Quattro chiacchiere su Gilles Deleuze e il '68

In questo filmato sopra - che consiglio di guardare - Gilles Deleuze esprime importanti concetti sulla società, la politica e la storia della filosofia. 
Mi fa strano però che trattando dei moti rivoluzionari del '68 non espliciti la centralità del fenomeno economico come propulsore (o uno dei grandi motori) dello slargamento dei diritti. 
In una società economicamente statica, autarchica, priva di investimenti consistenti, sprovvista di industrie, con un'economia agricola e vicina alla cosidetta "sussistenza", senza un avviato sviluppo economico statale (dal piano Marshall), senza la creazione di un mercato globalizzato, democratico e liberale, chi avrebbe dovuto finanziare le ribellioni sessantottine? A chi conveniva emancipare gli uomini, se parimenti questa emancipazione non si fosse tradotta anche (o soprattutto?) in libertà di acquisto, e appagamento dei desideri? 

La questione fondamentale è quanto i diritti lievitano a contatto coi beni, se non sia l'ottenimento del bene a creare i diritti. 
Ora, se anche la matrice economica non fosse l'ispiratore principesco rivoluzionario, non si può nemmeno dimenticarlo, secondo me, sicchene non è un fattore di terzo piano. 

E' in quest'ottica che io guardo, e favorevolmente, ripeto: favorevolmente, ai processi di globalizzazione che stiamo vivendo, innescati già dal finire del secondo dopoguerra, e che creano spazio per tutti, spazio dove possa vivere "il  minoritario" di cui parla Deleuze.

Chiudo dicendo che i No-Tav in Val di Susa sono dei conservatori che se fosse per loro torneremmo all'età della lega, e la cosa squallida è che dentro a quei manifestanti ci sono di prevalenza i giovani, giovani che si lamentano di mancanza di lavoro, del precariato, giovani che si professano rivoluzionari e che stanno coll'antico (sono degli umanisti alla fine, che escono dalle scolaresche univeristarie dove si impara il rimpianto e la nostalgia)... che sanno dire solo NON SI FA, senza rendersi conto che dentro a processi di questo respirpo internazionale ed europeo sta scritto il loro futuro, ed il futuro di fette enormi della popolazione, il ceto medio-basso; nel verde della Val di Susa (che non accetta contaminazioni), invece, ci può essere scritto solo un barcollante e strascicato presente contemplativo e latifondista autoctono, una serenata purista e puritana per poetucoli e signori feudali. 

Fortuna che a comandare non sono questi signori che fanno solo polvere. Così come fortuna che non comandano Aldo Busi, Marco Travaglio, e Roberto Saviano... altro che fantasia al potere... 

vabbè che questi manco la fantasia c'hanno...  
   

Commenti

  1. mah...

    Uno moldo moldo berblesso

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  2. La penso esattamente all'opposto. I processi di globalizzazione sono una truffa, lo si può gridare a piena voce, di globale, di unito hanno un bel nulla, interesse unico è il dio danaro e ci casca l'America, a pennello. Un esempio minore è l'Europa, l'euro che ci ha garantito lo sprofondare (A più A meno) nei gran debiti, nelle pezze al culo insomma a causa della banche, diamo un occhio alle nazioni senza il cappio al collo dell'euro.
    All'interno dei NO TAV ci saranno anche i figli di papà e i figli dei notai.. ma 'sti lavori costano, ci costano e noi che siamo dei poveracci, con le tasche piene d'aria le spendiamo per l'alta velocità che ci costa anche in salute, v'è la presenza di URANIO e AMIANTO nei pressi, lì vicino e non solo il collegamento permette alla NATO di fare i comodi anche in Russia. Ha del paradosso la gente c'ha la bava alla bocca, ha fame e si tira su un treno velocissimo, strano un tantino, perché non rimettere in sesto quelle esistenti? Pensioni, sussidio per i disoccupati e altre belle cosucce?
    In questa bella globalizzazione io di diritti vedo poco anzi... mi sembra d'averne persi, quel sornione di Monti non l'ho manco votato, io, che privilegio! Pensa che gli islandesi se ne infischiano di questa moneta, euro, e se ne vanno per la loro strada liberandosi pure del FMI, pazzi? saggi e accorti direi, non vogliono dipendere da nessuno tanto meno dalle banche!
    In sostanza chi c'ha i soldi se la cava, chi non ce li ha s'attacca questo è il liberismo sfacciato, moderno di Monti e compagnia a seguito.

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    1. Sono d'accordo con Discepolo. Su tutto. I No-global hanno sempre avuto ragione.

      I trasporti in Italia sono un disastro (sì, hanno messo il Freccia Rossa, ma costa più che prendere un aereo), nelle città i mezzi pubblici funzionano peggio che mai, e andiamo a fare la TAV.

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  3. se hanno ragione i no-global, su tutto addirittura, che ci fate su internet, ai computer?
    mi risulta abbiate anche dei blog.
    pensavo usaste le penne d'oca, o lo scalpello per le tavolette di cera...

    attenzione a tenere per questa gente che nemmeno esiste. i movimenti no-global sono solo sabbia negli occhi. fumo. secondo me, sono solo estremisti di destra feroce, camuffati da estremisti mascherati. mi piacerebbe sapere chi li finanzia.
    ma non è difficile supporlo.

    sulla tav, fortunamtamente, non comandano queste minoranze riottose, e si farà (tali minoranze, comunque, hanno ottenuto l'accoglimento di diverse correzioni al progetto). l'italia, dovete mettervi in testa, è in europa ed è un bene per tutti che ci resti. la tav è un ponte tra paesi europei, è un avanzamento che crea spazio, che tra l'altro darà lavoro a moltissime moltissime famiglie visto che ci sono in ballo miliardi di euri.

