Il Fatto Quotidiano sa tantissime cose sulla strage di Brindisi che manco vi potete immaginare

Esempio di distanza narrativa tra fatti veri e lettori colmata egregiamente dall'informazione giornalistica

Ieri, a poche ore dalla strage di Brindisi, vengo a leggere questo articolo (sotto) di Enzo Di Frenna sul sito del Fatto Quotidiano.
Il cronista del giornale diretto da Padellaro e Travaglio non presenta al lettore nemmeno uno straccio di prova, non c'è un solo fatto su cui appendere i propri sospetti, basa tutto il suo articolo su alcuni suoi convincimenti personali evidentemente maturati durante tutto l'arco della sua dichiarata esperienza di cronista di giudiziaria... dovrebbe insomma essere cauto, Di Frenna, mite, nelle sue conclusioni, sia perché non ci mostra il data-base, sia perché l'argomento è dei più spinosi, e c'è (sciaguratamente) di mezzo una strage... eppure il cronista va dritto al punto senza fare una piega, e dopo aver scansato agevolmente ogni possibile coinvolgimento di organizzazioni mafiose, dice che 
 "i mandanti sono da cercare in pezzi deviati dei poteri dello Stato, che da anni hanno stretto un patto con le grandi organizzazioni criminali"   oppure  "Ho l’impressione che i mandanti siano i membri di quella Cupola Nera – composta da massoneria, politica corrotta, pezzi deviati dei servizi segreti e finanza speculativa – che da decenni tiene in scacco l’Italia"...  guardacaso sono impressioni e sospetti che soffiano sul focolare del qualunquismo e dell'anti-politica dilettante di questo periodo (ormai deliberatamente diventato intrattenimento ed avanspettacolo giornalistico), e che convolano a giuste giuste nozze colla propaganda sul complotto finanziario-speculativo-europeista, e sui cliché populisti di questa nuova/vecchia moda. 
Per come la vedo io, che si possa pubblicare tanto tranquillamente (cioè senza emettere prove, senza fornire fonti, senza produrre documentazione utile, basandosi solo su pareri e illazioni, su un argomento tanto delicato, a poche ore da una strage) un articolo del genere su uno dei massimi giornali italiani è un fatto scandaloso.
Mi ero permesso di evidenziare i passaggi più inquietanti dell'articolo... (solo così perché avevo colore da buttare), ma, giacché spero che i lettori di questo mio spazio non si lascino mettere tanto facilmente sotto bicchiere da metodi giornalistici così leggeri e questionabili, e siccome l'articolo è da verniciare dalla testa ai piedi, ed ognuno è più che vaccinato da poterlo notare da solo, mi è parso più giusto lasciarlo tale e quale è stato scritto.
C'era un tempo che si parlava in Italia di macchina del fango. Davanti ad una strage come quella di ieri, un articolo sì fatto con tanto di sparata contro le istituzioni, cosa mi significherebbe se non fare macchina del fango? 

o dobbiamo chiamarla macchina della paura? 
(Se non vi fidate e volete leggere l'articolo nella sede ufficiale in cui è uscito: ecco l'originaleDeng ju)




