La verità sul cane da guardia

Un tempo mi sembra che si potesse commentare senza avere la registrazione al sito, in quel de Il fatto quotidiano di Marco Travaglio e Antonio Padellaro.
Oggi, ho scoperto che hanno (con tutti i diritti, certo, del casus belli) dato ordinanza obbligatoria di iscriversi per commentare. 
Non ci vado quasi mai perché il populismo che si aspira lì (specie nel commentario, mappoi in tutto il corpo docente) è paragonabile solo a quello della Padania, altro giornalino cavallerizzo non da poco e affinità elettive varie, ma anche se ci andassi più spesso, non mi iscriverei (ovvero butterei) mai in quel pozzo di schizofrenia forcaiola, deforme, morbosa e bipolare... preferisco rimanere sacrosantamente all'oscuro della REALTA' (che parola di granito!), che invischiare in quelle faccende manipolatorie. 
Spero non ci sia nulla di cui vergognarsi d'essere ignoranti e simpatizzare coll'analfabetismo...

Commenti

  1. Mi sa che facciamo parte di quella retroguardia (o avanguardia? Boh) che ha un approccio laterare alla realtà. Cioè svicoliamo di lato, piuttosto che stare nel mainstream ... e ci infiliamo in posti dove si suole chiamare le cose con il loro nome.
    Certo,meglio analfabeti che schizofrenici ...

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  2. Secondo me, siamo troppo pochi, scazzati e svitati da fare nemmeno il soldo d'una retroguardia qual che sia... vivacchiamo vicino alla bandierina del calcio d'angolo, cincischiando col pallone... almeno così qualcuno lo possiamo pure guardare in faccia. Ecco perché, i grandi Mister come quelli di NI, Mozzi, Lipperini e cazzi vari, ci vorrebbero sempre in panchina... e a volte in galera.

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