A Lucio Dalla non lo lasciano in pace, tanto ora che è morto non si può difendere.

Il grande Lucio Dalla abbandona in barca questo posto di merda
(quadro di Ensor)











Lucia Annunziata ha, nella sua trasmissione sulla Rai In 1/2 ora,  fatto outing a Lucio Dalla, in occasione dei suoi funerali, a Bologna, e si è domandata se la Chiesa avrebbe tributato tanto onore al cantante bolognese anche se questi avesse dichiarato ufficialmente la sua omosessualità, invece essendo Dalla un omosessuale non dichiarato, eccetera eccetera. 
All'incursionista Annunziata, vorrei far notare, dubbio per dubbio, che Lucio Dalla era cattolico e prima ancora era ed è una delle anime grandi della canzone leggera italiana... sinceramente non credo che la Diocesi di Bologna, sua città natale, lo avrebbe ostricizzato, o epurato, dall'avere un funerale cattolico in pompa magna, tanto più che era presente all'omelia ed è altresì intervenuto il suo compagno Marco Alemanno. 

Ma allo stesso tempo questi dubbi hanno fatto da tracciante per innescare polemiche nient'affatto giustificabili o legittime.

Si è unito al teatrino e alla pista aperta ad ariete dalla Annunziata, anche l'immancabile Aldo Busi che scende sempre più vertiginosamente di livello... il suo ragionamento, tratteggiato in due articoli mandati a Dagospia, esortano i gay famosi a impegnarsi per la causa dei diritti degli omosessuali, come conditio sine qua non per non passare da scrocconi dei diritti che ti procacciano gli altri attivisti. 
Secondo Busi, insomma, se sei gay e famoso non puoi sottrarti alla lotta, devi assolutamente combattere per la causa omosessuale, se non lo fai sei come gli evasori fiscali, sei uno a rimorchio, perché godi dei benefici che dal basso i piccoli costruiscono coi loro piccoli contributi, mentre tu ti sottrai al tuo dovere civile. 
Dalla gli fa schifo perché si è sottratto a questo suo dovere, nonostante avesse a disposizione un mezzo di amplificazione così grande come la fama, la notorietà ed il successo. 

Ma sto dovere, Busi, ndò sta scritto scusa?

Insomma, premesso che a me sembra una porcata schifosa gettare merda su una persona quando questa è passata a nulla vita, dico a Aldo Busi che Lucio Dalla non era un politico, era un artista (parola che dovrebbe conoscere anche lui), e che non si può per nessuna ragione al mondo obbligare nessuna persona libera di diventare rappresentante di una minoranza finanche quando essa ne facesse parte, né chiedere a nessun artista di servire nessuna causa civile senza il suo spontaneo volere. 
Perché, caro Busi, è così difficile rispettare le scelte degli altri? Perché pretende di giudicare la vita privata di Lucio Dalla, e con lui di tutti coloro che si sono comportati similmente?
Se Lucio Dalla non ha voluto nei tanti anni di fama e carriera dichiararsi ufficialmente omosessuale avrà avuto i suoi motivi. 
Possiamo per caso supporre che non abbia voluto diventare un'icona gay? 
Possiamo supporre che abbia voluto lasciare esclusivamente alle sue canzoni e alla sua umanità un'indipendenza estetica incondizionabile, una autonomia fuori dalle rivendicazioni delle associazioni e degli attivisti? 
Oppure bisogna per forza avere la scorta per aver scritto buone canzoni e grandi romanzi? O si deve per forza stare nella stessa barca?
Non è diritto della persona scegliersi o avere l'etica che più gli piace, e soprattutto scegliere le vie dentro cui far scorrere questa etica?



Possiamo suppore tante cose ma credo che a nessuno è dato di sindacare sulle ragioni private delle altre persone. 


Marcel Proust diede al molto auto-biografico (seppure molto letterario) Narratore della Richerche una identità eterosessuale (nonostante egli fosse omosessuale), perché non aveva alcuna intenzione di appesantire semanticamente la sua cornucopica opera, preferendo di parlare d'amore piuttosto che diventare anche lontanamente una provocatore, anche se l'amore omosessuale entra nella Richerche in tante e bellissime parti.
Vogliamo criticare la mancanza di impegno di Marcel Proust?

