Se nei massimi lit(e)-blog non ci sono più lettori di chi è la colpa? Sempre degli altri giustamente...


Autore di Nazione Indiana o di affini che se la prende virilmente con facebook e gli uccellini di twitter perché i lettori scarseggiano

Qualche settimana fa è uscito un articoletto sul Giornale dove si parlava della crisi dei massimi lit(e)-blog, del crollo verticale dei commenti, della sparizione dei lettori. Vi metto il link con un facile clic qui
Mi pare che il signor Tommy Cappellini autore del pezzo ci offra solo una descrizione parziale, diremmo di superficie, di questa crisi molecolare, crisi o vacche magre, che non hanno affatto (come dice Giuseppe Genna intervistato, o come avvalora l'articoliere prendendone le tesi) origine dal consolidamento dei nuovi social network impostisi nell'ultimo periodo breve presso il grosso pubblico, come Facebook e Twitter.
Se Nazione Indiana cola a picco sul fianco dei lettori e dei commenti, ed altri siti le vanno appresso, è perché (secondo me) si è preferita adottare una politica di promozione dei loro autori, promuoverne o crearne l'autorevolezza, piuttosto che seguire il trend migliore (tra i tanti pessimi) di Internet, cioè la promozione in primis delle idee e dei contenuti sulle persone e gli autori - da qui, si sa, la scelta di molti blogger o utenti tra cui pur io di scrivere da un nomignolo di fantasia. Azioni apotropaiche, si dice.... 



Siccome la gente non è scema tale e quale a quanto si crede, a poco a poco, la volontà di promozionarsi è troppo palesemente uscita fuori, uscita fuori assieme a tanti commentatori marginali e relativi che in un già ben commentato articolo di Bertante sono stati definiti "seminatori d'odio" e "troll" (da cui si fece sciopero noi tutti, ricordate?) , venendo di fatto epurati perché dimostravano scetticismo nei confronti delle tesi degli autori di punta e di tacco della scuderia... rompevano il cazzo insomma... e invece d'essere contenti (gli autori) che le discussioni pigliassero più binari, si arricchissero, che tutti portassero un fogliolino alla causa, magari anche a danno dello loro iniziali posizioni, a favore della discussione e della crescita del ragionamento generale (su vari fronti), si sono chiusi a riccio perché evidentemente non era la discussione il vero obiettivo dei lit(e)-blog... e ora tant'è, che nun c'è più niuno... non che ci sia tanto più da commentare.... 


Vedete bene allora che il loro marketing personale o di gruppo che sia hanno portato cattivi raccolti, ora però ha senso prendersela col "buon nuovo" facebook, o i cinguettii di twitter? Mi sembra abbastanza accomodante, voi che ne dite? non sembra la favola bella della volpe e l'uva?


L'unica cosa che posso augurare ai signori di Nazione Indiana, di Carmilla, di Vibrisse, Il primo amore, Società delle menti ecc (sono i siti nominati da Cappellini come debilitati) è di riprendersi presto, o di ristrutturarsi e rifarsi una vita sui social network che oggi gli fanno lo sgambetto, se hanno ragione loro, no?, perché non vi mettete a scrivere su facebook? Forse, poi, tutta sta crisi non c'è, e vi sto facendo pubblicità pure io, me lo auguro


cordialmente, 
il vs ds

 

Commenti

  1. mica solo i lit-blog.
    io ho da tempo l'impressione che proprio forum, blog, ecc. ecc., insomma tutti i luoghi di discussione del web si stiano sgonfiando come tanti palloncini.
    insomma, NI non sta tanto simpatica nemmeno a me, però fino a 3-4 anni fa si trovavano articoli interessanti, con dei contenuti. ora, le poche volte che ci vado, è una noia cimiteriale.
    frequento (e non me ne vergogno) un forum di discussione su Tex Willer, che fino a 2-3 anni fa ospitava interventi corposi, informati, non solo su Tex, ma sul fumetto in generale, ma anche sulla letteratura, la società & affini. oggi, la discussione è al livello di: "t'è piaciuto l'ultimo albo? sì/no. tanti saluti a casa".
    insomma, che il web stia implodendo? mah...

