Giuseppe Montesano parla di L-F Céline meglio di tutti i tromboni filo-célinari o tromboni anti-filo-célinari, è una conferenza lunga me ne rendo acconto ma ne v alghe la pena, almeno secondo me, Montesano ragiona coi fiocchi orale e scritto

Montesà, ma chi cazzo ci crede che ti piace Saviano?



Commenti

  1. beh Dinamo, a me sembra che non dica niente di tanto diverso da quello che dovrebbe pensare un céliniano che davvero ha letto ed apprezzato i Suoi libri...
    più o meno dal min.42, quando parla della visione di Céline del mondo che lo circonda, da lui definita becera ed ignorante, di quanto fosse sciocco quando attingeva all'ideologia della sua classe sociale, ma quanto fosse intuitivo con le sue visioni assurde ecc. ecc., ecco, lì ho pensato all'idea di libertà che sempre ho associato a Louis, a come mi è sempre sembrato padrone del suo pensiero, senza troppi condizionamenti da appartenenze varie...
    certo si capisce che Montesano ne sa e ne apprezza...
    comunque ascoltare le parole di Céline è sempre emozionante, nessuno come lui ha quella resa emotiva, quella voce unica e riconoscibile tra tutte...
    un amore a prima lettura, per sempre, l'unico per me, tu lo sai quanto lo amo...
    grazie del post.
    ciao

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  2. Ciao Guignol.
    come sai c'è molta confusione critica attorno a céline. non ci capiscono niente, diciamoci la verità. a me invece sembra che Montesano ha le idee chiarissime, perché ha una grande conformazione etica. Montesano non fa il manicheo con Céline, non lo taglia a metà, non gli strappa la testa dal tronco (il buono del viaggio e il cattivo dei pamphlet ecc), ma mi sembra faccia proprio una vivisezione critica, crudele e appassionata, condotta nei corridoi giusti, senza schematismi preconcetti. Non gli perdona e non gli toglie niente, nel bene e nel male.
    Sinceramente, visto che hai sollevato la questione centrale del suo discorso(perché il discorso è tutto lì: ideologia e intuizione), credo che quando Montesano dice che Céline è stato sciocco a seguire le tendenze della piccola borghesia ha ragione. Secondo me, non ha dimostrato d'essere libero in quel frangente, guignol, ha dimostrato di farsi condizionare. si è appisolato sopra il materassino dei luoghi comuni del suo ceto sociale ed ha parlato spesso come si parla nel sonno, dimostrando in questo poca analisi critica.
    poi, la sua discesa negli inferi dell'umano, la sua umanità d'uomo e scrittore, e la sua grandezza di artista non si discutono.
    Montesano gli fa le radiografie, guignol, è una delle letture più intelligenti e sciolte su céline. almeno secondo me.

    un saluto, grazie del commento

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    1. è un po' difficile, credo impossibile per chiunque, non essere condizionati da qualcosa/qualcuno nella propria vita... e poi scusa, chi ti dice che Lui non credesse veramente in quei luoghi comuni, ad un certo punto della sua esistenza, e li desse per buoni; cioè non è che io dimostro poca analisi critica se sono d'accordo con certe idee magari anche banali e scontate, che non vuol dire sbagliate, almeno io la penso così... Céline è un uomo (non) come tutti gli altri, non gli è richiesta perfezione in tutto per tutto, direi che con la sua condotta di vita, per quel che ci è dato di sapere, si è abbondantemente "riscattato" da qualsivoglia sciocchezza abbia pensato... posto che io sono dell'avviso che uno abbia il diritto di avere idee anche "becere", basta che non mi venga a "rompere le balle"... a proposito, tornando a LFC, a me ad esempio piace il fatto che lui non abbia mai "ritrattato" o giustificato la sua visione su certi argomenti, non sto qui a dirli che tanto li sai, e forse non solo per orgoglio ma soprattutto perchè in fondo era convinto... va beh, ma questa è tutta un'altra storia!

      due saluti, grazie del commento

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    2. guignol,
      mi sa che qualcosa l'ha ritrattato, però eh. dopo l'esilio dice che ha sbagliato a pigliarsela cogli ebrei (e non credo lo dica sotto alcun ricatto). dice pure che la sua è stata una ribellione edipica, perché prima o poi tutti se la prendono col proprio padre e gli ebrei sono i padri dell'occidente.
      io credo che nei pamphlet Céline opera una semplificazione, questo è il fatto. Cèline in realtà non era razzista, non considerava una razza superiore ad un'altra, anzi... ha curato mezzo mondo,si può dire.
      cmq a me non mi frega molto quando gli scrittori parlano di politica perché danno il peggio. cioè, dicono le stesse cose che potrei sentire aprendo la finestra.

      guignol, consigliami: dopo Le particelle elementari e Estensione, che cosa sarebbe meglio leggessi di MH? La carta e il territorio mi sembra molto commercevole, mi intriga. Sbajo? o meglio Piattaforma o La possibilità di un'isola? uno di questi due l'ha anche iniziato e inoltrato in libreria...