Aldo Busi continua dicendo che per lui un gay cattolico è uno affetto dalla Sindrome di Stoccolma, un po', parole sue, come un ebreo ortodosso che ha sul comodino la foto di Hitler.... - Busi, ma tolleranza (religiosa) e laicismo vuol dire solo che bisogna tollerare gli atei? secondo me vuole dire pure che ognuno è libero di scegliersi la propria religione e seguire la propria fede).

Io non sono né cattolico né omosessuale, e forse non essendo nella lotta non dovrei parlare, nevvero?, ma credo ugualmente che tutto ciò che riguarda la fede ed il peso culturale e storico e connettivo della Chiesa come organismo funzionante (anche di potere, ci mancherebbe) a più livelli umani e sociali, sia una questione che travalichi le teorizzazioni dottrinarie, e che quindi un omosessuale possa benissimo essere credente e praticante. 

Mi dispiace di trovare nel pensiero di Busi delle ombre così forti, delle falle così profonde, e queste sì oscurantiste, per non dire di assoluta prevaricazione e autoritarismo di partito. 
Certo, dopo che s'era espresso a favore della pubblicazione di liste di delazione anonima... già mi era sceso parecchio in graduatoria. 

In più, e da ultimo, ricordo che è in uso presso Saviano (scrittore che Aldo Busi non   ritiene nemmeno tale e che ha più volte criticato) esigere l'impegno civil-nazionale agli altri suoi colleghi come conditio sine qua non di qualità e utilità letterarie. 

Quant'è piccolo il mondo (dell'arte).


 


 

Commenti

  1. un isolato affamoso10 marzo 2012 03:29

    lo dica prima del successo intergalattico che a breve riscuoterò: ODIO I GATTI!

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  2. attento al gatto!10 marzo 2012 10:14

    ohohoh

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  3. Dinamo, fanno un po' di caciara-marketing, non te la pigliare. Meno male che c'è la tanto vituperata politica (purtroppo migliore degli italiani che rappresenta, e ho detto tutto...), se no questi ci porterebbero in quattrequattrotto allo Stato Etico, dove si imprigionerebbe chi non gli garba a loro. Mortacci sui!

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  4. Busi è un bastian contrario nato, a caccia di pubblicità forse, ma non è uno stupido.
    Ha rimarcato quella che nel mondo gay può essere considerata una bassezza. Può pure essere che ci sia stata una certa dose di ipocrisia in Dalla (la sua vicinanza all'Opus Dei è una tristezza) ma rimane un grande artista nel vero senso della parola. Non tutte le sue canzoni sono capolavori, ma quelle che lo sono, lo sono davvero.
    Penso anch'io che un omosessuale possa essere credente e praticante. Nessuno è omosessuale o eterosessuale e basta. In primo luogo siamo esseri assetati di Assoluto, anche se magari non esiste.
    I gusti sessuali, specialmente dopo una certa età, vanno veramente in secondissimo piano.
    Non si può richiamare nessuno all'impegno civile o politico. Anche l'insistenza su questo punto è una forma di ipocrisia.
    Ciao

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    1. "Non si può richiamare nessuno all'impegno civile o politico."

      Anche assistere impotenti alle discriminazioni non è tanto bello però...

      Voglio dire, immagina se facessi parte tu di una minoranza e vedessi che tutti attorno se ne fregano. Imporre un impegno civile e politico no, ma sollecitarlo, parlarne per farne percepire un'urgenza sì, altrimenti diventiamo tutti qualunquisti, ognun per sé e così via. E invece tutti abbiamo bisogno di tutti ed essere solidali, specialmente con determinate minoranze discriminate, rimane una gran bella cosa.

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  5. eh lo so che fanno marki sennò avrebbero parlato quand'era tempo, ma fanno anche tanta schifettura con tutto questo quattrequattrottismo. Lucio alla fine se n'è andato colla barchetta, non li pensa proprio.

    ovviamente ora non si parla d'altro che dell'eredità di Lucio Dalla, ma non di quella musicale per carità...