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    1. Dinamo,
      ma tu dove vivi, scusa? Mi piacerebbe saperlo. Perché io, che vivo in Italia, non vivo affatto in un paese europeo: vivo in un paese sporco, dove è tutto è vecchio e fatiscente, intriso di corruzione ed indolenza fino al midollo, dove la posta non viene consegnata per settimane ed addirittura, quando capita, consegna ricevute di ritorno non firmate, dove i mezzi pubblici, di qualsiasi tipo, non funzionano, dove la burocrazia e l'amministrazione degli uffici pubblici è una superfetazione malfunzionante, dove tutto è controllato dalle varie Mafie, dove c'è il Vaticano che detta legge e manco permette che gli omosessuali si possano unire civilmente, dove l'inglese è parlato a malapena e soltanto dai più giovani e potrei continuare fino a domani... e tu pensi che basterà una TAV - per realizzare la quale un intero ecosistema verrà distrutto e le case di chi vi abita saranno svendute - per unirci e collegarci all'Europa?
      Quant'è che non ti fai un bel viaggio nella vera Europa, in Inghilterra, in Francia, in Svezia, in Olanda in paesi dove esiste un vero senso civico e dove ogni bene pubblico viene rispettato come fosse il proprio e dove tutto, dal sistema di riscossione delle tasse ai servizi assistenziali di qualsiasi tipo e genere funzionano mille volte meglio di qua, e vantano una trasparenza che noi ce la sognamo?
      Non basta essere uno dei tanti fili manovrati da chi in realtà detiene il vero controllo finanziario (i mercati, gestiti e controllati dalle grosse imprese, dai grossi capitali e dalle banche) - a cui vien dato il nome di "globalizzazione": in realtà uno strategemma per delocalizzare ogni singolo aspetto della produzione e trasferirlo nei paesi dove il costo del lavoro è pressoché nulla - per poter dire di far parte dell'Europa.

      Dinamo, come puoi dire che i movimenti no-global sono di destra, ma un minimo di economia e di come funzionano i mercati globali li conoscerai, no? Saranno stati strumentalizzati anche da movimenti fascistoidi, ma ti ricordo che la pratica di depotenziare o annullare le reali istanze di cambiamento, facendole passare per eversive, estremiste, utopiche o ridicole è il solito giochetto che il Potere ha sempre fatto per mantenere lo status quo; guarda caso la telecamera si sofferma sempre su pochi scalmanati, distorcendo l'immagine di una realtà ben diversa (così come, ad esempio, per ridicolizzare gli animalisti, si prendono sempre a riferimento quei due o tre soggetti violenti, che, come ovunque, come in ogni movimento, non mancano mai, sviando così l'attenzione dalla vera violenza, che è quella di chi detiene il potere di determinati business).
      La globalizzazione non è affatto quello che intendi tu.
      E poi, permettimi di dirtelo, alla base delle tue considerazioni del post c'è un grosso errore: tu fai convergere l'emancipazione del singolo con la libertà di fare acquisti e di appagare i desideri, dimenticando (o negando, tralasciando, non so) un fatto importantissimo: nella società dei consumi i desideri sono quelli indotti dal mercato affinché la gente compri ciò che deve essere comprato.
      La vera emancipazione e libertà dell'individuo, al contrario, non sta nell'assecondare ogni capriccio e desiderio (indotti!), ma nel liberarsi da questo legame perverso che spinge a credere che comprare, acquistare, diventare ricchi sia la vera felicità. In realtà ci rende solo schiavi, questa assuefazione ai consumi.
      Inoltre, chi è povero? Come fa chi è povero a sentirsi incluso in questo tipo di società? Non ci si sente infatti, ma pur di appartenervi fa debiti o è disposto a lavorare 12 ore al giorno per uno stipendio da fame, per poco più di un pezzo di pane.
      Mah.
      Le tue idee su questi argomenti non le condivido affatto, ma non importa, continui lo stesso a starmi molto simpatico e trovo sempre interessanti i tuoi post sulla letteratura.

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    2. P.S.:
      poi scusa, che c'entra l'avere internet, che è nato ben prima di dei movimenti no-global, con l'essere contro la tav e contro le distorsioni del mercato globale?
      Rifiutare i meccanismi del mercato globale mica significa automaticamente ritornare all'età della pietra. Ma proprio no.

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  4. 'Comandare' è meglio che fottere. Non so quanto in democrazia ci entri la parola comandare, preferirei esser rappresentato da chi ho scelto e non da chi m'è stato imposto, il mio disprezzo per Napolitano è tutto nel pacchetto.
    Ho sempre ritenuto i no-global semplici burattini così come i black block, defeco sui partiti che sono associazioni a delinquere, destra, sinistra e centro. Non appartengo a nessuno schieramento, né Monti è mio amico.
    Il problema è l'informazione che nonostante ci sia 'sto internet la gente non va al di là del naso suo o del tg alla tivvù. Per farla breve ci sono dei siti parecchio interessanti che spiegano le cose.
    Ritenere che la TAV sia un bene, domandiamoci per chi lo è e per cosa, significa che manca qualche tassello ma io no sto a imporre nulla..

