Lettere dal disonore

Le famiglie del Mulino Bianco esistono e si sono riunite moltissime a Milano dove specie all'ora dell'aperitivo masticano patatine soffiate e fumano sigarette superleggere in un involucro di fumo atmosfera profumata. I padri non hanno un filo di lardo sulla cintola e sono sani, freschi freschi come il pesce, le madri sono anche loro sane e belle colle gonne merlettate bianche il sandalo alla romana, o la scarpetta aperta, e recano alle estremità delle dita, tutte, dei bambini sui cinque e tre anni, biondi, azzurri, le bambinette hanno abiti mossi e la risata se è e se non è, i maschietti fanno ancora gli scherzi da dietro la sedia. 
Queste famiglie stanno assieme e si frequentano ispecialmondo dopo l'orario d'ufficio, ed hanno dei redditi stratosferici per abitare lì e dintorni: via Monti, via San Vittore, via Carducci, e poi anche altro. 
Tutta quella salute non è da invidiare, così come non è da invidiare la loro seggiola di vimini o il loro tabacco o la buona fionda sociale che li ha lanciati fin dentro al punto giusto, come un gran tiro di basket. E' un foulard di seta la loro vita che strozza, strozza, ma più tardi, e questi non se ne accorgono, mentre la bolletta della luce inevasa, la tazza del latte che cade e si spacca in una mattina nervosa, possono uccidere orgogli e pregiudizi in una famiglia semplice e povera, come tutte le famiglie povere. 

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