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  6. Massimo, il discorso di Busi mena da un punto che io proprio non posso tollerare: l'arruolamento coatto.
    Le associazioni omosessuali combattono la loro battaglia per vedere riconosciuti sempre più diritti, e a me sta più che bene. Ma se a Dalla non andava di farsene portavoce non spetta a Busi fare il celerino. Proprio lui che si professa dalla parte dei deboli e degli oppressi. Io i celerini li ho sempre avuti in odio, fin quando se ne devono essere accorti perché un giorno ne presi per prenderle...

    Oppure c'è da pensare, come mi sembra indichi tu, che i due facessero parte di due fazioni ben contrapposte. Ma in quel caso, ancora una volta, uno non può prendere il partito che gli pare?
    Eppoi, alla fine, anzi all'inizio, contano solo le canzoni, e le canzoni di Dalla, a mio avviso, sono molto belle, ed altre, come ben dici, sono dei capolavori.
    Più di quelle, a Dalla, non si può chiedere.

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  7. Guarda, io le tue riflessioni le trovo molto condivisibili perché non si può costringere o obbligare nessuno a farsi parte attiva nelle rivendicazioni dei diritti di determinate minoranze, però allo stesso modo comprendo il senso delle parole di Busi perché si vorrebbe che un artista noto (qual era Dalla) - in grado di raggiungere molta più gente di quanto sia possibile ad un individuo qualunque - potesse dare il suo contributo.

    So che potrà sembrarti poco pertinente (ma non lo è, sempre di minoranze stiamo parlando), ma io stessa ho spesso pensato le stesse cose di Busi riguardo alcuni personaggi di spettacolo che sono diventati vegani o vegetariani: perché, mi sono chiesta, loro che sicuramente possono avere molta presa su una larga fetta di pubblico, non spendono una parolina in proposito?
    Ad esempio Morandi e Celentano pare che siano entrambi vegetariani e sarebbe stato interessante se al festival di Sanremo invece di chiacchierare del più e del meno o di amenità varie avessero lanciato un piccolo appello, sarebbero bastate anche due parole. Sicuramente, poiché nel mondo funziona così, la gente è disposta ad ascoltare un personaggio famoso più di quanto non lo sia ad ascoltare una "me" qualunque.
    Quando si diventa un personaggio famoso, comunque pubblico, si ha molto più "potere" comunicativo rispetto alla gente comune e magari si vorrebbe che tale "potere" fosse usato per portare all'attenzione pubblica determinate tematiche. Poi rimango d'accordo con te sul fatto che spetta al singolo decidere, che non si può imporre questo tipo di impegno.
    E comunque è un dilemma antico, questo dell'impegno o meno dell'artista. Da sempre nella storia dell'arte, della letteratura, dello spettacolo ci si domanda se all'artista spetti anche il compito di impegnarsi civilmente, addirittura si risale al teatro ateniese classico ove lo spettacolo aveva un preciso compito e valore civico, nonché politico.

    La Annunziata comunque secondo me ha voluto semplicemente rifarsi dalla pessima uscita avuta qualche giorno prima in merito agli omosessuali:
    http://www.corriere.it/cronache/12_febbraio_24/annunziata-gay_be944918-5efa-11e1-9f4b-893d7a56e4a4.shtml

    A me quello che ha dato fastidio dell'intera vicenda è che quasi tutti i giornali hanno parlato del compagno di Dalla omettendo il termine, e si sono riferiti a lui chiamandolo "amico", "persona cara e vicina al cantautore", ma perché, non si poteva dire semplicemente "compagno di vita"? Questo è, a mio avviso, un vero e proprio atteggiamento oscurantista, come se le relazioni gay ancora non dovessero avere leggittimità o non dovessero avere pieno titolo come le altre.

    Si può essere credenti, praticanti e al contempo omosessuali? Beh, certamente si può essere tutto ed il contrario di tutto, però certamente la chiesa non tratta e considera molto bene gli omosessuali. Ma la Fede di per sé è irrazionale, il credere, proprio come atto di fede opposto al ragionare, non ha nulla di logico e quindi suppongo che si possa manifestare questa inconciliabilità di scelte.

