Di cosa parliamo quando parliamo

Su Raymond Carver si possono dire tante cose, che s'è fatto rifare qualche volta le tette (da Gordon Lish) è verissimo... verissimo... però nessuno, nemmeno il chirurgo plastico, gli ha potuto mai imporre (ob torto collo) di sfornare un fottutissimo romanzo di genere romanzesco. Sembrano stronzate, non lo sono, perché ce ne sono parecchi che nascono novellieri e li sterilizzano romanzieri. Eppoi basta con questa storia prosopopeica del Romanzo da fare ad ogni costo. Se ti va scrivi il romanzo, sennò te lo fai scrivere, come Honoré de Balzac. Altrimenti ne compri uno di un altro. Quello che leggi non deve essere per forza tuo, anche se hai per mecenate lo psicologo. 


Si vive in una società che si complica contagiosamente la vita. Carver mi è sempre sembrato un tipo onesto. Seriamente.

Commenti

  1. Ci sono scrittori di qui si ammira di più la vita che l'opera. Anzi, personalmente, a me capita spessissimo questo fenomeno. Carver è uno di questi.
    Ho bazzicato i suoi racconti, attratto più che altro dalla sua storia personale di dure sconfitte e rivincite, di fallimenti, malattie e tenacia.
    La tenacia, unita alla modestia, sono virtù rare.
    Un uomo tenace e modesto, è imbattibile, credo. nel senso che un fallimento rientra nel percorso finale di una vita autentica.
    COn questo sproloquio intendo dire che ammiro in Carver l'umiltà, la tenacia e l'infinita cura del dettaglio, la modestia dell'artigiano che fa brillare a lucido il suo mobile.
    E' certamente un tipo onesto. Senz'altre pretese che scrivere. Un anti-TQ per definizione.

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  2. Ooops, volevo dire "scrittori di cui" ...
    D'altra parte c'ho solo la quinta elementare ...

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  3. Massimo, se è vero che c'hai solo la quinta elementare, sai pure che sei un graziato (leggasi in multipla accezione).

    Certo, ci sono scrittori meglio uomini che autori. Carver ha vissuto "male" e per questo bene, ha vissuto tanta merda che abbiamo vissuto pure noi; aveva talento e scriveva perché ne aveva bisogno davvero. Non è la solita letteratura d'autore del cazzo, anche se in basso. Alcuni racconti spezzano veramente il cuore. Mi dispiace però che avesse poco senso dell'umorismo; mi dispiace tanto. Secondo me rideva parecchio poco.

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  4. "Certo, ci sono scrittori meglio uomini che autori"

    Purtroppo tanto spesso è più vero il contrario. Bravi scrittori, uomini deludenti ;-)
    (ad esempio Roth mi è crollato dopo aver letto in un'intervista che la vita non ha più senso da quando il medico gli ha proibito di mangiare le costolette di agnello).

    La prosa di Carver mi piace. E' diretta e semplice ma non trascura i dettagli importanti, quelli che sanno rendere un'atmosfera, un carattere. Bisogna saper scrivere, per scrivere come scriveva lui.

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  5. mbè, penso che è stato gagliardo a dire quella cosa sulle costolette di agnello...
    comunque, per me, uno può essere una grande individualità e non produrre arte adeguata alla propria grandezza. Carver, scrittore onesto e di bella scrittura, è stato più un grande spirito che un grande artistico. per come lo leggo io.
    poi bisogna vedere di che cosa abbisognamo... delle volte c'è bisogno d'arte, delle altre di storie su grandi anime... magari scritte magistralmente dalle grandi anime stesse.

    insomma, una cosa così...

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  6. Bisognerebbe chiederlo agli agnellini quanto è gagliardo uno che mette le loro costolette tra le cose per cui vale la pena di vivere.
    Su certe cose non posso essere ironica. Da un grande scrittore come Roth mi sarei aspettata ecco, anche qui, una visione un po' critica della cultura in cui siamo immersi (che considera naturale lo sfruttamento degli animali). Vabbè che è anche un uomo anzianotto, probabilmente è cresciuto con altri valori, si parlava poco e niente di determinate questioni.
    Insomma, gli perdono la frase, ma la delusione resta. E del resto ci può deludere solo chi amiamo.

    Per il resto sono d'accordo, a volte ci sono belle storie che chiedono di essere raccontate, e non importa tanto come, l'importante è la storia in sé; altre volte si ha voglia di veder trasformato il mondo e allora serve un grande artista.

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  7. Biancaneve, penso che fosse una boutade... poi io sono abituato a ritenere che le nostre esalazioni, enunciativamente scritte parlottate e quant'altro, non abbiano alcun legame con gli oggetti del circondario, perché l'oggetto è l'enunciato, e gli oggetti non esistono.
    Un artista deve poter manipolare gli enunciati come gli pare meglio... intaccare la Realtà del Re colla propria realtà.

    Come boutade minimizzatrice del suo straosannato personaggio, penso possa essere simpatica.
    Se poi fosse vera, mi dispiacerebbe per lui che in vecchiaia s'è portato tra i tanti vizi alla portata solo quello di trangugiare costolette d'agnello.
    ciao

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  8. http://ilpontelunare.blogspot.com/2011/08/illuminazioni.html

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