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  5. @Biancaneve facciamo a capirci, bisogna metterla meno generica, allora, perché sennò si ammucchia solo nebbia su nebbia. ora, facendo una similitudine, anche a me (se proprio proprio devo mettermi a spendere) piacciono i manufatti artigianali, quelli che un mastro nel suo bel laboratorio laccato e antico mi prepara per me e solo per me. è personalizzato, è figo. ma, cara Biancaneve, è per pochi. nella botteguccia di tal signore ci possono entrare solo quelli che tengono le saccocce gonfie.

    la globalizzazione invece nasce perché c'è l'industria dietro, e l'industria confeziona in serie, i prodotti in serie costeno di meno, e li possono comprare tutti. possono magnare tutti, bere tutti, vestire tutti.

    i no-global difendono non solo un mondo finito, ma difendono il privilegio dei pochi. difendono il localismo, il riduzionismo, difendono il concetto di purezza territoriale e in quanto territoriale in sostanza etnico, perché le opere pubbliche come la tav oltre a portare soldi e servizi, muovono la gente che si sposta e si mischia con gli autoctoni.

    la globalizzazione (criticabile per molti versi) ha radici nella fine dell'ottocento, e in tutti quei momenti storici in cui si è adombrata la produzione in serie. l'invenzione della stampa a caratteri mobili, a metà quattrocento, è una delle leve della globalizzazione. è un fatto di democratizzazione, giacché si sono abbattuti i costi della produzione di un bene di consumo. senza gli sviluppi che ha avuto la stampa a caratteri mobili secondo te chi accedeva al bene libro manoscritto?

    la globalizzazione mira a centralizzare le masse che fortunatamente hanno avuto standard di vita migliori; questi sono gli anni di più grande benessere della gente (quindi anche nostra) rispetto a tutti gli altri secoli - con tutti i distinguo e le differenziazioni.
    la globalizzazione poi non è vero che schiaccia come molti dicono l'individuo (concetto già di suo complesso e su cui si dovrebbe discutere) perché a me nessuno vieta di nutrirmi culturalmente spiritualmente fisicamente di altre cose, o non nutrirmi affatto. la globalizzazione non mette l'individuo nel punto più alto della piazza.
    ma l'individuo si può curare, si può formare, è sempre una questione di soldi, ovviamente, di posssibilità d'accesso a delle cose, la possibilità di avere tempo a disposizione per la persona, le comodità ecc... poi questo innesca altri fenomeni che non sto a dire perché sennò famo notte.


    l'idea del post infine non c'entra nulla con quello che dici tu, è l'idea semplice semplice che i diritti non piovono in testa alla gente così, che vanno sottobraccio come a sposarsi in chiesa, coi beni e la loro produzione, col fattore economico. è ovvio che l'occidente per estendere la distribuzione di prodotti e di smercio doveva anche emancipare grosse fette della popolazione.
    vai a vedere in spagna cosa è significato avere la dittatura franchista fino a metà degli anni settanta. non puoi Biancaneve pensare la società come compartimenti di treno staccati che vanno ognuno per la propria strada. è vero solo il contrario. sono tutti inchiavati l'uno all'altro, ed uno condiziona l'altro.
    il computer ed internet sono chiarissimi prodotti della globalizzazione, se non te ne rendi conto vuole proprio dire che la globalizzazione è talmente silenziosa e sottile che non la senti e non la vedi. un saluto

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    1. "il computer ed internet sono chiarissimi prodotti della globalizzazione"
      chiaro che sì, è troppo comoda prendere in considerazione dal progresso e dalla globalizzazione solo quello che piace/serve, purtroppo tocca prendere tutto il pacchetto...
      d'accordo in linea di massima con Dinamo

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  6. tra l'altro Biancaneve, i miei post sulla letteratura che ti stanno simpatici se ci fai caso hanno come basamento un discorso non dissimile, perché come sai mi piace scrivere cose che siano inclusive, non esclusive. e nel mio veramente modesto contributo di "letterato" o (peggio mi sento) "umanista" mi sta a cuore che un autore o un artista venga letto e visto da più persone possibili, sforzandomi di non essere né cattedratico né scioccamente didattico.
    insomma io di fare da precettore-scrittore dei figli di papà me ne frego e me ne sbatto... sono molto più contento di far leggere Sciascia al mio vicino di casa (quello della casa dietro, ché quello a destra c'ha na fregaccia di soldi, sotto le mattonelle).

    ciao

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  7. dinamo, ma lei è brobio siguro siguro di sdare bbene bbene in guesdo beriodo? ribenzi a viddchensdain e a cuello ghe digeva su giò ghe non si gonosce o si gonosce soldando ber sendido dire dibo ghiagghiera da bar, e gioè che sarebbe obborduno dagere e guesdo è siguramende uno di cuei gasi
    lei ne ha azzeggade dalmende dande ma dande dande in cuesdo dred ghe risghia di far bassare il gualunguismo desdrorso anzzigghennò dei gommendi di tiscebbolo in una bosizzione indelledduale da brendere bure in gonsiterazzione il ghe è siguramende la gosa biù crave di dudde

    si ricuardi e nel gaso si brenda un bel bò di riboso

    Girino Bomigino

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  8. Girino, non posso riposarmi, il riposo è il mio lavoro....

