Un post su Paolo Nori

Questo, come quasi tutti i libri di Nori, è un gran bel libro di Nori

La letteratura è come la strada, è piena di luoghi comuni; più si fanno artefatti, sti luoghi comuni, più gli cambiano nome per elitarizzarli e farli sembrare meno noiosi: i luoghi comuni della letteratura quindi vanno sotto il nome, solitamente, di cliché
Un cliché dei letterati è che gli scrittori hanno la testa per aria e non si sanno amministrare.
Ora, questo è vero, per carità, può essere vero, ma come è vero che stasera con tutta sta gran canicola non mi prenderò un conogelato al pistacchio. Cioè, pole esser vero; ma non ci conterei tanto. 
Io conosco ad esempio, sempre per averli letti, pochissimi scrittori che non si sono saputi amministrare in promozione personale, anzi che si facevano dei sonanti autogol... sono due tre, alla fine, pochi di più... e va bene... così come non c'è niente di male nel sapersi gestire e proporre... ma che Paolo Nori che sta sempre in giro a presenziarsi, presentare libri, a fare l'intervista, a far letture, a far conferenze su quest'argomento e su quell'altro, che ha un blog, un sezione sua sul Post.it, che tiene una rubrica per Libero e una per il Foglio, scriva, Paolo Nori, in (mi pare) Si chiama Francesca, questo romanzo che a lui piace soltanto scriver il libro e che non è capace di star dietro alla sua promozione e anzi non gli garba tutto il processo che si apre dopo la pubblicazione di quel libro... insomma mi fa un po' sorridere - per quanto Paolo Nori, voglio dire, è un buonissimo scrittore, a mio modo di leggere... 
Quindi, anche se sono inesperto del mondo letterario e capisco pochissimo già di mio, mi permetto di dare, da lettore che sta al di qua della barricata, un consiglio agli scrittori titolati: moderate l'abuso dei cliché di settore, vengono a noia, sennò. 
La gente... se ne accorge. 





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