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    1. Perché non si poteva dire "compagno di vita"? Per rispetto verso Lucio Dalla che ha sempre parlato della persona che gli stava accanto come di un amico-collaboratore. Se non l'ha fatto lui quale diritto abbiamo noi di farlo al suo posto?

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    2. Ammazza oh, sembra che improvvisamente siate tutti diventati esegeti e strenui difensori della memoria di Dalla.
      Ma se non se lo filava più nessuno negli ultimi anni... ah... è proprio vero che la risonanza dei media e la morte possono più di qualsiasi bella canzone.

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    3. Forse le menti piccole sono sempre alla ricerca di definizioni, di classificazioni, di etichette, di un qualcosa di definitivo e dunque morto. Io non so cosa sarò domani e dunque non mi definisco. Dalla in un'intervista diceva di essere aperto all'amore, alla tenerezza in senso ampio, può essere che il termine gay lo avvertisse come una limitazione. Sono ipotesi, io non so, tu lo sai? Riflessioni che valgono anche per il pescivendolo sotto casa, non cambia nulla. Dalla non lo ascolto da anni ma trovo che avesse una sensibilità molto raffinata.

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    4. Sensibilità raffinata... molto rivolta all'umano, visto che indossava pellicce; ma per carità, non voglio aprire l'ennesima diatriba, solo una piccola considerazione da un punto di vista diverso, che potrebbe essere il mio, come il tuo o quello di tizio, su cosa si intenda per sensibilità.

      Comunque, restando sul Dalla artista, il solo alla fine che sia legittimo decifrare, interpretare e forse giudicare, anche me non dispiacevano affatto le sue canzoni, anzi, tutt'altro; ricordo in particolare un lontano viaggio in macchina (inizi anni novanta), ascoltando a ripetizione un cd contentente tutti i suoi pezzi più noti a farmi compagnia, una compagnia piacevole.

      Sul resto, io, in questo frangente particolare, mi sono sentita vicina a Busi, può essere per mia particolare sensibilità, che so. Tutto qui.

      Può essere che sì, che lui, Dalla, semplicemente non volesse essere etichettato, ma parlare di qualcosa che in fondo riguardava anche lui perché comunque era omosessuale o pansessuale o aperto a svariati tipi di tenerezza (ci possiamo mettere tutto, è giusto così), in quanto personaggio pubblico, che mi sembra sia un po' ciò che Busi avrebbe gradito ed apprezzato, non avrebbe comunque portato a ridurre o etichettare il suo personaggio solo a quella determinata argomentazione (insomma, io posso scendere in piazza a lottare per qualsiasi cosa, ma poi rimango una persona complessa con un'identità non riducibile a quella sola etichetta); semplicemente, invece, magari avrebbe sensibilizzato un po' la gente su determinate problematiche che vivono gli omosessuali (o pansessuali o bisex che siano).

      Io so, perché conosco e frequento molti omosessuali, che per alcuni versi ed aspetti della nostra società l'argomento è considerato ancora un tabù, un qualcosa su cui fare battutine, da deridere ecc. e se poi vogliamo parlare di diritti in quanto tali, e beh, c'è ancora di che lottare, visto che due omosessuali oggi non si possono sposare nemmeno civilmente (che poi, mi domando, in uno stato laico, perché non si possono sposare civilmente? Posso comprendere - ma non giustificare - la posizione della chiesa che non li vuole far sposare con rito religioso, ma perché civilmente no?).
      Allora penso che Busi, sapendo che Dalla era pure cattolico e contando, facendo affidamento fors'anche sulla sua sensibilità e possibilità di capire le istanze ed il desiderio degli omosessuali di non essere più derisi o osteggiati nei lor diritti a sposarsi, lo abbia accusato di non interessarsene, di non usare almeno un po' del suo talento e notorietà per sensibilizzare la gente. Tutto qui. E mi sento vicina a Busi, in questo frangente.
      Scusa se mi sono dilungata... :-)

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    5. Posso capire i tuoi ragionamenti, e va bene se ti sei dilungata...
      Ma continuo ad essere dell'idea che nessuno ha il diritto di decidere della vita e delle scelte degli altri (condivisibili o meno). Quando si usa come arma l'arroganza l'autoritarismo e il disprezzo,a me risulta difficile credere che questa persona sia spinta da ragioni o moti altruistici (come paladino di diritti negati) ma, piuttosto mi viene da pensare che questa persona sia più interessata all'esibizione del suo ego.
      Ma si sa, le opinioni rimangono personali e va bene così.
      Mi piacciono e mi trovo in piena sintonia con le riflessioni che Dinamo Seligneri ha lasciato in questa pagina... :) Ringrazio te per questo breve scambio :) Ciao!