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  9. biagiuda moldo guesda!
    risgadda un bosd ghe avresdi bodudo penissimo evidare visdo ghe non gè uno sdraggio di arcomendazzione ma solo un gumulo di frasi fadde da osderia numero sedde barabonzibonzibò

    giao, di asbeddo al vargo dei brossimi ardigoli, indando gondinua bure a lavorare (ah gome di invitio)

    Girino Bomigino

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  10. In campo ci sono grossi interessi, come sempre contrapposti fra di loro, ma vi si può intravedere anche una prosecuzione dell'oramai secolare conflitto Vaticano/Massonerie, più o meno illuminate. Il fatto è che se non si vuole stare dalla parte delle massonerie economicistiche e finanziarie, bisognerebbe trovare il modo di non fare, almeno indirettamente, gli interessi delle forze reazionarie e oscurantiste, tra queste una parte di Vaticano (un'altra parte, sappiamo, oggi in disgrazia, è universalista, nel senso della nuova tradizione del Concilio Vaticano II).

    Sulla Tav, secondo me, il punto è che la decisione è sovranazionale: è un'occasione per superare almeno un po' quel nazionalismo di ritorno che da Craxi in poi ha fatto danni esagerati a questo paese, ha prodotto la Lega... e a riprodotto la destra autoritaria (che prima non avevano nemmeno il diritto di parola...), che prima o poi diventa militare, di solito con il plauso della chiesa più retrograda. Vi piace questo?

    Larry Massino

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  11. Miroslav Closed18 marzo 2012 16:06

    Non sono contrario alla TAV.
    Sono contrario ai Cirino Pollicino, che stanno sempre in mezzo ...

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  12. @Girino
    apprezzo la tua sincerezza come si suole dire, ma non credo sul post lo stesso. non credo che sia un ammasso di frasi fatte. credo che lo siano quelle dei no-tav.
    vabbè senza rancore.
    cià

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  13. Continuo a pensare che tu non hai ben chiaro l'aspetto previamente economico della globalizzazione.
    Anteponi un discorso - giustissimo, peraltro - sull'inclusività di tutti i popoli e sull'accesso a determinati beni che solo la produzione di massa avrebbe permesso (e ci metti anche l'invenzione dei caratteri mobili, e mi sta bene). Ma economia globale significa anche altro: significa, ad esempio, che un'azienda possa dislocare la propria produzione, andare a produrre dei pezzi in quei paesi dove il costo del lavoro è praticamente nullo (perché non esistono i diritti dei lavoratori e ci sono anche donne, uomini e finanche bambini che lavorano 12 ore al giorno per l'equivalente di dieci euro al giorno... se dice bene), indi riassemblare quei pezzi in altri paesi ancora, poi farli ritornare in quello di origine dell'azienza produttrice, che ci applica il suo bel logo sopra, e li rivende cinquanta volte tanto quello che gli è realmente costato produrli;
    la tanto ammirata Apple, ad esempio va ad inzozzare i paesi del terzo mondo portando là gli scarti della produzione, fingendo che voglia regalare computer meno all'avanguardia, ma ancora funzionanti, in realtà scaricando tutto ciò che è difettoso, tanto che i locali poi fondono questi pezzi e ne riciclano la plastica o altri materiali per altri fini.
    In sostanza la globalizzazione ha solo permesso che vi sia ancora più sfruttamento e schiavitù di quei paesi che erano già enormemente in difficoltà, perché la dislocazione della produzione e delle merci lo permette.
    Sinceramente, personalmente, di poter avere accesso a determinati beni di consumo sulle spalle di chi per un tozzo di pane li ha prodotti, me ne frego.
    La globalizzazione positiva riguarda solo i paesi ricchi, non certo quelli poveri. E allora non trovo che sia un processo capace di portare questo benessere che dici tu, lo ha portato solo per alcuni. Ha solo accentuato il divario tra chi detiene grossi capitali ed ha potuto permettersi di dislocare in tutto il mondo la propria produzione e tra coloro che di questa ricchezza globale non potrà mai beneficiare (se non con il sudore della propria fronte, mal retribuito).
    Poi i lati positivi ci sono, certamente, così come per tutto: persino il Fascismo ha avuto i suoi lati positivi, per dire... insomma, se proprio vogliamo trovarne.

    E ancora aggiungo che la globalizzazione ad esempio ha appiattitto moltissimo le caratteristiche e le differenze tra i diversi paesi e le diverse culture e questo non mi piace. Prima quando andavo all'estero riscontravo delle peculiarità, ma anche banalissime, legate al cibo, alla maniera di vestirsi ecc., che oggi praticamente sono quasi inesistenti se non a livello di folclore perché di fatto la globalizzazione ha portato un'omologazione ed un appiattimento totali. Mi sembra di muovermi sempre all'interno dello stesso grande mercato. Ovunque gli stessi cartelli luccicanti con gli stessi loghi, identici in ogni parte del mondo occidentale. A me non piace. Mi pare che quel che è andato perduto sia stato di gran lunga maggiore di quel che solo alcuni ci hanno guadagnato.

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  14. berghé rangore? si disgude e dove e guando si disgude ci bossono essere bosizzioni diverze guanto si vuole, ma sembre di bundi di visda soldando si dradda
    il rangore non ci inderessa

    comungue anghe il bonde sullo sdreddo di messina dobo la dav non sarebbe malaggio... benzagi

    Girino Bomigino

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  15. Vengo ignorato, so' peggio di uno scarafaggio, ripugna chi non c'ha il popò di cultura, è così, me lo diceva anche il babbo.'Non c'hai cultura, tè, all'angolo, solo!' così diceva il mio babbo.
    Finezze da chinare la testa insomma, un Dinamo signore e sì non ce lo metto nel mezzo Deleuze, a mettercelo lì bisogna osare, io non ce lo metterei, che ne so io di filosofi, di psicanalisi, di Edipi. Tanto di cappello sig. Dinamo.