Brindisi, l’identikit dei mandanti
Ci sono alcune cose strane che individuo con gli occhi di ex cronista di giudiziaria. Primo: la Sacra Corona Unita non ha interesse che la Puglia sia messa a ferro e fuoco dalle forze dell’ordine, disturbando i traffici di droga, di armi e gli altri interessi criminali del suo business. Quindi non credo sia il mandante. Secondo: l’attentato aveva l’obiettivo di fare notizia nel modo peggiore possibile, facedo una strage di ragazzi nel modo più barbaro. Anche questo, secondo me, non appartiene allo stile della Sacra Corona Unita. La criminalità pugliese ha sempre scelto un basso profilo. Non si hanno notizie di attentati clamorosi – di tale portata – provenienti da tale organizzazione.Quindi il mandante va ricercato altrove. Si potrebbe ipotizzare che una tale strage sia nello stile della Mafia. La scuola porta il nome di Falcone, quindi si voleva inviare un messaggio ai vertici dello Stato. Ma anche in questo caso, c’è un’anomalia. Cosa Nostra non ha mai coinvolto i ragazzi in stragi di ampio respiro. L’attentato a Falcone e Borsellino fu eclatante, ma colpì magistrati e poliziotti. Sarebbe quindi una strana novità l’uccisione indiscriminata di ragazzi sedicenni.Chi ha colpito sapeva che sarebbero potuti morire decine di studenti. Faceva parte del piano. Ma la Mafia ha obiettivi altrettanto clamorosi per lanciare i suoi messaggi e la sua sfida. Poteva far saltare in aria un tribunale, oppure uccidere un poltico di rilievo nazionale. Avrebbe ottenuto lo stesso risultato di sdegno e altrettanta visibilità. Invece hanno scelto una scuola. I ragazzi. Il cambiamento.Oggi il cambiamento in Italia si sta manifestando attraverso i giovani a la Rete. La politica dal basso – che scuote i palazzi del potere – usa Internet. Se tale cambiamento si dovesse propagare sul piano nazionale, l’intreccio politica-mafia sarebbe in pericolo. Quindi i mandanti sono da cercare in pezzi deviati dei poteri dello Stato, che da anni hanno stretto un patto con le grandi organizzazioni criminali. Chi ha piazzato le bombe davanti a una scuola lo ha fatto tenendo all’oscuro la Sacra Corona Unita. È gente spietata che si è infiltrata nel terriorio pugliese. La scelta di usare bombole del gas rende poi difficile rintracciare la provenienza di un eventuale esplosivo. Quindi anonimato assoluto. Tracce zero.Ho l’impressione che i mandanti siano i membri di quella Cupola Nera – composta da massoneria, politica corrotta, pezzi deviati dei servizi segreti e finanza speculativa – che da decenni tiene in scacco l’Italia. Il cambiamento sta scuotendo le fondamenta del loro potere. Si sentono minacciati. E quindi loro minacciano. Nel modo più feroce possibile.

Commenti

  1. Ma che differenza fa se è un pazzo isolato o la Cupola Nera? Tanto ne approfitteranno sempre gli stessi.

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  2. "Per il consenso serve la paura. Prima una vittima, poi mano dura"
    (Francesco Cossiga)
    Capisco il fastidio per la cosiddetta antipolitica e per il pressapochismo e leccaculismo dei giornalisti, ma qui siamo di fronte agli stessi meccanismi da decenni. Sul serio, non ha nessuna importanza che sia stato un pazzo isolato (cosa che non credo) o la fantomatica Cupola Nera.
    Sospetto invece che l'analisi del giornalista del Fatto, pur se affrettata e fantasticata, non sia lontana dalla verità.
    Che poi ogni giornale usi questa "verità" a suo comodo rientra nei soliti meccanismi.
    Per parte mia, credo che (come al solito) non si troverà mai l'autore dell'attentato o che anche si trovasse sarà tutto un sì, no, forse, chi lo sa ... tutto un ammazzatelo, ci vuole la pena di morte e questo e quello e dibattiti nei talk show ... e questo fantomatico essere ritratterà, dirà di essere in contatto coi rettiliani ... insomma il solito brodo allungato nel quale l'unica cosa evidente è che la vita di noi cittadini non conta un cazzo.

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  3. Massimo, questi non sono metodi giornalistici accettabili, lo sai meglio di me. Torno a dire che è un modo scandaloso di fare informazione. Ed è un modo che delegittima, in anticipo, nella misura in cui gli è dato farlo, ogni vera indagine sulla commistione, sulla collusione tra malavita organizzata e amministrazione pubblica.
    Cacciare le streghe non crea nulla di buono, nemmeno qualora ci fossero le streghe e le eresie... figuriamoci quando non sono provate, o è impossibile provarle.

