Interviste: impossibili

Lessico famigliare
Un genere che abolirei è l'intervista agli artisti. Quando si intervista un artista, si dovrebbe parlare della pianta dei suoi piedi, del suo mal di gola, le secrezioni puerperali, se le sue galline danno qualche uova per il fabbisogno o solo merda da raschiare.
Un artista serio si sottrae per sua natura, si scamicia come d'un presentimento, si salva d'istinto dal pericolo  di quelle bisettrici secanti che di solito impastano un'intervista... specie e soprattutto di quel tipo di intervista che tende a definire, o dare una definizione,  suii suoi libri, o i suoi quadri, le sue sculture.
L'artista serio rifugge dalle idee forti, si lascia morire assieme alla sua opera nel fumo denso. Nel dolce dimenticatoio. Tratta il volume dei suoi affari artistici come un un cencio, altro che come figli, come dice lo Sprovveduto Intervistatore. Quando un artista cava dalla matassa irrazionale, da quella palla calda di bucato, un racconto o un poema, il piacere è nel mentre si fa, non nell'averlo avuto. Una volta finito, tutto quello che è stato scritto sarà usato contro quel pizzicore maledetto, quell'orchestra d'angeli che l'ha portato a ferire la carta, tumefare l'argilla, imbellettare la tela.
Un artista che tenga in poco conto il progetto, anzi che tratta sé stesso come un produttore di gurgiti, deve odiare l'intervistatore, al che questo signore della media borghesia, eunuco di testata giornalistica, verrà lì coll'obiettivo dichiarato di definire quel tale vagito dell'orchestra degli angeli, armonicizzare il senso scatologico della produzione artistica, di apporre il suo cerume scolastico su una superficie intoccabile.
Critici e intervistatori  di professione non andrebbero tollerati come purtroppo sono tollerati, e sono tollerati perché la tirannia delle plebi non può tollerare ciò che almeno tutti NON possono capire.  (Frase costruita su palafitte marce ma che meglio di così non può esser detta).

Commenti

  1. "il piacere è nel mentre si fa, non nell'averlo avuto" e come non fosse mai piaciuto quel piacere e/o esistito data la macina profonda di una mollezza durissima che non smette di macinare.concordo [eccetto sugli angeli ma è cosa "mia"...]su queste tue riflessioni ben riflettutte a mio personale sentire.
    ciao
    paola

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  2. in linea di massima, anche io adopero poco santi e angeli; ma, ti scriverò, una volta passati sotto l'acqua, squamati, svecchiati di senso vecchio e risciacquati, sono un piatto come un altro.
    ciao paola

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