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    3. su Céline si può discutere all'infinito...
      di MH tra quei tre preferisco Piattaforma, che è più in linea con quelli che hai già letto; pensa che scrissi a Michel di quanto mi era piaciuto e lui lo trovò strano, disse che in genere è un libro che piace agli uomini e non tanto alle donne... La possibilità di un'isola l'ho trovato a tratti pesante, però mi è piaciuto assai, eh... La carta e il territorio l'ho giusto finito la sett. scorsa e di certo è il più commerciabile, mi sa che ha fatto un po' di paraculaggine per vincere il Goncourt, non è un classico di Michel, certo è che può piacere a tutti senza conoscere i suoi precedenti... romanzo senza pretese, anche divertente e direi piuttosto originale per certi aspetti, io l'ho letto volentierissimo, ma niente a che vedere con gli altri suoi che per me erano migliori

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    4. visto che sto andando a rotta di collo verso il baratro finanziario, li prendo tutte e due, sia Piattaforma che La carta e il territorio, tanto ormai vivo con una gallina che mi fa uova d'oro, grosse come pugni, una gallinella che tratto meglio di come ho trattato ogni mia fidanzata (che ovviamente manco le uova)... quindi di fama non muoio sicuro.

      può darsi che abbia fatto il furbacchione Houellebecq coll'ultimo best, però mi pare più furbo ancora come tratta la sua immagine mediatica: una polemica al giorno, ed un'aria depressivo-nichilista francese. cioè, non so se lo conosci di tuo, oppure se gli hai scritto sul suo sito e ti ha risposto. nella seconda ipotesi, ti pare sia depresso uno che risponde alle osservazioni (per quanto intelligenti, pertinenti ecc, non voglio sminuirti eh, davvero, lo dico per ragionare) di un suo lettore?

      cmq, grazie per i consigli. ne tengo conto.
      ciao e buonanotte

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    5. Ciao, scusa se mi intrometto, ma ho sbirciato il nome di Houellebecq e non ho resistito. ;-)

      La carta e il territorio per me è il migliore che ha scritto, il suo più maturo e meno nichilista... o meglio, è nichilista, ma solo da una prospettiva molto umana. Poi capirai meglio cosa intendo quando e se lo leggerai.

      Piattaforma bellissimo, commovente, lirico. Questi due sono i suoi migliori, per me.

      La possibilità di un'isola invece contiene buoni spunti, presi singolarmente, ed ha un bel significato, però debordante... come si dice a Roma "ha pisciato fuori dal vaso".

      @ guignol

      Davvero ti ha risposto? Pensa che era venuta anche a me una mezza idea di scrivergli proprio dopo aver letto La carta e il territorio, poi mi son detta, sta a vedere che faccio tutta 'sta fatica per rispolverare il mio francese e poi manco mi legge... quindi ho lasciato perdere.

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    6. Grazie anche a te Biancaneve.
      leggerò quei due. forse anche altri, vediamo.

      ma siamo sicuri che non risponde la segretaria?
      un misantropo del genere che risponde ai fan a me non mi quadra. o millanta misantropia ed è un cucciolone, oppure c'ha la segretaria con l'alfabeto houellebecquiano...
      per me fa bene a rispondere, intendiamoci, ma mi pare solo strano.

      buona giornata a tutti

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    7. Mah, sai, secondo me, per quanto si possa essere misantropi, se si è scrittori, artisti ecc. si gradisce sempre l'apprezzamento della propria opera; una vena di narcisismo c'è sempre, altrimenti non ci si terrebbe a vedere pubblicate le proprie opere.
      Quindi non penso che si possa mettere ad instaurare una relazione epistolare, però che possa rispondere gentilmente, perché no? Che gli costa?
      Buona giornata a te. :-)