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  8. Biancaneve, la Chiesa oltre a sintetizzare una sorta di sentimento religioso (il senso di assoluto di cui parla Massimo) nella fede, raccoglie gente attorno ad un centro.
    In Lombardia, nelle province, mi sono assai meravigliato di scoprire che i bambini crescono in parrocchia. Io provengo da una famiglia operaio-contadina che ce l'aveva un po' colla chiesa, ed oltre ai sacramenti del battesimo della comunione e cresima non ho preso. Quindi per me crescere all'oratorio è un assurdo. Ma nei piccoli paesi, la gente si ritrova lì, in chiesa. e i bambini si frequentano lì.
    Capisci che voglio dire? una comunità scivola per sua natura o scivolava come dentro un imbuto verso un fondo comune: questo fondo è novanta per cento delle volte la chiesa.
    Per non dire poi il fatto di cui sopra, cioè di fare da informatore di fede e sentimento religioso insito nell'uomo, nelle sue paure della morte e via di seguito.
    Davanti a tutta questa offerta, capisci che essere omosessuali (e quindi osteggiati dalla Chiesa di Roma) non per forza rappresenta un divario tra il fedele e la sua chiesa e il suo animo cristiano?

    Sul fatto dell'etica, poi, io credo che non possa assolutamente diventare oggetto di pretese. L'etica non si può imporre, né si può biasimare chi non la accetta.
    Busi ha toppato di brutto e si dimostra poco liberale. anzi, per niente proprio.

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    1. Però dovremmo fare lo sforzo di metterci nei panni di chi rappresenta una minoranza. Non si può comprendere la rabbia che muove certe spinte finché non si fa parte di una minoranza.

      Come ha scritto proprio di recente un mio amico di blog: "sono tutti froci con il culo degli altri". Capisci cosa intendo?

      Facile dire: "Busi non si dimostra liberale", quando però le sue istanze muovono proprio da una richiesta di maggiore ed estesa liberalità da parte della società tutta nei confronti degli omosessuali.

      Per me poco liberale si dimostra chi discrimina. Capisci cosa intendo?
      Poi, ripeto, che l'etica e l'impegno non si possano imporre lo condivido, sono d'accordo. Ma comprendo il senso della critica di Busi.
      Un mio amico di Bologna ad esempio mi ha detto che poi non è che Dalla fosse così apprezzato, ma che anzi, venisse anche spesso deriso proprio per la sua omosessualità.
      Come fai ad essere deriso e a non volerti ribellare? Credo questo fosse il senso della critica di Busi.
      Chi tace, acconsente, no?

      La chiesa certamente ha anche quella funzione di coesione nei piccoli centri che gli riconosci tu, oltre a soddisfare quella tensione verso l'assoluto. Penso però che, nel soddisfarla, la spenga anche, questa tensione, perché fornisce delle risposte e pretende di farle passare per verità; e questa è da sempre la critica maggiore che io rivolgo alla chiesa, quella di fornire certezze, di spacciare per verità ciò che è solo una speranza, un bisogno, un'illusione di verità, una tensione... appunto.

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  9. bè, duemila anni e passa 'sta Chiesa; e malegrado le varie scureggine eretiche che dallo scolo dei secoli continuano a riproporsi, ancora tiene botta. Mecojoni!

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    1. E ci credo che tiene botta, si mantiene sul proprio Potere, illimitato, c'ha le mani in pasta ovunque. Non serve ricordare su quanti morti ha costruito questo Potere nei secoli, no?

      Strumentalizza la paura della morte della povera gente... e intanto poggia le sue basi sui numeri gonfiati dei suoi adepti perché vi include chiunque sia battezzato, pure se non praticante e non credente.