    Formulo meglio li quesiti, ci riprovo e poi se mi si ignora che faccio.. me ne sto per i fatti miei.
    I soldi per questa TAV chi ce li mette?
    Tenere alla salute e al proprio territorio è una oscenità contro la globalizzazione?
    Esistono già linee ferroviarie come ad esempio la Torino-Lione, perchè non aggiustare quelle?
    La stessa Torino-Lione viene utilizzata pochissimo circa il 30% delle sue capacità, la TAV per il trasporto merci non sarebbe un secondo identico buco nell'acqua?

    Ossequi, abbiate pazienza sono solo un poveraccio, ignorante, m'hanno detto che sono pure qualunquista destrorso e manco so che significa!
    Un saluto.

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    1. Perché dici che vieni ignorato?

      Sostengo anche io le tue considerazioni.

      I soldi per la TAV non ce l'abbiamo (Monti deve chiarirsi un po' le idee: o ce li abbiamo, ma allora perché tutte queste nuove tasse che vanno soprattutto a gravare sui pensionati ed i dipendenti? O non ce li abbiamo e allora niente lavori straordinari come la TAV).

      Tenere alla salute e al proprio territorio dovrebbe essere un punto preminente.

      Aggiustiamo le linee che già ci sono, mi sembra un ottimo compromesso, e così si darebbe comunque anche lavoro ad un sacco di gente.

      Io, per non saper né leggere e né scrivere, prima di fare la TAV metterei un po' a posto questo paese, che è ridotto peggio di un colabrodo. Intanto aggiusterei i collegamenti interurbani, che non funzionano, roba che per andare da Roma a Catanzaro ci vogliono dieci ore.

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    2. *il gualunguismo desdrorso anzzigghennò dei gommendi di...*

      ho barlado di gommendi, come buoi ben vedere, il ghe signifiga ghe li ho leddi e ghe, in ogni gaso, non di ho ignorado

      ma se gondinuade a brebarare minesdroni indigesdi meddendo assieme la rava e la fava (cosa gendrano i movimendi andiglobalizzazzione, da seaddle a genova agli indios ghe si baddono ber la difesa dell'aggua e della derra gondro lo sdrabodere delle muldinazzionali, con i bleg blog lo sai solo du) li manciade solo voi, berghé io mi ridiro

      un'informazzione che vada oldre wichibedia sarebbe cià un buon basso in avandi

      di saludo.

      Girino Bomigino

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    3. risbondevo a discepolo

      Girino Bomigino

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    4. Il sig. Dinamo non risponde forse non ha gradito il tono e se è quello chiedo venia, mi scuso con tutti e col sig. Dinamo.
      Insomma non m'ha neanche censurato come fanno in altri posti, m'ha solo ignorato.
      Grazie Biancaneve sei simpatica e ci hai gli argomenti e condivido tutto.
      La globalizzazione c'ha portato d'essere una colonia degli U.S.A., grandi benefattori, 113 basi militari americane per noi, in Italy. Controllo economico, controllo militare, controllo delle esportazioni, è scappato il morto vedi Gheddaffi, accordi con Putin sul gas e Berlusconi via, fora da i ball, scritto bene?, non so, perchè l'America non voleva, suddita e globalizzata deve essere Italia.
      Stiamo bene con i nostri beni di consumo, la nostra coca-cola, la tivvù, la salute, la dipendenza dalla case farmaceutiche, combattiamo la suina, l'aviaria, l'alitalia con le nostre pillolette per chi può e chi non può s'attacca, suinato, av(i)ariato. Uber-mensh al centro s'intende, una sicurezza sempre, abbattiamo i valori, nichilismo e purezza, che ce frega del resto?. La signora delle pulizie della mia vicina, la vicina che non legge Sciascia ma Gente e famiglia cristiana, mi dice che ha la SMART E INTERNET però fa digiuno tre volte la settimana, che significa? fa parte della globalizzazione?

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    5. Con il digiuno (per motivi religiosi, suppongo) probabilmente cerca di coltivare quel che lei crede essere una certa spiritualità o forse di mantenere vivi quel che, sempre lei, crede essere dei valori.

      Il problema è proprio quello: la tua vicina non legge Sciascia e però avendo la Smart e Internet non crede di averne bisogno, perché pensa - avendo la Smart ed Internet - di avere già quello di cui si possa aver bisogno (perché così gli hanno fatto credere).

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  16. @Girino
    dicevo appunto che per me sono discussioni senza strascico.

    @Biancaneve
    sul fatto delle differenze non sono tanto d'accordo, ovvero a dire che in ogni paese straniero dove sono stato io ho avvertito grosse differenze con l'Italia. e ho avvertito differenze spesso sostanziali anche tra italiani e italiani.
    non è che io sia un viaggiatore provetto, ma ho conosciuto gente di ogni dove, come ormai fortunatamente non è una cosa infrequente, e devo dire che la diversità culturali permangono. perché la cultura non la schiacci come ci vogliono far credere sempre alcune persone poco perbene.
    posso comprare un paio di nike, ma se non sono abituato a fare jogging non lo farò mai.
    certo i condizionamenti ci sono, ci mancherebbe.

    sul fatto delle dislocazioni di filiali nel mondo che sfruttano la manodopera sottopagata, ti do ovviamente ragione, è una piaga vergognosa, ma lì non è solo questione di globalizzazione, è questione che da sempre l'occidente fa quel che cazzo gli pare delle proprie colonie, che in realtà le superpotenze europee non hanno mai mollato l'osso in africa dove i governi non hanno alcuna indipendenza (non ce l'ha l'Italia, figuriamoci l'Algeria o il Camerun)...
    ancora più grave (ma sono i guasti della legge, o probabilmente sono i patti che il nostro Stato prende cogli altri paesi) ciò che avviene in Italia stessa dove la manodopera cinese viene un po' ovunque sfruttata dai marchi di vestiario che fanno fare sartoria sottopagata e poi assemblano.