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  3. anni fa seguivo costantemente il forum del sito uff. di Michel, c'è l'Associazione degli amici di MH, è una cosa seria, l'unica che io sappia che lui ha autorizzato; da lì poi gli ho mandato una mail dove lamentavo il fatto di non riuscire a trovare il libro Lanzarote in italiano, oltre a fargli i complimenti e dirgli che pensavo non avrebbe mai letto quella mia mail... invece mi ha risposto che non capiva, che aveva l'impressione che i suoi libri fossero facili da trovare in Italia e allora era un peccato... ho ancora la sua mail, trovai curioso il punto dopo la firma per intero.
    Questo successe nel 2007, invece nel 2010 lo cercai in FB e con mia grande sorpresa lo trovai... stava spiegando alcune cose riguardo il suo profilo e io ne approfittai per chiedergli l'amicizia, con un messaggio gli dissi che amavo la letteratura francese, in particolar modo Céline (mi avrà odiato), e che apprezzavo molto Piattaforma... lui mi ringraziò esattamente così:"Thank you for your kind message. It's rare that women enjoy Platform, so you're an exception! Best, Michel.".
    non nascondo di essere stata piacevolmente sorpresa dalle sue risposte, stringate ma esattamente in linea, secondo me, con la persona... ho seguito tantissimo Houellebecq tramite il sito, le interviste, la stampa francese, insomma di tutto e per lungo tempo; la mia impressione è che sia davvero depressivo-nichilista francese misantropo un po' cucciolone, con alle spalle una vita affettivamente complicata come minimo e tanto di più... le polemiche saranno anche date dal fatto che quasi tutti i giornalisti francesi lo hanno sicuramente in antipatia, dunque...
    mi ha fatto ghignare nella Carta trovare il suo amico Beigbeder tale e quale, profilo esatto come nella realtà, non me l'aspettavo di trovarci dentro personaggi che conosco, è stato simpatico... comunque quest'ultimo libro io l'ho regalato per poi farmelo prestare, intuivo che non m'interessava tenerlo, come gli altri, e questo per dirti che è senz'altro quello che mi ha dato meno, niente a che vedere con Le particelle, Estensione e Piattaforma...
    Vi avrò annoiato abbastanza, ça suffit, ma ne avrei di cose da dire su Houellebecq...

    ciao

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    1. Non mi hai annoiata, tutt'altro. :-)
      Anzi, se vuoi parlarne ancora, personalmente, ti ascolterei volentieri.
      Io ho letto quasi tutto di lui, e sono anche d'accordo che La carta e il territorio possa essere alla fine il più commerciale, quello che ha messo d'accordo tutti, critica e pubblico, il più corretto ecc., però allo stesso tempo mi è parso che tra le righe il vero Michel sia venuto fuori in tutta la sua vulnerabilità e questo me lo ha fatto percepire più vero che altrove; vedi, il nichilismo, il cinismo alla fine, diventa, come tutto, come altro, una posizione cui aggrapparsi, un qualcosa da mandare avanti prima ancora che se stessi, mentre lui, ne La carta... è come se fosse nudo; mi è piaciuta l'ammissione della sua debolezza, ad un certo punto, in cui continua a mangiare il salame pur ritenendolo sbagliato (pur non condividendola), perché lì ha rivelato la sua umanità e niente più, fuori da ogni concettualismo ed intellettualismo.
      E poi quel finale... quell'immagine straordinaria, che non rivelerò per non fare un torto a Dinamo.

      Insomma, forse sì, è il più commerciale, ma una volta tanto, lasciamelo dire, perché mai un romanzo anche commerciale non dovrebbe essere comunque un bel romanzo?

      Le particelle.. straordinario, certo: hai visto il film? Non male, eh?

      Credo anche io che sia un vero depresso-cucciolone. ;-)

      Sai poi cosa mi ha intenerito moltissimo? Che, mi pare proprio ne La carta e il Territorio, ha messo una suo foto molto da piacione... ;-)

      Comunque rimane uno dei pochi contemporanei che vale la pena seguire.
      Ho letto, in qualche altro tuo commento qui sul blog di Dinamo, che ti piace anche Bret Easton Ellis: io devo ancora leggere l'ultimo, ma sicuramente American Psycho, Meno di zero, Glamorama sono alcuni tra i miei romanzi preferiti, anche il penultimo... Lunar Park, non era male.

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  4. a me,invece,che considero Dinamo un critico letterario coi controcazzi,(e il miglior fabbro del parlar post- post ((a proposito, a quando una tua opera?))mi piacerebbe sapere cosa ne pensa lui ( e se non lo ha letto mi permetto di consigliarglierlo)di un libro come -Anni di cani- di Gunter Grass.

    Scusate,fra le tante cose che non so fare,scrivere è quella che mi riesce peggio.

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    1. Frillo, non ho letto il libro di Grass, mi spiace...
      per i complimenti, se non sono a coglionare, ti ringrazio.
      ma ti ringrazio anche se sono complimenti a coglionare, anzi, ti ringrazio di più perché tra i seriosi e i pazziatori 'o sai io preferisco i pazziatori.

      ciao, frillo. fa o brav

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