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  2. Sergio, c'è una sofferenza generale a produrre buone cose, con l'ago della bussola puntato a tutto andare verso il basso, è fin troppo chiaro, vuoi per la difficoltà ad aggiornare regolarmente e qualitativamente i blog, vuoi per un disinteresse crescente, vuoi perché i blog e i forum diventano "famigliari" come la clientela affezionata di un ristorantino dove vanno a pranzare i pendolari, vuoi per altre mille funzionalità di questo medium... ma io credo che alla gente si debba anche saper parlare, e allora le strade si fanno più tortuose, non dico assolutamente che si debba creare compiacimento attorno a ciò che scriviamo, ma bisogna lasciare le porte aperte, costruire cioè pezzi, racconti, articoli ecc con tanti ingressi. è una una bella palestra. con questo voglio dire che a me sembra di leggere sempre più, in giro, cose esclusive, e allora c'è poco da lamentarsi. dobbiamo essere noi blogger ad essere interessanti. dare la colpa a facebook mi pare onestamente sbagliato. se invece è davvero cambiato il vento, ed è su fb che si fanno i migliori affari, si può andare a scrivere lì, senza per forza dover pubblicare le stronzate di fb. io mi sono fatto un account su fb a nome dinamo seligneri, che è l'unico account fb che ho. c'è anche immondizie riunite che esprimono ora lì la loro arte umorica. vedremo, potrei fare un ponte (lunare) su fb. per il momento mi pare che il blog sia più aperto, può arrivare gente da più lati. credo sia più facile per uno che cerca qualcosa imbattersi in un sito piuttosto che in un profilo fb o twitter, dove le cerchie sono quelle, un po' come le caste.
    vedremo che accade.

    un saluto

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  3. Per me i lit blog possono sparire, per sempre e completamente. Sparire nel gorgo come gli stronzi dentro a un cesso. Cessata la funzione aggregatrice, che pure hanno avuto, adesso basta, crepino.
    D'altra parte i tempi che viviamo sono tremendi, scrivere su Fb o da qualche altra parte cambia poco pochino ... L'importante è sfogarsi quel tanto che non faccia implodere i coglioni.
    E' un gioco, niente altro. A volte può sfociare nella dipendenza, a volte può avere una sua utilità sociale.
    Per il resto sono trastulli da scimmia. Alimentano il sistema. E invece il sistema va scardinato dalle fondamenta. Nell'impossibilità di farlo, almeno divertiamoci. E speriamo nella prossima guerra ... lo sterminio universale è l'unica soluzione.
    Scusate, sono un po' di pessimo umore oggi.

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    1. Giornataccia eh... non sai quanto ti capisco, io pure sono di pessimo umore in questo periodo. :-(

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  4. Sicuramente c'è del vero nel fatto che FB tolga parecchi utenti e disperda parecchie energie (più di una persona mi ha riferito di aver ridotto la navigazione e la curiosità per altri siti dopo essersi iscritta a FB), ma credo anche che sia il destino delle varie tipologie di communities quello di diventare "obsolete" dopo un determinato periodo: un tempo andavano i forum, poi si è passati ai blog (individuali e collettivi), poi FB, in futuro chissà.

    Certo, anche la chiusura (nel senso di riduzione ad alcuni pochi autori partecipanti, come hai scritto tu) ed alcune misure restrittive adottate da vari blog non aiuta alla loro diffusione e a mantenerli attivi. Per esperienza personale ho notato che se in una qualsiasi community (e questo vale anche per il reale) gli utenti che scrivono (o autori che dir si voglia) sono sempre quelli, dopo un po' gli argomenti si esauriscono. Ogni persona alla fine ha sempre quei quattro o cinque argomenti (nel caso di blog letterari: quei quattro o cinque scrittori preferiti) che le stanno maggiormente a cuore ed il tutto rischia di diventare veramente troppo autoreferenziale.

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  5. Il nocciolo però non è tanto nel seguire i blog e nel tempo perso su fb, quanto nel capire che si stava cercando, tramite quei siti lì di cui si parla, di ricostruire su altro supporto (internet) una nuova autorevolezza critica.
    Il fallimento è davanti agli occhi di tutti. Perché?
    Perché internet non è un posto dove si possa fare cattedra, come sopra i giornali, e se apri i commenti come si aprono, capita che trovi quello che ti delegittima. O che la discussione diventi notevolmente più ricca dell'articolo originale.
    Se il mondo fosse migliore, questo sarebbe un bene.
    Ma dato che il mondo è quello che è, e che internet non ha creato nuovi spazi di discussione critica, ma nuovi spazi di promozione critica, la casetta è crollata.
    Se metti la polizia su internet, e diminuisci i valori prodotti, la gente scappa. Ora bisogna vedere se scappano pure gli editori...

