IL DOVERE DEL CAMPOSANTO (improvvido di sapore involotariamente pirandelliano)

In un posto perfetto per fumigare colla pipa o impazzire, venne a morire, all'età che è dolce morire, il signore Gaetano, grande artigiano laureato in restauro dei mobili antichi.
Gaetano voleva che sulla sua lapide ci fosse scritto, riferito esplicitamente a isso medesimo, proprio sotto le marmoree generalità sulla vita e la morte, e la fotografia di dieci anni prima, questa frasicola: "Niente era in vita, niente, figuriamoci, è in morte. Quindi, non fa niente".
La moglie, poco avvezza da sempre agli scherzetti del marito, vieppiù ora addolorata dalla sua di partita improvvisa, non voleva troppo farlo contento sto niente di marito, anche se morto, colla storia dell'epigrafe ridanciana, ma quello, il Nullebondo, aveva lasciato precise disposizioni, quindi, tira di qua tira di là che colla legge nessuno lo sa, alla fine la spuntò lui e la lapide fu scalfita in quella maniera là.
Così quando uno che passa davanti lo legge, anche uno che Gaetano non lo conosceva, ma dotato di un po' di sens of jumor, gli scappa na risatella sottobaffo, e gli sembra meno gravoso il dovere del camposanto. Secondo me.

Commenti

  1. Sulla tomba di Walter Chiari al cimitero del Verano c'è scritto: "amici non piangete, è soltanto sonno arretrato" ed io lo trovo bellissimo. Per una come me che adora dormire e che non ne avrebbe mai abbastanza è consolante leggere una cosa così su una lapide. :-D

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  2. mah io con tutto quello che ho dormito in vita mi sa che mi toccherà stare sveglio per l'eternità...

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    1. Oddio, davvero, a questa eventualità non ci avevo pensato. Mi sa che allora pure io avrò un'eternità da insonne. Vabbè, ti verrò a cercare allora così ci facciamo due chiacchiere. :-D

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