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  10. sinceramente non mi sembra che gli omosessuali si possano più definire una minoranza, sono talmente tanti, contando anche quelli che non vanno in giro a far sapere i cazzi loro... a me fa impressione che si stia ancora qui a dover specificare i propri gusti sessuali, se si ama qualcuno dello stesso sesso o no... è diventata ridicola 'sta cosa... mi rendo conto che per molti è assai difficoltoso vivere serenamente la propria omosessualità; tra la mentalità che c'è in giro, la cultura imperante e le cazzate della Chiesa etc., so per certo (per aver visto da vicino) che non ti rendono la vita facile, o perlomeno "normale" come agli etero... mammia mia quante menate inutili e assurde! ma chissenefrega! dimmi perchè mi dovrei occupare del fatto che Dalla fosse gay, lui o un altro non fa differenza, e poi perchè avrebbe dovuto fare da cassa da risonanza? farsi portavoce di cosa? è una cazzata... per me ha fatto assolutamente bene a farsi sempre i cazzi suoi, in tutti i sensi, a fare canzoni, l'artista e basta, se così è stato veramente... di predicatori in giro ce n'è fin troppi, non si sente proprio il bisogno di farsi dire come vivere e soprattutto chi amare, e sfruttare la popolarità per quello a me non piace per niente... ma io sono individualista per natura, non credo alla fratellanza, alla solidarietà, etc.
    non condivido per niente tutto il discorso di Biancaneve nei commenti precedenti su come usare la notorietà (Morandi Celentano etc.), anzi penso esattamente il contrario...

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  11. A dire il vero sembra assurdo anche a me che nel 2012 si stia ancora a discutere dei gusti sessuali delle persone, ma tant'è...

    Purtroppo però la chiesa ancora continua a dire che l'omosessualità sarebbe una malattia (ci sono persino corsi di "terapia cristologica" per guarire... pensa te), l'opinione pubblica risponde con risolini e dileggio e quindi evidentemente qualcosa per cui combattere c'è.

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    1. sì, dire che l'omosessualità è una malattia è una grande falsità, ed è grave soprattutto perchè gli uomini di chiesa non sono stupidi e ignoranti, sanno benissimo come stanno le cose, perciò è ancora peggio...
      secondo me più che qualcosa per cui combattere, mi sembra che si possa fare di più a livello famigliare, non si dovrebbero avere problemi almeno in casa; io ho notato, magari è un caso, non so, che tutti i gay che conosco non hanno mai avuto problemi in società quand'anche in casa la loro omosessualità fosse naturalmente "accettata"... certo che non per tutti sarà così semplice: se cresci con un padre omofobo, o una mamma bigotta, paurosi del giudizio degli altri, immagino sia veramente dura poi riuscire a fregarsene e a vivere serenamente... credo sia quasi sempre anche una questione d'intelligenza, maturità, consapevolezza del proprio io... conosco pure qualcuno che prima si è sposato con una donna e poi ha dovuto divorziare per rifarsi una vita con un altro... c'è di tutto... però in fondo non mi convincono le battaglie, i gay-pride, le manifestazioni pro, etc., mi sembrano sempre faccende un po' auto-ghettizzanti, non so se rendo l'idea... certo bisognerebbe provare ad esserci nelle situazioni, come sempre...

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    2. Gli uomini di chiesa credo che osteggino l'omosessualità soprattutto perché temono di perdere quel potere che è legato al mantenimento della famiglia tradizionale, quella, per intenderci, che si sposa in chiesa e mette al mondo tanti pargoli che poi farà battezzare, comunicare, cresimare ecc..
      Quel che noto invece a livello sociale non è più tanto una vera e propria discriminazione (e, se avviene, avviene in casi isolati, singoli... sempre da denunciare ovviamente), quanto un dileggio sottile, appena accennato, che nasce, secondo me, in primis da una grande curiosità verso il mondo gay: curiosità perché, per prima cosa, tutto ciò che riguarda il sesso - in questa società ancora profondamente bacchettona e perbenista - suscita sempre una sorta di attenzione morbosa e secondo poi perché pulsioni omosessuali appartengono a tutti, solo che si ha paura di approfondirle, conoscerle, accettarle ed allora con il riso dissacrante si esorcizzano, rimuovono, negano.

