Il caso Breivik e la prossima campagna d'odio contro il buon sistema carcerario e giudiziario norvegese

Ieri mentre stavo nell'habit naturale cioè il gabinetto della casa ad allenare il mio scetticismo etico, col vermicciolo di dentifricio sopra lo spazzolino, mi si è schiodato in testa un busillis... che in realtà l'ho già risolto ad essere onesti.  
Vi scpieco.
In questi dì è in corso d'opera il processo a Breiv... ik... il fondamentalista di destra norvegese reo confesso di una strage politica senza eguali e di un attentato alla sede del governo del suo paese. 

Vi dico cosa succederà a mio parere da qui a metà estate quando il processo si concluderà con una sentenza al massimo della pena. 21 anni. Succederà che in tutta Europa e soprattutto nel nostro paese di merda inizieranno a dire che il sistema carcerario norvegese è molle,  
inadeguato, irrispettoso, ingiusto, insufficiente, morbido tengono la televisione, troppa libertà, che è n'albergo? e ccc ... non scateneranno questi venti sulla Norvegia perché gli interessi, ai giornalisti e agli editorialisti e ai conduttori televisivi, veramente di ampliare il dibattito critico sulla detenzione, sulle pene e la vita in carcere, lo faranno per legittimare il lurido sistema carcerario italiano, un sistema squallido e terroristico, un sistema strozzino, in cui lo Stato ha un ruolo primario perché prima si dimentica delle fasce più indigenti della popolazione, poi le costringe a vivere a servizio nel malavitoso, ne sfrutta silenziosamente (omertosamente) la forza lavoro favorendo il loro inserimento in circuiti di delinquenza organizzata con cui ha stipulato vantaggiose alleanze, poi li sequestra in carcere, li malmena, li fa vivere in condizioni peggio non si pò, e poi li fa uscire per farceli rientrare a breve così che la fascia medio e medio-bassa sappia a cosa va incontro se si mette a fare concorrenza delinquenziale a chi non è sponsorizzato statalmente. Morale della favola in prigione ci stanno i paria, i reprobi della società e quindi si meritano di vivere come merodosi
Invece di guardare, come consiglia lo stesso buon Pannella, quegli Stati (uno è la Norvegia appunto) dove si pensa ad un rinserimento positivo in società dei detenuti (che sono persone non bestie) e dove la detenzione non è abbrutimento e omicidio, vedrete (hanno già cominciato, per es Il Giornale, ma non solo isso) bombarderanno i norvegesi di sciocchezze, fin quando non si rinconvincerà il popolo che chi sta dentro non è una persona e quindi merita di essere trattato come viene trattato e che non bisogna perdere la rispettabilità, e quindi convocare tutte le forze clientelari e no che si conoscono per non perdere faccia e corna.... 


Viviamo anni miseri miseri, talmente miseri che non può essere tutta colpa dell'euro, o no?


  

Commenti

  1. E' possibile che questo enorme sacco di letame la galera neanche se la faccia, bisogna capire chi c'era dietro di lui Hamas, la CIA o altro. Sta di fatto che questo da solo abbia generato un putiferio, abbia scritto un libro di 1500 pagine, con assai assai citazioni di altri pazzi, ovvero la metà l'ha scritta lui.. da solo, da solo!?
    Nel paradosso 'sto pazzo ha aiutato qualcuno.
    Non penso che questo tema delle carceri verrà toccato da qui a breve, non penso affatto che all'Italia o alla stessa Europa convenga menzionare la Norvegia che detto chiaro funziona tremila volte meglio dell'Italia, la banca è statale, non hanno debiti con la BCE, il loro petrolio non è a disposizione delle multinazionali. Funziona tutto lì, in Europa no.
    Quindi a rigore di logica non si parlerà affatto di Norvegia, puntare un faro sulla Norvegia sia pure parlando esclusivamente del suo sistema carcerario molle vuol dire aprire gli occhi su una nazione che funziona e non ha come moneta l'euro. Troppo rischioso.

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  2. A dire il vero sei rimasto indietro D., perchè quella polemica è partita il giorno stesso che Breivik è entrato in carcere. Ne sono già state scritte montagne di articoli sul fatto che un "mostro" del genere non dovrebbe avere la tv via cavo, basta fare una veloce ricerca su google e ne fai scorpacciata. E in tutta sincerità non posso dire di non condividere quell'opinione, perché una cosa è tenere la gente in carceri-lager come le nostre, senza dubbio riprovevoli e inumane, ma un'altra è arrivare all'opposto. Il carcere dovrebbe essere un luogo di reinserimento certo, ma prima ancora di, vogliamo dire riflessione? In cui il colpevole debba passare il tempo a ragionare sul suo sbaglio, e possibilmente a capire e rinnegare ciò che ha fatto. Forse la tv via cavo è qualcosa di troppo. Comunque questa è solo la mia opinione.
    Riguardo al tentativo di far cambiare idea ai norvegesi sul loro sistema carcerario, non credo che sia interesse dei nostri giornali (giustamente snobbati dal resto del mondo) arrivare a tanto, vogliono semplicemente normalizzare il modello italiano, per gli italiani.
    Per concludere ti invito a leggere un articolo dell'Independent ripreso da Internazionale di questa settimana, il titolo è "L'esempio della Norvegia", ma purtroppo non sono riuscita a trovarlo da poter linkare qui.

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  3. Ho trovato l'articolo a cui mi riferivo, preso dalla fonte originale http://www.independent.co.uk/opinion/commentators/owen-jones-norways-dignity-in-the-aftermath-of-breivik-is-an-example-to-the-rest-of-us-7648256.html

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  4. grazie per il link, Valentina.
    per il resto, resto sull'idea che uno stato con un po' di equità permette una detenzione come quella norvegese.

    un saluto

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