    Questi sono illeciti e distorsioni di un sistema, Biancaneve, molto grande, ma io credo che ci siano tante altre cose di cui ho parlato positive che bisogna ugualmente guardare. nel momento cioè che a qualcuno verrà in mente di rifondare il sistema, o di migliorarlo, o di cambiarlo addirittura, le cose positive andranno portate dall'altra parte, perché ne andrà dei diritti a noi cari e di alcuni beni primari che (insufficienti,mal distribuiti) ma ci sono per un numero che in altre epoche storiche non sono pensabili.
    tutto qui

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    1. Eh, ma dico, perché non pensare allora, come priorità, a correggere certe distorsioni, prima di amplificarle al massimo?

      La globalizzazione è come se fosse stata una gran cassa di risonanza di tutti questi illeciti; se il sistema - con tutta la sperequazione sociale che c'è e l'occidente che da sempre usa il terzo mondo come discarica e per depredarlo delle risorse fino all'osso - è un sistema sbagliato, come si può pensare che eleggendolo a sistema globale possa portare alcunché di buono?

      Sulla diversità delle culture, OK, a livello profondo rimangono, però all'apparenza ti dico che ad asempio tutte le grandi capitali europee si stanno assomigliando, a livello di negozi, di merce venduta in questi negozi; guarda, ti farò una considerazione molto banale che, ovviamente, da donna magari noto più di un uomo. Quando andavo a Londra (città che comunque adoro), da ragazza, restavo colpita dalla maniera di vestirsi degli Inglesi, e da quello che potevo gustare nei loro pub, di caratteristico, e dalla diversità di mode, tendenze, musica, di tutto, a tutti i livelli; per dirna una, andavo nei supermercati e non trovavo la pasta italiana, ma in cambio trovavo prodotti locali tipici e anche quello per me significava Inghilterra, mi dava il metro della sua cultura; oggi vedo che ci sono gli stessi negozi (parlo delle grandi catene low cost o anche dei grandi marchi) ovunque, negozi omologati che in tutto il mondo smerciano gli stessi prodotti e non capisco più se chi ho davanti è un inglese o un tedesco o un italiano perché tanto sono vestiti uguali, ascoltano la stessa musica con lo stesso I-Pod e vanno tutti insieme a prendersi il caffè da Starbucks (che è una catena americana!).
      Mi piaceva più prima... questioni di gusti, eh.

      Questa ovviamente è una mia considerazione personale e di certo non può essere un buon motivo, me ne rendo conto, per parlar male della globalizzazione, ma è comunque un punto di vista di cui tener conto

      Ultima considerazione: parli di desideri e della possibilità di esaudimento degli stessi, possibilità che oggi si è estesa a molte più persone. Non si può non tener conto però del fatto che moltissimi di questi desideri sono indotti dalla società dei consumi e basta.
      La maggior parte della gente desidera ciò che vede, non ciò di cui avrebbe davvero bisogno.
      Entrare in un enorme supermercato e vedere questa disponibilità enorme di beni dà l'illusione di essere liberi perché si può effettuare una scelta tra diversi prodotti, in realtà ci rende solo schiavi di un sistema che ha eletto a bisogno quel che è solo un semplice bene di consumo, di cui si stava comunque bene anche prima.
      Se domani iniziassero a publicizzare le foglie secche colorate di vernice, la gente dopo un po' inizierebbe a credere che di queste ha assolutamente bisogno e si sentirebbe figa e momentaneamente appagata nel momento esatto in cui potrebbe comprarle.
      Ogni anno escono modelli nuovi di apparecchi tecnologici, modelli che di nuovo magari hanno solo un pulsantino o il colore e la gente crede di averne bisogno. E fa rate e lavora dodici al giorno per potersi comprare l'ultimo modello X. E magari fa un lavoro che non gli piace, ma che crede lo renda libero perché con quel lavoro ci si potrà comprare l'ultimo modello X del prodotto X.
      A me non sembra che sia libertà. A me sembra che sia una forma sottile di coercizione del pensiero.

      Comunque non voglio andare fuori tema, concludo dicendo che tutti questi vantaggi della globalizzazione io, personalmente, non li ho visti.

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    2. Biancaneve, è vero che l'industria pubblicitaria fa lo spogliarello seduttivo e subliminale, ma credo pure che nessuno ci obblighi a fare nulla. se invece tu volessi impedire l'acquisto a qualcuno, allora sì che obbligheresti qualcuno a non fare ciò che gli va di fare. induzioni o no, io non credo che la maggior parte della popolazione sia scema.
      Io non sono uno che ha bisogno di chissà cosa, poi molta offerta non mi interessa, e in più ho poco portafoglio. Faccio quello che posso. Ed anche molta gente che conosco. si barcamena. se c'è chi fa debiti per comprare il cellulare trasparente non posso imporgli di fare diversamente. già ci feci un post, il Superfluo. resto di quell'avviso.
      anche io eccedo allora in libri, concerti, cinema, teatro e internet... se per tizio ciò che faccio io fosse il Superfluo e non lo reputasse degno di esser fatto perché non strettamente necessario, che succederebbe?

