La versione di Zeman

Domenica scorsa, a Genova, Zeman è tornato in serie A con una squadra di giovanissimi partita per salvarsi... è tornato in serie A dopo il lungo dirottamento epurativo (una purga sportiva) in serie minori che il sistema calcio ha messo in campo, peggio delle sue fameliche tre punte, per punirlo d'avere la lingua troppo lunga. 
Ma il filosofo boemo s'è rialzato ed ora la sua popolarità è raddoppiata. Triplicata. Tanto che si parlava qualche settimana fa di un interessamento dell'Inter... e a tuttoggi resta in piedi l'ipotesi di alcune grosse società, tra cui la violacea Fiorentina.
La popolarità di Zeman che è un personaggio abbastanza letterario, se vogliamo, non può che farmi piacere (meglio non mitografare nessuno, ma alle strette: meglio mitografare Zeman che la famiglia Agnelli), così come mi fa piacere, e gli mando il mio affettuoso bentornato, la sua promozione in serie A col Pescara... 
ciò che conta, però, a dispetto di tutto, è che questo giovane sessantacinquenne donchisciottesco del calcio interpreti ancora lo sport più emozionante del mondo come quella dimensione geometrica ed oltregeometrica dove le cose possono accadere, anzi che la tattica, il lavoro, la fantasia, la fatica, siano finalizzati a che qualcosa, tante cose, avvengano nel rettangolo concesso dalle regole del gioco... un calcio cioè come somma di emozioni e non come degrado di spettacolo a buon mercato per premiare sponsor e presidenti, che spenda ancora tutte le sue energie per consumarle e che pensi soprattutto al piacere dei giocatori (da gioco non da giogo) e della gente... la cui emozione viene per Zeman prima delle classifiche (visto che si può arrivare anche ultimi ma con dignità se s'è dato il massimo) e prima ancora del pallottoliere consolante del risultato. Il calcio per la gente ma non per compiacere la gente, visto che da quando lo seguo io Zeman non ha mai smesso di produrre in campo la sua arte di gioco e la sua filosofia... riunendo davvero in un colpo solo l'etica e l'estetica della vita.
Ciò che mi rende felice quindi è che l'uomo che persegue una delle migliori forme dei possibili calcistici possa tornare ad allenare una squadra (grande o piccola che sia la sua società) che porta quella dimensione anche nei grandi palchi della serie A, anche se questi palchi, perfino se illuminati al millimetro, sono sempre più ammaccati e consunti. Senza nulla togliere che Zeman ha dimostrato di essere tutto fuorché schizzinoso, visto che l'anno scorso era ad allenare in serie C il suo Foggia... dimostrando che il calcio quando è calcio può essere fatto dovunque (anzi forse è meglio farlo dovunque, che non dove lo si fa ufficialmente)....  

Il calcio è, credo io, il più bello sport mai inventato da uomo vivo (quelli morti credo si siano inventati giochi migliori e più divertenti per passare l'eternità, tipo il silenzio) e la versione di Zeman è quella che mi ha divertito maggiormente nei miei anni di spettatore...  

Commenti

  1. Come dire ... ti quoto su tutto. Zeman all'Inter mi farebbe immenso piacere, ma non mi pare verosimile

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  2. E' un'ipotesi abbastanza inverosimile, concorso, ma se ne parlava. io credo resterà il giovine che c'è già ora.
    Cmq, vada dove vada o resti dove resti, pure se ora anche gli accodatori si accordano al carro del vincitore, tra cui i soliti media, il calcio di Zeman resta "pericoloso" in quanto portatore di bellezza grande, praticamente "immonda".

    un saluto Massimo

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  3. Anche a me Zeman sta molto simpatico, quasi quanto Fascetti, che a sua volta mi sta simpatico quasi quanto Galeone, evvia evvia... Però ti volevo domandare, Dinamo: l'ha detta Zeman una parolina contro la barbara campagna razzista anti rom, credo partita proprio dalla curva dello stadio di Pescara?

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  4. (secondo me, che di calcio ne seppi), Zeman ha studiato lungamente i moduli di Galeone. per non dire che qualcosa se l'è proprio intascato (ha fatto bene, mica è reato... però ogni tanto si potrebbe pure riconoscerlo).
    non toglie nulla al suo gioco che resta il più emozionante nell'attuale che diventerà classico tra poco.

    la parolina, da quel che mi risulta, non ce l'ha messa. oppure non è stata recapitata (certo non è molto verosimile...).

    la situazione in abruzzo è complessa su quel versante lì.
    i rom di loro sono molto endogeni (un po' lo sono di loro, per conservazione, un po' perché hanno trovato un'intolleranza tosta e silenziosa), ma hanno una visione della vita molto bella, estremamente libertaria... peccato per il maschilismo dominante (che poi delle volte gliel'ho pure chiesto, ma com'è che avete la "regina" e poi siete maschilisti?). cmq, la cosa grave però è che non essendo mai stati veramente accettati, e non essendoci affatto tolleranza, i rom in abruzzo vivono sì dentro case, e non in campi, ma sono ghettizzati.
    la cosa favorisce questo e quello... ello spaccio soprattutto,e prima nella piccola usura. ma sono solo gli ultimi anellini della catena...

    la curva del pescara s'è data alla caccia all'uomo come tante volte ce ne sono state. è una cosa vergognosa. tra l'altro alla curva s'è unita Forza Nuova. e la sai quel è la cosa da ridere? che i rom in Abruzzo ci stanno da prima degli "autoctoni". si vedano molte parole dialettali abruzzesi, che vengono dal sastico (che i rom ancora parlano come prima lingua) e il lessico corrente adoperato nei maneggi e nell'equitazione.

    che te devo dì? se diceva qualcosa si trovava contro tutta la curva. e tutta la città. che poi i rom a vedere la partita ci vanno e frequentano curve e tribune... vabbè...

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  5. l'altro dì un ragazzino somigliante ad un indiano ha tentato di accedere nella mia magione. udicchiata l'effrazione, apro la porta e a volo gli chiavo quattro schiaffoni: due dritti e due manrovesci.
    tenendolo per il codino, gli ho rovistato le sacche: venti euri in banconota e tre euri in spiccioli. ringraziandolo per il servigio resomi, gli ho assestato puro un calcinculo e l'ho mandato a cacare in india, cioè per la città, ovvero: napoli.

    ilMatt., son pur sempre un insigne partenopeo plebreo ... :D

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  6. Matt, da te non me lo saria mai aspettato.
    da uno folgorato/ante come te, pensavo fossi della Napoli-(b)enel :D


    ps: meglio "un immobile* partenopeo plebreo"

    *aggettivo

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  7. Din,
    ho una cugina che si fa chiamare patrizia, in famiglia la usiamo perlopiù come soprammobile - è una bravissima menorah. Però non mi hai mai (mai) visto atteggiarmi, forse mi hai immaginato, come traliccio ad Alta Tensione (Bn): un artista dell'immobilismo, così come Aronica lo è della provocazione. Abel Ferrara nuovo allenatore del Napoli (Bene).

    ilMatt.: mi infiammai ad infilare il coetaneo o giù di lì, con catenaccio e contropiede e accussì fuje che rompiette 'o nciarmo indiano; chill', 'o mariuolo, s'credette Zemàn e se scuprette (a la) Glerean. Gandhi: vafammoc! ;)

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  8. http://it.eurosport.yahoo.com/23052012/45/serie-b-zeman-vs-moggi-scintille.html

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