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    1. Beh certo, se parli di autorevolezza allora sì, sono totalmente d'accordo con te, purtroppo in questo senso i lit-blog sono stati un fallimento quasi totale. Per quanto io spesso vi trovi articoli e discussioni mille volte più interessanti di quelli che potrei leggere su riviste o quotidiani a tiratura nazionale.
      Il fatto è che i blog bisogna pure andarseli a cercare, mentre l'articolo sul quotidiano ha una diffusione di massa; di conseguenza l'autore che scrive sul quotidiano è letto e conosciuti da tutti (diciamo da parecchi), il suo nome circola tra la gente e questo, (pure se spesso senza reali meriti) gli conferisce autorevolezza.
      La carta per il momento vince ancora sul virtuale.

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  6. Non ho mai preso in considerazione FB, anche perché il tempo che posso dedicare alla Rete è abbastanza limitato, per mia (s)fortuna.
    Infatti quasi tutti i miei post o commenti vengono inseriti più o meno nelle solite fasce orarie... Già faccio fatica a gestire il mio blogghetto, figuriamoci se mi metto su FB.
    Comunque ci sono tantissimi blog interessanti, ma veramente interessanti ... ce n'è per tutti i gusti ... e questo non sposta di una virgola l'assetto editorial-esistenzial-politico del paese.
    Anche perché chi usa Internet o FB a un livello "superiore" è una minoranza ininfluente della popolazione dotata di una istruzione superiore. Internet è una bella valvola di sfogo e un buon sistema per accrescere esponenzialmente la propria conoscenza ... così come può diventare un altrettanto buon sistema per abbruttirsi.
    Insomma è un sistema in cui all'autoreferenzialità sembra difficile sfuggire.
    L'illusione dei grillini di usare la Rete per fare politica è proprio questa ... che la realtà vera è sempre un'altra. E la realtà suprema di quest'epoca è la pervasività e la sfuggevolezza del Potere. Ti uccide, ma non sai da che parte iniziare a combatterlo. Questo vale per Monti come per i lit blog. Il Potere ha sostituito la conoscenza.
    Un esempio: l'altro ieri la Gabanelli ha fatto quello che ritengo un vergognoso servizio di leccacuismo alle banche, chiedendo addirittura, con la sua faccia da limone strizzato, l'abolizione quasi totale del contante ... in Rete qualcuno ha segnalato la cosa per quello che era, ma la maggior parte ha fatto finta di niente.
    In rete puoi avere una lettura di quello che sta accadendo nel paese-mondo, ma nello stesso tempo, non hai la possibilità di portarlo all'esterno. E questo nonostante i fruitori di Internet siano milioni. Internet crea consapevolezza in quelli nei quali la consapevolezza si sarebbe mostrata lo stesso, prima o poi. E' triste ammetterlo, ma è così. Meglio che niente, comunque.

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    1. Anche qui mi trovi d'accordo. Internet aumenta la consapevolezza di chi già ce l'ha e si va a cercare certe informazioni.
      La ragazzina che entra per andare a guardare il blog di moda o il video del cantante preferito su youtube difficilmente si metterà - solo per curiosità - a leggere altro.
      La navigazione è sempre limitata e circoscritta alla curiosità di chi cerca.

      Il Potere non puoi combatterlo perché è insito nel meccanismo del sistema sociale umano, almeno dal neolitico in poi (sto leggendo un libro interessante in questi giorni: "Al di là della Natura - gli animali, il capitale e la libertà", di Marco Maurizi; ne parlerò prossimamente, a lettura ultimata).

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    2. Allora non ci resta che sperare nella profezia dei maya ...

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    3. Esatto. :-D

      (inizia a venirmi qualche dubbio sulla mia sanità mentale quando provo una leggera eccitazione al pensiero che davvero il mondo possa finire in tempi brevi. Che dici, potrebbe essere una forma di depressione al massimo grado? Desiderare non solo la propria morte, ma quella del mondo intero). :-D

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    4. E' forse la rabbia di sapere di vivere in un tempo di inarrestabile decadenza ... il kali yuga.
      Comunque vada, ridiamoci sopra.