      @Discepolo: non devi scusarti di niente. il tono che hai va bene se per te va bene.
      sulla TAV, ti torno a dire, per me sono centrali altri punti rispetto ai tuoi: sono i punti scritti nel post. e ripetuti qui sotto nei commenti.

      ciao

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    3. Non ci obbligano in maniera diretta e coercitiva, certo; nessuno dice alla gente: "dovete per forza comprarvi l'ultimo modello del prodotto X", però, lo sai bene, ci sono altri modi, ben più sottili, di indurre la gente a considerare di importanza preminente e vitale qualcosa che invece non lo è affatto.

      Poi non mi puoi paragonare i libri, concerti, cinema, teatro ad altri oggetti comuni di consumo. I primi hanno una finalità ben diversa, intanto provocano emozioni ed elaborazioni mentali lunghe e prolungate... un telefonino nuovo invece soddisfa ed appaga solo una necessità materiale momentanea.
      Il teatro, soprattutto, ha radici antichissime, esiste dal V secolo A.C., non è un bene di consumo. Il consumo, lo dice la parola stessa, è un qualcosa che appunto si consuma, che finisce, che ha continuamente bisogno di essere rimpiazzato e sostituito da altro. Invece l'esperienza di uno spettacolo teatrale è ogni volta diversa e peculiare e persino la stessa opera ripetuta all'infinito ogni volta sarebbe in grado di darti emozioni ed associazioni di pensiero diversi.
      Un telefonino nuovo dà sempre lo stesso stimolo. Identico. Uno spettacolo teatrale no.
      La fruizione ed elaborazione artistica non sono beni di consumo.
      Esiste anche il commercio dell'arte, ma non si possono confondere i due aspetti.

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  17. @Discepolo
    non ho capito il fatto di darmi del "signore" (ma per carità, lo nacqui)...
    comunque, tu una cultura ce l'hai. tutti ne hanno una. bisogna vedere da dove attingi. dove vai a trapanare. fino a dove. forse Girino voleva dire che ti stai un po' accontentando di quello che si dice.

    se non ho risposto è solo perché rispetto al tuo ultimo commento pensavo di aver già risposto.
    Così come penso di aver già detto la mia sulla Tav e sul suo contenuto politico.

    ciao, Discepolo.

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    1. Il Matt. m'è simpatico come del resto il Dinamo levo il sig.
      Wikipedia, pure del pecorone mi state dando! Ho detto la mia sui no-global e poi mi sono spostato su altro, sulla TAV. Matt perché non dici la tua al proposito, che ti trattiene? sono pure curioso.
      Stare a sezionare la globalizzazione se è avvenuta o no, che sia salvifica e ci garantisca un benessere, sinceramente non m'alletta tantissimo, l'ho volutamente tenuta da parte.
      La TAV è una questione che merita, oltre i costi bisogna capire il perché si costruisce un doppione di una linea ferroviaria esistente. La NATO, l'America, ha degli interessi vivi, vuole estendere, portare altre basi militari in Russia oltre che in Europa. Qualcuno in alto ha interessi nel costruirla, siamo effettivamente indebitati con le banche non è uno spreco dar soldi per questo treno veloce?
      Se si va a vedere è un collegamento assurdo di basi militari, c'è qualcosa che non va.

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    2. Disce', nn dare pugni ad un'ombra, che in questa discussione nn c'entro un cazzo e anche quando c'entro nelle discussioni, rara mente scazzo il cazzo: nn è mio lo stile (o i tackle) d'un Giriago qualsiasi. Cambia maestrolo.

      ilMatt., cia' (...ma cos' 'e pazz)

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  18. @ Girino

    Non mi sembra che però tu abbia aggiunto qualcosa di sostanziale ai nostri commenti;
    Io wikipedia, per dire, la consulto solo brevemente come dizionario quando magari mi trovo improvvisamente davanti un termine di cui non conosco il significato, ma di certo se devo approfondire un argomento vado su ben altre fonti.
    Sulla globalizzazione ho letto diversi testi di economia politica, per dire... poi ne ho tratto le mie conclusioni (non erano testi di parte).

    E comunque per capire come funziona l'economia globale basta anche guardarsi attorno, chiunque abbia un minimo di capacità critica e sia in grado di collegare ed associare un paio di parole e di fatti credo che possa essere in grado di formarsi un'opinione, anche senza leggere Wikipedia. ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. gara bianganeve, acciuncere gualgosa di sosdanzziale signifigava ribrendere algune delle arcomendazzioni ghe avevi cià ambiamente esbosde, mi semprava frangamende inudile...

      un saludo a duddi, me ne dorno in gonvendo

      Girino Bomigino

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    2. Biancaneve non devi prendermi sul serio, non amo dilungarmi e spiegare, come fai molto bene tu e sono più per le provocazioni, vedi signora che legge gente e famiglia cristiana, sono un burlone.
      Conosco, non in maniera approfondita, persone con portafogli piccoli indebitarsi per comperare i beni di consumo ad esempio una macchina con tanti optionals e cerchi in LEGA, verdi, che abilmente non vengono imposti ma 'suggeriti'. La globalizzazione ha portato anche questo, deleterio sì.

      Elimina
  19. RAGAZZI, UNA CORTESIA, SENNò NON SI CAPISCE NIENTE. COMMENTIAMO IN FILA INDIANA. UNO DOPO L'ALTRO. SENZA METTERE RISPONDI. E' PIU' SEMPLICE.
    anche io ho fatto il Rispondi, mi sa che è una cazzata.
    poi fate come volete, non è un'imposizione:)

    @Discepolo ci sono due risposte per te, da parte mia. hai visto?

    cmq, io non sono ilMatt, e non ti ho dato del caprone che si abbevera su Wikipedia. nemmeno Girino te l'ha dato.
    e non so nemmeno se ilMatt è Girino.

    non mi pento nonostante tutto di essere un troll e di ospitare miei simili.

