in altura).






Di seguito, una di seguito all'altra, trascrivo delle riflessioni spiaggiate da tempo in foglietti di taccuino semplice ma non per forza povero:


-Ma si può arrivare a mettere in dubbio il mettere in dubbio, non sarebbe un metadubbio?


-La selezione del materiale da editare e quello da non editare comporta un'azione censoria, anche se non sembrerebbe in primo lancio. Selezionando, anche in buona fede, si oscura, si espurga sistematicamente e/o a man bassa una fetta gigantesca di testi, classificati senza mezza remora "inutili", quando sarebbero semplicemente, sempre secondo il sistema editoriale dominante e la letteratura dominante e il gusto dominante, "Inutilizzabili". Dobbiamo finirla.


-Do…

Quinta lettera trafelata dal disonore

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Caro D'Annunzio, 
ti stanno facendo fuori con tutti i mezzi che hanno sottotiro.
Ciò, lo sai da solo, equivale a dire che stanno annientando la Bellezza. 
Già allora, ai tuoi anni celestini, quando inviavi sigarette profumate a Luigi Pirandello, quello sbuffava e diceva "Il solito Gabriele D'Annunzio!". 
Non sapevano godere che se non in mezzo ai quartieri popolari, ai casermoni. Facevano finta, certo, io che li conosco bene non li amo: non mi va di fare la finta.
Il Sapere degradato di Stato ti ha intitolato pure un'Università, nel 1965, nella tua Pescara. Non ci hanno capito niente. 


Resta il fatto che hai fatto bene a non adoperare la lingua delle domestiche, dell'informazione casalinga, per fare letteratura. Ti vantavi di aver usato vascelli e vascelli di parole. Non si viaggia senza, come darti torto. Mi piace pensarti a parlare con ee cummings. 
Hai scritto "Il trionfo della morte".
Meglio tu che Pasolini, lasciatelo dire, lo sapevi da solo, ma lascia…

Illuminazioni una stagione all'inferno

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Seconda lettera dal disonore

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La vera cultura, la vera letteratura, la vera filosofia, la vera arte, la vera scultura, la vera musica ecc nascono dalla morte, quindi dalle macerie della follia. Per questo motivo, chi, passando per queste forche, non torna da dove è partito, non rincasa nella follia, e quindi nel fallimento, può tranquillamente definirsi una persona ed un artista mediocre.  


(L'autore di questo pezzo, per altro abbastanza brutto a causa del suo tono pontificio e assertivo, si scusa della pesantezza del tono del pezzo)

La libertà sta sul cazzo a tutti, bisogna che qualcuno lo dica forte (anche sottovoce)

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Compro un libro finito fuori commercio su una bancarella: La nascita del libro, Fevre-Martin. (Nella prima frase c'è un imbecillissimo calembour, che non mi va di togliere, generato dall'assenza di una virgola dopo commercio).
Il libro è un'introspezione storica dall'origine della stampa a caratteri mobili fino al 1800, qualche volta, qualche volta fino al '600-'700. Spesso anche un'affabulazione. Mi sta bene tutto.


All'inizio della stampa i diritti d'autore non esistevano. Non solo. Qualsiasi editore pubblicasse un'opera originale, ispecialmodo di contemporanei, una volta immessa nel mercato, chiunque altro poteva farne un'edizione e smerciarla, senza quella sacrosanta merda chiamata Permessi e Burocrazia. A poco a poco, lo Stato, allertato dai librai che si sentivano defraudati, ma soprattutto per tenere sotto scorta preventiva il materiale pubblicato, iniziò a emettere delle leggi per... proteggersi. Per proteggersi e ammanettare il mercat…

Tecniche di seduzione di massa

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La letteratura non è il guardaroba dove ci si può mettere a smanacciare virtù e morali, a piacere. 
La letteratura virtuosa, ovvero la letteratura da saio, non ha mai avuto successo, tranne che presso i gesuiti afrodisiaci. 
Mi sa che i TQ hanno scelto proprio il filone sbagliato per sfondare, che fessi... non è che li ha consigliati Roberto Saviano?

Di cosa parliamo quando parliamo

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Su Raymond Carver si possono dire tante cose, che s'è fatto rifare qualche volta le tette (da Gordon Lish) è verissimo... verissimo... però nessuno, nemmeno il chirurgo plastico, gli ha potuto mai imporre (ob torto collo) di sfornare un fottutissimo romanzo di genere romanzesco. Sembrano stronzate, non lo sono, perché ce ne sono parecchi che nascono novellieri e li sterilizzano romanzieri. Eppoi basta con questa storia prosopopeica del Romanzo da fare ad ogni costo. Se ti va scrivi il romanzo, sennò te lo fai scrivere, come Honoré de Balzac. Altrimenti ne compri uno di un altro. Quello che leggi non deve essere per forza tuo, anche se hai per mecenate lo psicologo. 