      Ho notato anche io quel che dici tu, ossia che il sostegno e l'accettazione da parte della famiglia è fondamentale, ma questo vale per tutti, non solo per gli omosessuali: se non si viene amati, accettati e stimato in maniera incondizionata dai genitori, sin da quando siamo bambini, poi è facile che da adulto si avranno problemi legati all'autostima e all'accettazione del proprio sé.

      Le battaglie... servono secondo me per l'ottenimento di determinati diritti (da donna ringrazio le battaglie delle femministe che sono scese in piazza quando ancora non avevamo nemmeno il diritto di votare): non significa ghettizzare, ma far comprendere alla gente che dobbiamo avere tutti pari trattamento sociale, pur nel riconoscimento di una diversità di gusti sessuali o di altro.
      Io le concepisco come una forma di sensibilizzazione, un voler richiamare la società all'urgenza di una questione, di una problematica.

      Quello di cui sono più che certa è che finché non si vivono sulla propria pelle certe forme, anche sottili (e maggiormente sottili e velate sono, più fanno male) e velate di allusioni e derisioni, non si può comprendere cosa significhi far parte di una minoranza.
      Per minoranza cosa intendo? Sempre ovviamente il contrario di una maggioranza che decreta, in forza di un numero (e solo in forza di un numero!), cosa dovrebbe venir considerato "normale" (da "norma") e cosa no; è la maggioranza che fa la norma.

      Che essere omosessuali sia naturale mi sembra ovvio per il solo fatto che in natura, da sempre, gli omosessuali esistono e questo significa che è naturale e normale, anche se, forse, non costituisce l'attitudine della maggioranza (ma chissà quanti sono bisex e non lo ammettono?).

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  12. ma è vero che i vegani si mangiano i finocchi?
    brrrrrrrr, peggio dei komunisti coi bambini!!!

    e in ogni caso, lucio dalla che per mestiere intonava canzonette e non stuonava sermoni come un carciofo qualsiasi (e per fortuna, sai che palle) a modo suo sfanculeggiò padri cattivi maestri e, ad un ascolto neanche necessarimente attento, l'omofobia di tutti i tempi:
    http://www.youtube.com/watch?v=SqZSQMlntBc
    (munitevi di recchie belle grandi, please)

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    1. soltanto per precisare che i vegani i finocchi se li mangiano cogl'occhi così come i komunisti si strafogano i bambini, secondo una mia amica di bologna.
      quindi vi prego di prendere queste affermazioni con il beneficio del dub.

      http://www.youtube.com/watch?v=Ak0MPnterqg

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    2. la mia amica di bologna mi dice anche che per amor della filologia sarebbe stato più corretto ch'io scrivessi che lucio dalla le canzonette le stuonava.

      e comunque lei ai funerali di lucio dalla non è andata.
      perché quel giorno aveva da fare una battaglia.

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    3. http://www.youtube.com/watch?v=dvDnfLM8_BQ

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    4. Vero vero, tra le altre cose ci mangiamo pure i finocchi... sempre, ovviamente, quando non siamo impegnati in qualche battaglia.

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  13. Busi vuole il cameratismo omosessuale, chi è fuori, chi non serve la causa gli fa schifo. Più illiberale di questo c'è ben poco.

    Se uno non sente l'appartenenza, o la sente in maniera diversa da i modi standard, allora che deve fare, spararsi? uno fa quello che può. Carmelo Bene diceva "il talento fa quello che vuole, il genio quello che può".
    Busi invece impone il suo impegno a tutti. il diverso (parola cara a Busi) non è contemplato, anzi è schifato. questo messaggio passerà anche nel mondo gay, e non credo sia un bel messaggio. poi fate vobis....

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    1. johnny cash no john cage11 marzo 2012 23:04

      io faceva li concerti agli (in)gabb(i)ati... penzo che faceva na cosa bell'assà. però non si ppò pretende che tutti faciano la stessa cosa... anche perché se lo faciano mi si inflaziona quello che faceva io...

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  14. Ma poi in fondo Dalla probabilmente era più pan-sessuale che completamente omosessuale. Cioé, fondamentalmente andava con uomini e donne senza particolari problemi, non che questo faccia alcuna differenza.

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