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  7. Son d'accordo con Massimo per me possono sparire. Soprattutto ora che è il momento dell'impegno che deve passare un messaggio di una letteratura sganciata dallo stato poiché questo stato tecnico ne fa a meno della cultura, contano solo le entrate in breve, ci troviamo articoletti scialbi del Lagioia su Emiliano, un buonismo senza pari anche nei confronti di Vendola o di Raimo che s'immagina di sinistra e intanto tutti a chiedere l'elemosina per la cultura, ai banchieri.
    Continuo a sostenere che è presente un forte personalismo passato dalla politica alla cultura e di mezzo ci sono 'sti lit-blog. FB sta ammazzando ogni tipo di dialogo, una caciara ridicolissima. Per non parlare di Vibrisse e di quel personaggio di Mozzi che poi ha il rivale storico in Angelini, il quale a sua volta ha un blog dal titolo cazzeggi letterari, andatevelo a leggere, probabilmente lo conoscete già, che c'è da ridere.
    Non hanno capito nulla ma nulla.
    S'esprimono ed è giusto così ma non sanno affatto che pesci prendere, leggere i manifesti dei TQ mi lascia un'amarezza che non dico.
    La piega orribile è stata presa che recuperino dignità non ne sono convinto.

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  8. Mi piace il blog di Angelini ... e forse il suo approccio è uno dei più giusti, dati i tempi. Riderci sopra, prenderli e prendersi per il culo, perché tutta quella roba è folle e il mondo, che è sempre stato folle, ora è così fottutamente folle che per scoppiare a ridere basta guardare fuori dalla finestra e fissare per un po' di minuti la strada con il suo andirivieni. Oppure fissare le facce ottuse di quelli al governo in televisione.
    Oppure ancora guardarsi allo specchio. Vedersi uomini e donne di questo tempo, ministri senza portafoglio di un beato cazzo di niente ... insomma, si ride dell'orrore.
    Ma va bene così.
    Debord diceva: non c'è avventura più emozionante che quella del proprio processo di liberazione ... e io ci credo.

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  9. Secondo me ci sono blog che fingono opposizione, ed infatti convivono benissimo al fianco dei loro "avversari": in sostanza fanno, nei confronti di quei siti come NI Lipperatura e via, lo stesso antagonismo legittimante che Travaglio o saviano facevano a Berlusconi....
    cmq, di questo mi frega davvero poco...

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  10. "FB sta ammazzando ogni tipo di dialogo, una caciara ridicolissima"...
    se potessero leggere queste parole i milioni di persone che con FB ci lavorano seriamente, non so come la prenderebbero...
    è sempre "divertente" notare come alcuni individui "parlano male" di cose che non conoscono o conoscono poco e male, partendo da pregiudizi o fallacie; o peggio ancora fingono di non interessarsi per esempio in questo caso a FB, come se il non essere iscritti li rendesse "migliori" degli iscritti... molto divertente, davvero.

    forse dopo un po' la gente si stufa a leggere/commentare i blog, perchè in effetti è come dici tu, Dinamo, che "i blog e i forum diventano "famigliari" come la clientela affezionata di un ristorantino dove vanno a pranzare i pendolari" e a me,ad esempio, rompe magari di leggere dei cazzi quotidiani altrui in un blog, come mi rompe di vedere che il titolare fa il paraculo con i followers...
    non credo per niente vero che sia più aperto il blog e che sia più facile trovare qualcosa che cerchi in un sito piuttosto che in un profilo fb, anche perchè nel profilo metti tutti i link che vuoi e la visibilità che puoi avere non è paragonabile a quella del blog...
    a me piace molto l'arte contemporanea, per dire, e gli "amici" che ho trovato/cercato in FB, col cavolo che li avrei trovati così facilmente e poi vuoi mettere la possibilità di conoscere gente da tutto il mondo? non c'è proprio storia, ormai il blog mi fa un po' l'effetto di un paesello confrontato con la metropoli...

    ok, ti saluto, Dinamo, take it easy

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  11. guignol, purtroppo fb non lo conosco e probabilmente parlo a vanvera. quello che dicevo era che magari digitando Andrea Cambi o Giampaolo Rugarli ti potevi imbattere in un blog piuttosto che in un profilo fb... poi non lo so, pole darsi che si arriva a ciò che l'utente desidera allo stesso modo... era in questo senso che dicevo più ingressi, forse mi sbaglio.
    un saluto guignol
    e grazie a tutti