Si vive in una società che si complica contagiosamente la vita. Carver mi è sempre sembrato un tipo onesto. Seriamente.

Magic people

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Questi tre signori, Indro Montanelli, Oriana Fallaci e Marco Travaglio, sono i giornalisti che han imboccato e tuttora imboccano la peggiore destra in Italia. 
Sono anche quelli che dopo soggiorni e soggiorni in Palestina, da giornalisti inviati, davanti ai massacri di civili palestinesi da parte della politica terroristico-internazionale israeliana e della sua polizia militare, hanno cantato, al ritorno in Italia, tutto il loro sperticato amore per Israele.


Mi viene da ridere quando sento il pubblico osannare la memoria dei primi due e la fama stazza del terzo, in ossequio al giornalismo obiettivo e puro, al buon vecchio Grande Giornalismo Italiano... che i loro simulacri, tristemente, pallidamente, evocano come fuochi fatui...

Il lavoro, la coscienza e altre storie

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La cosa peggiore è che se sei sempre stato un animale da soma, abituato a sfiorire per il tozzo di pane, quando per vari motivi riesci a smontare dall'ingranaggio repellente (per un buon periodo), ti senti in colpa di non stare facendo niente. Fare niente non t'appartiene. Il dolce farniente dei ricchi. 
Insomma sai precisamente che dopo anni passati a spalmare grasso sul tuo cervello, il tuo cervello è diventato come quei fogli di plastica pieni di bolle che imballano gli oggetti delicati e che i bambini fanno scoppiare colle dita: il sistema ti ha davvero scavato (evidentemente laddove non c'era nulla) un buco, t'ha scavato nel petto la cosiddetta "coscienza" da lavoratore... Sei diventato quello che Marshall McLuhan chiamava "servomeccanismo": servo meccanismo. Lo spirito è da tempo un topolino ubriaco di veleno, tramortito, lungo sulla tavola della tagliola, pronto ad essere gettato assieme alla raccolta della spazzatura. Questo vale anche se hai…

Se non la realtà

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Credere nella Realtà non è forse il primo degli atti di fede richiesti dal sistema edit(tat)oriale italiano (e dai gestori di bar e)?

Dubbi brahmani: da dove spiccano il volo i palloni gonfiati?

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Sarebbe bello appurare perché il supervalutatissimo Franco Battiato, di cui molte  canzoni sono davvero brutte, e il cui corpo canzonatorio è un manrovescio all'arte canzonatoria, possiede una comoda sedia in prima fila e noi altri normali come lui rimaniamo fuori assieme alla razza randagia cui c'onoriamo d'appartenere.

Disputina teologica di un neopositivista con il cardinale Tettamanzi, che ringrazio per avermi dato udienza

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Già in un'altra occasione avevo esternato qui, messo alla finestra, la mia avversione per il sistema democratico. Ma questa repulsa non vuole proseliti.  Ovvero: non sono mica interessato a proporre o promuovere un ordigno politico alternativo, di massa , né individuato, né d'ispirazione personale, né riducibile a quelli storicamente emersi.    
Non ho alcuna fiducia nel sociale, nelle istituzioni, negli enti, nel comiziale, negli organi (siano essi d'organo fiscale, genitale, di polizia, politico), nelle federazioni, nel fisco e nella cittadinanza. Non ho fiducia nel linguaggio, figuratevi un poco voi. Per me, il genere umano può degenerare e iniziare a scomporsi già da oggi, ne sarei alquanto felice. 


Fatta questa premessa, plano come un'accetta sul discorso di oggi, che è religioso. 
Secondo me, se Dio esistesse, la Scienza lo avrebbe già stanato. Potete fidarvi di questo che vo dicendovi, e quindi vi consiglierei di cancellare il nome Mario Rossi sull'assegno all&…

Magari fossero cavalli

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Se c'è una cosa che io non posso proprio tollerare dei fascismi è tutta la pompa magna che hanno messo nel Vitalismo giovanile. 
Non c'è nulla di bello nella calda gioventù d'ogni tempo.
Siate più gelidi del ghiaccio, per carità! più gelidi del ghiaccio.