    Dal canto mio, penso, a lume di naso come si dice, che l'attentato esula da certi ambienti, cupole nere o cupole mafiose. mi sembra, sempre ad occhio, un attentato dovuto ad un qualche fanatismo disorganizzato.
    Vediamo che cosa dicono le indagini.

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  4. Lo Stato è criminale nel momento in cui non tutela i suo cittadini e invito chiunque a leggersi la costituzione per avere coscienza e consapevolezza del danno arrecato alla gente. I suicidi no so chi debba averceli sul groppone, se non lo stato.

    Dinamo, diverse testate hanno parlato di attentato mafioso quando i dati di fatto garantivano che la mafia non si trovava nel mezzo di questo attentato. Menzogna e paraocchi di fronte ai fatti, taccerei anche quelli di malaffare.
    Se si tenta di capire i fatti dai giornali, stiamo freschi, è raro dicano il vero. Il padre della bambina morta ha sussurrato alle telecamere che lo Stato ha ucciso sua figlia ovvio che un simile servizio non verrà riproposto.
    Lo Stato nei giorni della commemorazione di Falcone e Borsellino non ricorda di tenere sott'occhio una scuola con un nome particolare, è possibile una simile ingenuità?
    In ogni caso, da dove la si guardi, lo Stato pecca.

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  5. Andrea, non sarò certo io a difendere lo Stato (di fatto), ma a me sembra che di tutto si può accusare le istituzioni meno che di difendere (di aver difeso a spada tratta) gli imprenditori, danneggiando, inevitabilmente, le classi medio-basse e quelle ancor più subalterne.
    Sinceramente, io per i ricchi non provo nessuna pena. Che vadano a fare le vittime con chi non li conosce. Posso assicurarti di aver visto cose, a livello fallimentare, coll'appoggio della legge, che penso non accadano nemmeno in Messico (povero Messico, deve essere un posto proprio di merda...)... tra l'altro ti ricordi per caso chi ha depenalizzato i reati dei colletti bianchi?

    Sulla questione giornalistica, siamo d'accordo: la verità non è una di quelle cose che piacciono né al pubblico né all'industria spettacolarizzante e semplicistica dell'Informazione... ma arrivare a scrivere un articolo come quello del Fatto è veramente prendere la tangente.
    Poi mi chiedo, davanti a questo giornalismo così violento, così fazioso, del Fatto, come ponno criticare poi quello omologo del Giornale (da cui Travaglio deriva) e di Libero? sono la stessa identica cosa.

    Per me è grave che passi un giornalismo fatto così, perché la gente (il Fatto ha lettori molto giovani) se ne convince e farà suoi questi metodi che già gli appartengono nella pratica...

    ciao

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  6. Dinamo, ma ragionare intorno a delle ipotesi (plausibili), dichiarandolo apertamente oltretutto, ti sembra fare della disinformazione?

    fm

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  7. Per come la vedo io, Francesco, non è semplice disinformazione, è una strumentalizzazione a fini editoriali. E' insomma un eccesso di informazione, un eccesso di plasmazione dei fatti che via via, via via, butta benzina dentro quel gran fuoco mediatico che la parte del Fatto sta nutrendo in questi mesi, dal dopo berlusconi in avanti (allineandosi pesantemente colla concorrenza Finivest...).
    Anche Grillo ha strumentalizzato l'evento stragista di Brindisi. non mi sembra un caso.
    Voglio dire che le ipotesi possono pure farsi (sempre se si basano su almeno una concatenazione di cose, e non ci si arrampica sui vetri), ma qui non sono ipotesi, sono giocatori di rugby che vanno a meta.
    Almeno, questo è quello che penso io.

    un saluto

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  8. Non ho mai letto e non leggerò mai il "fatto": per me, chiunque si approssimi, anche solo tangenzialmente, a latrine come "il giornale" o "libero" fa ribrezzo - a prescindere.