    RispondiElimina
  20. Ikeanos IV ( il cauto)18 marzo 2012 19:23

    cianno l'i pad cianno,cianno l' i phon ,fanno gli indignati con lo smartphone,e riescono pure a farselo rodere per una picoola lady ga-gallery. vabbè, cose così

    RispondiElimina
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    1. Io ho un telefonino da 29,90 euro, giuro! :-D

      Niente I-pad, niente I-phone, niente smarthphone e nemmeno niente Smart (vado a piedi). :-D

      Mi piace tanto la filosofia di questo tipo, leggetelo ogni tanto:

      http://mnmlist.com/

      Persino il suo blog è super essenziale.
      Leggetelo, poi non dico che dobbiate pensarla come lui, però offre un punto di vista diverso. :-)

      Elimina
  21. Nel caso interessasse a qualcuno, Girino Bomigino all'anagrafe si chiama Federico Fassini, cioè io.

    Adieu les amis.

    Girino Bomigino

    RispondiElimina
  22. @Girino

    per me resterai per sempre Girino Bomigino.
    ciao

    RispondiElimina
  23. Mica sono permaloso, non m'offendo, me lo prendo il gualunguisda e ci rido su.
    L'ho detto, a me piace provocare e se me provocheno meglio!
    L'intento non era creare un effetto pietà con la storia dell'essere ignorato, tutt'altro!
    Federico, m'è tanto simpatico.
    Adesso lo sapete indi fate come vi pare!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Finalmente mi sono ricordata dove t'avevo già incontrato, sul blog di Eustaki ;-)
      No, è che mi sembrava di aver già letto il tuo nick e finanche visitato il tuo blog, ma è da ieri che tentavo di ricordarmi... ;-)

      Niente, giusto per dire...

      Elimina
  24. Discepolo,
    mi hai offeso.
    Confondermi con Dinamo (che saluto), Giriago, Fessini e compagnia... ;)

    Sulla glopallizzazione sto scrivendo un trattatello: Il modello Barça nel mondo. Ho già trattato il tema nella mia vendutissima biografia sul loco Bielsa (cap. IV "Calcio Totale vs Calcio Globale") etc.

    Tante care cose, ciao Dina.

    Forza Napoli!

    ilMatt., ilMaestro

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  25. ciao Matt.
    solo per dirti che mercoledì scorso quando la palla venne depositata senza alcun motivo globalmente condiviso in calcio d'angolo, lanciai uno di quei cristodomini che penso ancora riecheggi nell'aere dantesco. Il secondo cristodomini, inanellato, fu espresso un secondo dopo, in conseguenza della battuta del franoso corner.
    da lì in poi, ti lascio immaginare la globalizzazione di santi c'è stata attorno al mio casotto.

    insomma, sempre forza napoli.
    ciao matt

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dina, grazie per la solidarietà.
      (Per la durata dei sommovimenti succitati jastemmai neanche ricordo più chi, tanto che jastemmai. Poi un merda inglese mi traslò fuori da quel bugigattolo di merda di cui tanto si vantano. Lo jastemmai. E continuerò a jastemmarli vita natural durandante. Pur sapendo che (globalmente) nn servirà ad un cazzo. Cazzo!)





















      VAIMATADOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOORRRRR!!!!

      ilMatt; e nn confondete la globalizzazione col totalitarismo ...

      Elimina
  26. @ Biancaneve,
    come suggerisce il nickname, vivi nel mondo delle favole e ti dilunghi in commenti con punti di vista assolutamente scontati banali alla portata di tutti, che per me non aggiungono nulla di nuovo (vedi tiritera sulle città tutte uguali, i beni di consumo etc.). Non vuole essere una provocazione né una critica, solo la mia opinione ovviamente...

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    Risposte
    1. Ovviamente di questa tua opinione non credo che al mondo importi granché, e comunque, men che mai importa a me ;-)

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  27. Chiedo scusa a Girino che ho confuso col Matt., e a Matt., che ho confuso col Girino. E' risaputo che ci capisco poco!

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  28. Ma il NO Tav non è un movimento contro l'esportazione del formaggio valtellinese? Se è così, NO TAV! Il formaggio valtellinese non si tocca!

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  29. Massimo, io non l'ho mai mangiato sto tipo di formaggio... perché non esportarlo? mica mi debbo recare in valtellina per farne razzia?

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  30. se-g-u-i i-l la-b-bi-a-le:20 marzo 2012 14:54

    Anch'io come Biancaneve (che belle tette!)
    amo gli animali.
    Agnellini, porcellini...
    allo spiedo!

    RispondiElimina
  31. Non è possibile usare questo video di Deleuze ad usum delphini. Deleuze è molto complesso e richiede una riflessione seria e meditata. Non dice quello che il blogger vi fa immaginare sui no-tav. E' proprio l'Economia che viene capita male dal blogger. Non so come sono capitata qui, ma tanta ignoranza, per esaltare i lib-lab, non l'avevo mai sentita. Ideologia precisa predefinita, già. Io non sto con voi.la globalizzazione è cosa seria e dannosa. Il totalirismo è altra cosa. Ci siamo riusciti a combatterlo. Con la globalizzazione crolleremo tutti in un bel ploff.

    RispondiElimina

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