La verità sul cane da guardia

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Un tempo mi sembra che si potesse commentare senza avere la registrazione al sito, in quel de Il fatto quotidiano di Marco Travaglio e Antonio Padellaro.
Oggi, ho scoperto che hanno (con tutti i diritti, certo, del casus belli) dato ordinanza obbligatoria di iscriversi per commentare. 
Non ci vado quasi mai perché il populismo che si aspira lì (specie nel commentario, mappoi in tutto il corpo docente) è paragonabile solo a quello della Padania, altro giornalino cavallerizzo non da poco e affinità elettive varie, ma anche se ci andassi più spesso, non mi iscriverei (ovvero butterei) mai in quel pozzo di schizofrenia forcaiola, deforme, morbosa e bipolare... preferisco rimanere sacrosantamente all'oscuro della REALTA' (che parola di granito!), che invischiare in quelle faccende manipolatorie. 
Spero non ci sia nulla di cui vergognarsi d'essere ignoranti e simpatizzare coll'analfabetismo...

Corso accelerato di Letteratura Italiana

Gli scrittori italiani, bravi o meno bravi, mi sembra scrivano tutti più o meno nella stessa maniera. 
(Un po' sarà che scrivono in italiano e vabbè pazienza). 
Però, strettamente avvinghiato: cercano effetti stilistici e linguistici similissimi tra di loro, e la lingua italiana n'è ghiotta cameriera - ci sono delle parole che scricchiolano meglio di altre, a breve contatto, e si tende a farne un uso, direi, mafioso. Gli scrittori migliori, proprio per questo, mi sono ancor più insopportabili: giocano a un gioco sputtanato coll'aria d'andare giù per la prima volta... 
Vedo insomma che tra lo spezzare l'uovo e infornare la torta ci sia sempre l'identica meccanica di passi mosse ingredienti e preparazione.


Questa cosa mi danneggia parecchio l'umore.

Tsumiki no Ie - La maison en Petits Cubes

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Questo cortometraggio di Kunio Kato (12 min), realizzato nel 2008, ha vinto il premio Oscar come miglior cortometraggio animato.

(Owaru)

La scrittura di scacchi

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Ci sono due cose per cui, dicono... dicono, dico, che io sia portato: scrivere e scaccare. 
Queste due materie umane, però, non necessitano solo di naturale filiazione, abbisognano anche di sforzo, sacrificio, studio e determinazione. Ciò che io non posseggo proprio è la determinazione e forse nemmeno lo sforzo. Certo sono uno che ha imparato giovane a sacrificarsi per la causa, materiale e spirituale. Di determinazione però... scarseggio.
Delle volte, vaneggiando nei miei vaneggiamenti, mi figuro uno scrittore che abbia deciso di scrivere questo quello e codesto, magari nella stessa opera bella. Deve proprio essere caparbio e accesso e indurito per raggiungere tutti i suoi obiettivi, tanto che una volta aver finito uno, si tuffa a fare l'altro e l'altro e via.
Come si sentiva Fedor Dostoevskij a metà dei Fratelli Karamazov? e a metà di Delitto e Castigo? e a un quarto? senza contare che una roba lavorata è sempre terreno aperto al rimaneggiamento, alla ristesura, al rimpolpament…

Morte o vita del giocatore

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Un racconto per la radio di Tommaso Landolfi

Il cappio sciolto: come salvare in extremis il povero Pinocchio che cominciava a scalciare l'aria per farlo crepare come un cristiano comesideve

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Sono venuto a sapere, attraverso la lettura del Corriere della Sera, che il povero Collodi dovette modificare il finale di Pinocchio perché non era stato gradito dai bimbi che leggevano il Corriere dei Piccoli, dentro cui era uscita a puntate la storia del pargolo legnoso.  Secondo la chiusa originale, Pinocchio finiva impiccato ad un albero per la mano traditora del Gatto e la Volpe. Ovviamente, non diventava nemmeno di carne e ossa. 
A pensarci con più calma, l'epilogo della novella del Pinocchio, evidentemente sempre rimasto aperto, nonostante l'aborto del primo per ingerenza di lettori ed editore, deve aver rappresentato un notevole problema per Collodi, prima d'essere steso come impiccagione e convertito, per interposta persona, in lieto fine.  Il fatto è tutto qui: diventare un trancio di carne marcescente è un lieto fine? I vermicciuoli sono il lieto fine? 
E' solo una convenzione, la carne e il fiato, un'omologazione narrativa e così era, di necessità, intesa da…

Il forestiero davverosimile

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C'è un modo di smacchiare il tabarro da Forestiero?
E' una domanda che rivolgo a chi è intonso di patria, docili euforie, a chi ha studiato quel menomo, a chi (non) è giustamente.
Una superficie straniera mi riveste da capapiedi, come un copertone per macchine.
Mi sento Franz Kafka.
Bevo un caffè,
torno agli scacchi.