    Ma il problema non è questo. Io qui leggo un articolo che, così come è scritto, non mi sembra contenga quella carica di esemplarità negativa che tu stigmatizzi con forza. Voglio dire: se l'obiettivo polemico è "quel" giornale in sé, la sua politica editoriale, la sua rincorsa alle strategie e alle pratiche comunicative dei due modelli becero-fascisti di cui sopra, beh, secondo me, non era certo quello il testo da prendere a bersaglio.

    Ma è solo una mia opinione.

    Ciao, buona notte.

    fm

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  9. "Poteva far saltare in aria un tribunale, oppure uccidere un poltico di rilievo nazionale. Avrebbe ottenuto lo stesso risultato di sdegno e altrettanta visibilità. Invece hanno scelto una scuola. I ragazzi. Il cambiamento.Oggi il cambiamento in Italia si sta manifestando attraverso i giovani e la Rete. La politica dal basso – che scuote i palazzi del potere – usa Internet.
    Se tale cambiamento si dovesse propagare sul piano nazionale, l’intreccio politica-mafia sarebbe in pericoloQuindi i mandanti sono da cercare in pezzi deviati dei poteri dello Stato, che da anni hanno stretto un patto con le grandi organizzazioni criminali".

    Questo pezzo che ho isolato non è l'impressione di un giornalista, non è un'argomentazione logica, è grillismo puro (la rete, i giovani, il cambiamento, l'antipolitica, la politica dal basso...e per questo si organizzerebbe una strage di ragazzi? per punirli che si stanno affezionando al varietà d'avanspettacolo chiamato informazione via internet?).
    E' un'accozzaglia di banalità con al suo interno elementi di fantascienza, sono solo illazioni campate in aria, ma non in un aria così inesplorata, siamo in un'aria/area ben seminata prima... ben spruzzata di profumo e concimata a dovere (di cronaca)...

    Il pezzo, che segue subito dopo a questo, è poi nel fantasy puro. Ed anche questo è fantasy di scuderia Grillo (cupole nere, massoneria, stato deviato, finanza speculativa).

    Non c'è un fatto, non un dato reale, non c'è un ragionamento ambientale condivisibile, non un documento, non una comunicazione tra eventi... è solo lo striscione che il Fatto quotidiano ha offerto al populismo popolare e violentemente estremista di Grillo.
    Ecco perché trovo il pezzo degno del giornale di Travaglio e Padellaro, in perfetta linea. Ma l'avrei, te lo posso assicurare Francesco, criticato il pezzo anche qualora fosse apparso su Repubblica o sull'Unità o sul Corriere, perché opera delle associazioni insostenibili alla luce di quello finora emerso, e forzate... che portano acqua colle orecchie a quei praticatori di politica becero-fascista.

    vabbè, vo a letto anch'io.
    buonanotte Francè

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  10. Din, io ignoro chi sia Di Frenna e, ancora più felicemente, ignoro il suo grillismo - che, per inciso, mi fa politicamente lo stesso effetto del "giornale" e di "libero" messi assieme.
    Ho letto l'articolo che tu hai riportato e, francamente, non vi trovo né effetti impauristici né macchine del fango - tutto qui.
    E poi, su chi sarebbe stato schizzato il fango, sullo *stato"?
    Din, lo *stato* uccide - in modo particolare in Italia: basta non dimenticarsene mai e anche le ipotesi apparentemente più inverosimili acquistano un fondo di plausibilità.

    Ciao, buona giornata.

    fm

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  11. Francesco, sai bene che ho diverse volte qui e in altri siti criticato lo Stato (probabilmente anche in alcuni racconti), e so bene che esso Stato ammazza e commette reati di tutti i tipi comprese alleanze sottobanco colla malavita e non solo (c'è un mio post che ne parla), ma proprio perché tengo alla critica (intelligente) alle istituzioni sono contrario ad articoli così schierati e strumentalizzati, assoggettati a retorica, come questo del cronista del Fatto che non fanno denuncia ma foraggiano il qualunquismo aggressivo...
    la mia critica al pezzo è tutta qui, alla sua mancanza di argomentazioni valide e alla sparatoria nel mucchio.

