L'uomo individuale e il suo (ar)cano dolore

Quadro che ben s'addice ad un post sotto tonale e scritto in una simile inquietudine di colori, ma con un orologio meno oblungo in adagio sul muro 
Ma non è che nel Novecento 'i scrittori hanno frignato come bambini quando nell'Ottocento c'aveano le palle più dure?
Se penso alla vita del mio amato Dostoevskij, che s'è visto ammazzare il padre da un branco di scimmioni uccisori con tutte le ragioni di assassinarlo, che è salito sul patibolo per essere giustiziato invece era un candid camera macchinata dallo zar, che è stato mandato ai lavori forzati in Siberia, che ha visto morire mogli, figli e figlie fratello e figli del fratello, che ha avuto il demone del gioco e della miseria, della penna come del genio... quest'uomo avrà scritto qualche ottava per uscire di carcere, ma davanti alla sua sofferenza piena non ha fiatato, ed ha scritto quello che ha scritto senza cacciare lacrime. 
Céline non la finiva più per qualche povero curato gratis e per un po' di esilio sul ghiaccio... 
E  Pasolini? E Sartre? Almeno Lorca è stato fucilato, qualche recriminazione è legittima... Pound? 
Vogliamo paragonare la vitaccia di Puskin con La cognizione del dolore di Gadda?
Fortunatamente di un autore tocca alle opere parlare, ma sarebbe anche più dignitoso entrare nel sottopelle, giacché stimo Puskin il doppio, perché ha scritto quello che ha scritto malgrado e dopo-tutto. 

Commenti

  1. Probabilmente nel '700 le avevano ancora più dure che nell'800 ... tutta colpa dell'introspezione novecentesca ... e forse anche del graduale miglioramento generale del tenore di vita ... e poi c'è la questione del decoro borghese ...
    Comunque senza qualche lagnetta, oggidì, non ti si fila nessuno ...

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  2. Massimo, non lo so, ho accuratamente evitato di parlare di interior(it)à ma è di sicuro lì il nodo: mi verrebbe da dire che c'è una interiorità di "origine controllata" come quella che riempie i migliori libri, Hesse, Svevo, Céline, Pirandello; ed una interiorità ancora più moderna, sfasciata, quella detta "interiorità di massa" che fa letteralmente schifo. quella che si fa su internet.
    Ma poi mi chiedo, mi chiedo veramente, gli spirituali, gli interiori, sono più drittoni dell'omini d'azione? forse, anzi, tutto ciò che ha a che vedere con questa roba mi pare roba barata.
    vero comunque che senza lagna caghetta non sei nessuno

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  3. ...perché è convinto che anche chi non legge freud può vivere cent'anni

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  4. Eh sì, si so' lagnati troppo e troppo si lagnano. E più so' privilegiati più si lagnano. Se mettono il riscaldamento a lagna si risolve il problema dell'energia.

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  5. E ppoi una volta gli scrittori come minimo ci capitava una finta condanna a morte o l'esilio, o la galera o almeno l'asma ... o la gobba, o la tisi, o si ritrovavano con un fuciletto in mano a fare una delle tante guerre ... insomma nella vita ci capitava qualcosa ...
    Quelli venuti dopo, al massimo si ricordano le prime edizioni di Lascia e raddoppia ...
    oppure si sbilanciano sulla morte delle ideologie, morte peraltro perché tutti questi scrittori potessero avere un'infanzia alla nutella e ai biscotti plasmon.
    Se non vivi veramente, che cazzo vuoi scrivere?
    Oppure c'è gente che vive veramente e che però scrive male ... tipo quelli che fanno sport estremi, o i calciatori, o alain elkann ...
    E' un pasticcio ... ci vuole talento accoppiato a una vita sfigata ... e nemmeno basta ...
    E' per quello che ci sono le conventicole ...
    sennò chi decide cosa pubblicare in un marasma color marrone di roba indifferenziata?
    Per scrivere ci vogliono i coglioni ... anche se si è donne ... è uguale.
    Invece ormai il coglione è declinato non più al verbo avere ma al verbo essere ...
    Ci vuole rabbia, una rabbia incandescente, per scrivere ... non bisogna essere addomesticati, mai ... per essere sicuri di non essere mai pubblicati ... le lagne funzionano tra di loro, perché se la cantano e se la suonano reciprocamente, pubblicano le loro cacatine di mosca, il pubblico non li caga ... o ne caga qualcunicchio che scrive qualche nuàr-icchio,
    ma vanno avanti lo stesso, perché sono loro stessi a comandare il giochetto editoriale ...
    campano tutti con i Clive Cussler, i Dan Brown i Faletti di turno e si permettono di disprezzarli ... e giustamente, ché i lagnosetti sono intellettuali, loro, l'equivalente letterario dei film di Soldini o Andò ... cacate impropinabili a chiunque ...
    Ho lavorato cinque anni nella redazione di una enciclopedia multimediale ... ho avuto per così dire a che fare con lo scibile umano intero ...
    potrei raccontare la mentalità media dell'editor tipo, dalla musica che ascolta, alle scarpucce che indossa, ai localucci che frequenta, ai viaggiucci che fa, ai bei pensieri politically correct, al ben-altro, lo sport favorito loro è il ben-altro, qualunque cosa dici o fai, il succo è ben-altro, Ben Altro.
    Meno male che c'è internetto (come lo chiamava un giapponese che conoscevo)... almeno non si muore del tutto soffocati ...
    Soli, sì, ma non soffocati ...

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  6. Gli è insomma (e poi chiudo perché ho preso troppo spazio), che negli spirituali, azione e pensiero sono tutt'uno. Non si limitavano a pensare e scrivere, la loro vita stessa era sul tavolo ... erano, insomma, antiaccademici.
    Pronti a morire giovani ... anche se campavano fino a 85 anni ... viaggiavano con una corda per impiccarsi in saccoccia ... ma poi vinceva la vita ...
    Ma tu ti immagini un Tommaso Pincio o un Tiziano Scarpa o un Nicola Lagioia o una Gilda Policastro che viaggiano con la corda in saccoccia?
    Ma poi io esagero ... i tempi sono quello che sono ... avremo già il nostro bel daffare a invecchiare e crepare ... e per fortuna libri buoni e musica buona c'è n'è in abbondanza ... nel frattempo.
    Scusa gli sproloqui e ciao.

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  7. "il riscaldamento a lagna"...che ridicolo! bella immagine.

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