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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2013

Una buona azione per Mario Lo Tasso

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Pochi lo sanno (ed è per questo che lo scriviamo) ma nel 1974 Mario Lo Tasso si macchiò quasi involontariamente di una buona azione che ebbe non poche ripercussioni sulla sua vita di artista e su quella di altre persone anche non artistiche che però fino ad allora avevano mostrato un incrollabile attaccamento alle cose della vita e un sensibile orecchio per le sue sottili e alle volte perniciose vibrazioni.
Professore di educazione tecnica di stanza a Campobasso Mario notò che in classe l'alunna Monica di solito giuliva e di tempra spensierata aveva il cuore gonfio e ispessito dal dolore. Il suo rendimento scolastico decresceva a vista d'occhio, le risate che come marosi si infrangevano sulle povere facce dei muri della classe avevano cessato ormai d'essere in tempesta e  per piantarla qua co' sta manfrina anche alla mensa la ragazzina mangiava solo uno sputo di minestra e 'na mezza mela di quelle tristi, gialle, che sembrano essere state colte dall'albero dell&…

Morire per delle idee - Survivor 2.0

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Questa se sta bene agli eredi potrebbe essere la colonna sonora del programma. Sennò prendiamo Nun te reggae più di Rino Gaetano, oppure toh la versione francese di Brassens. 

Mi sono persuaso che si possa morire per delle idee, specialmente per quelle degli altri. E su questa idea di fondo mi sono permesso di inventare un reality show totalmente innovativo rispetto agli ormai noiosi modelli classici.
Vado a spiegarmi.

La casa di Thomas Bernhard

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Per un periodo breve breve ho lavorato presso un editore che pubblicava per lo più riviste turistiche d’alto bordo. Inizialmente ero entrato come uomo di fatica, che poi la fatica non era granché (manco la paga), bastava spostare grosse pile di riviste ancora incellofanate da uno sgabello all’altro o portare su scatoloni pieni di risme e carta igienica e sapone per le mani, farsi mettere delle firme, riordinare ogni tanto i numeri in copie da tre e ripigliare lo scuterino e fare altri giri... Quanta carta sprecata, mi dicevo, dove ti giravi giravi c'erano fogli stampati e gente che andava al cesso… c’era ‘na giornalista avanti coll'età che stampava qualsiasi cosa gli passava davanti agli occhi, gli dicevano che n’altro po’ stampava pure gli sms (e anche al bagno non si faceva mancare nulla)... io menomale che non m’è mai piaciuta troppo la natura, non c'ho mai avuto sta fissa della super difesa della natura ché la natura di su la natura di giù, sennò per lo spreco di cart…