    Passa buona giornata pure tu.
    din

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  12. A me non pare che questo pezzo foraggi il qualunquismo aggressivo. Dice solo quello che ORA e SOLO ORA si può dire senza essere tacciati di essere estremisti di ultra sinistra. Lo stragi sono tutte di Stato, lo sono sempre state. Ci sono miriadi di documenti, libri, inchieste su quaranta e passa anni di stragismo che indicano quella direzione.
    Vedo però che stanno un po' cambiando le modalità. Il giornalismo servo del potere, sa che il peone al giorno d'oggi può accedere a ogi sorta di controinformazione. Che fa allora? Ingloba in sé questa controinformazione, svilendola o togliendoli quell'aculeo che potrebbe trapassare da parte a parte la società civile tutta, il Sistema, per intenderci. Il Sistema va bene nel suo complesso, se non fosse per alcune mele marce, ecc, ecc.
    Travaglio non ti parlerà mai dell'abominio del sistema euro e tutti i suoi derivati ... dirà che è sufficiente essre onesti ... più meno quello che dice Grillo, in effetti.
    Qual è il problema? Non che IL Fatto o altri giornali scrivano quello che scrivono, ma che NON VADANO FINO IN FONDO.
    Non dicono che è il Sistema a essere disumano e che per proteggere sé stesso il Sistema è pronto a uccidere: donne, bambini, vecchi, è indifferente. E' logico che il giornalismo non lo possa fare. E' esso stesso parte del Sistema. Può però fare finta di arrivare fino a un certo punto di apertura nei confronti del cosiddetto "complottismo" ... è un furbo trucchetto per fare finta di essere onesti e tenere contemporaneamente in ansia il peone, dandogli però la sensazione che ci sia qualcuno che in fondo dice la verità ... e che le cose, benché tragiche, avranno tutte, prima o poi una splendida soluzione. BAsta denunciare la CUpola Nera e il gioco è fatto ...

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  13. Mi tocca d'esser d'accordo col fm o meglio Francesco.
    A noi c'hanno preso per il culo, detto alla volgare, dalla seconda guerra mondiale, dandoci in pasto parzialità d'informazione. Mi sembra normale, almeno per me, evitare di leggere qualsivoglia giornale poiché tutti imparentati con fatiscenze di pensieri politici. Di populismi ce ne sono tanti ma attenti ad esser informati altrimenti se ne è una costola aggiunta, credendo d'esser fuori dal coro.
    La macchina del fango di cui ha parlato mister S. occupy a vuoto wallstreet gli si sta rivoltando contro, ed è un ridere, visto che lui infanga a meraviglia senza cognizione, si veda il caso Gramsci.
    I fascisti o neo-fascisti o neo-nazisti in Italia sono un gruppo sparuto e non costituiscono pericolo nazionale, in sostanza è fuffa. La paura di derive fasciste è assai lontana, troppo lontana.
    Lo Stato ha guadagnato da questo attentato poiché in una simile ottica del terrore è assai più facile condannare quegli episodi rivoluzionari, come ad esempio è successo a Napoli con Equitalia, questa è la vera deriva, arrivare a bloccare quel tipo di manifestazioni pur essendo l'unico mezzo per ristabilire un equilibrio, una lotta per la dignità di una determinata classe sociale. Da qui si può affermare che di mezzo ci sia lo stato che attraverso servizi segreti e con l'aiuto della manovalanza mafiosa porta a termine questi attentati. Di converso però le buffonate organizzate dalla CGIL, dalla fiom etc non tutelano il lavoratore perché (cgil,fiom etc) in combutta coi potenti, sono materialmente inutili e non hanno alcun riscontro sia sul territorio sia a livello nazionale, il politically correct è nocivo ora come ora, rappresenta l'assoggettamento completo a quella egemonia neo-liberista, uno spendersi a vuoto.
    Il danno maggiore dell'informazione è stato fatto a monte molto tempo fa, quindi il fatto come altre testate sono corrotte e non informano.

    Chiedo venia, Dinamo, se ho detto troppo.

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