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  12. FB lo conosco e ne sto decisamente alla larga.
    Lavorare su quella piattaforma mi sembra al limite del paradosso, mi domando come si possa lavorare e chi ci lavora ma poco m'importa a dire il vero.
    Personaggi come Maroni, Vendola, Emiliano, Mozzi, Serino, adoperano fb e si vede come lo adoperano, lo infarciscono di cretinerie di difese personalissime, intime e di accuse rivolte a questo a quell'avversario politico o per promozioni che hanno un ritorno sulll'immagine, nulla che si avvicini ad un dialogo o ad un botta e risposta. Ridicolaggini.
    Qualcuno s'è dimenticato che esiste la MILITANZA, a parlare con la gente, con gli umili, con i reietti e che non s'offenda nessuno ma Pasolini di militanza ne ha fatta. Qualcuno s'è dimenticato che si può scendere in strada e 'sto cazzo di fb è solo un ostacolo, ha sostituito questa grande risorsa dalla quale non si attinge più perché considerata vetusta e passata, è comodo internet o una bacheca di fb. Dalla militanza si passa alla socializzazione e via dicendo, una pratica che contribuisce a creare una rete comune tra la gente, a unirla, renderla compatta, a informarla poiché non tutti hanno fb, non tutti stanno su internet.
    Dinamo ha visto giusto pur non conoscendo fb.
    Angelini è un contorno.

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  13. io non m'interesso alla politica e dunque non saprei dire come viene usato FB a tal proposito, immagino però che TUTTI lo usino per i propri comodi, compresi quelli da te citati, chi più chi meno, è normale... dalle tue parole dovrei dedurre che allora tu sei uno che scende in strada, che fa della "militanza", etc. piuttosto che stare al pc, perchè se no... io non credo a questo genere di azioni, a dir la verità non credo a niente e a nessuno soprattutto in politica, credo che ognuno pensi ai cazzi suoi e faccia quel che è più "comodo" per sè, questo riguarda tutti, naturalmente, politici e non... non penso che si possa creare una rete comune tra la gente, non più, la gente mi sembra più occupata a mettersi d'accordo sull'orario dell'aperitivo che altro, quello è il vero momento di socializzazione della gente, bere bere bere, crea molta compattezza, bere e parlare del nulla, e dunque ciò non mi riguarda affatto... FB è il meno, ma è mille volte meglio che avere a che fare con la gente...

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  14. ragazzi non facciamo il gioco dei nostri cari indiani. fb volgarizzerà le discussioni, sarà alla portata di cani e porci (che però alla fine sono innocui e pure indifesi, almeno davanti al sistema), però non c'entra nulla sto facciadiIbra con l'afflosciamento dei big blog(ger), il vero è che questi si genuflettono, c'è poco da fare. e non permettono l'immigrazione. sono per politiche di difesa del suolo (perché sostanzialmente lo gestiscono loro e non vogliono che arrivino altri a fregarsi manco un fazzolettino di terra... e sarebbero di sinistra questi? ma fosse solo quello, è che siccome scrivono come scrivono, cioè scarso, diventano autoritari...).

    Andrea S, ti posso garantire che Sergio Soda Star usa magnificamente facebook, anche perché le sue storielline e le sue barzellette ben si prestano per brevità e sintesi a stare in quel format. bisogna industriarsi. non mi piace molto lo sai fb, ma ci si può fare qualcosa, volendosi rinventare.
    certo è un mezzo ottimale di propaganda, ma cià sempre bisogno di un supporto di autorevolezza collegato, come un hard disk esterno, e i blog sono perfetti per questo. scrivo su un blog con più autori, e mi rivendo una copertina personale su fb...
    c'est la vie

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  15. Dalle mie parti esistono ancora i poracci, quelli che se la cavano a stento, ci sono ovunque basta aprire gli occhi ma aprirli bene e non stare a vedere solo quelli che si fanno l'aperitivo, è naturale che non esistano solo quelli. Credo che tutto sia possibile, così come è stato possibile rincoglionire, manipolare la popolazione dal '45 in poi pure prima se vogliamo, lo stesso sta avvenendo con la letteratura e quelle piattaforme non fanno altro che incrementare il rincoglionimento. Di certo quando cerco notizie non vado su fb. è finita l'epoca della militanza ma qualcuno ancora scende in strada, lo so per certo e non si parla solo di politica.

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  16. Guignol, Andrea non dice na stronzata (così mi pare di capire oppure sono io che leggo tutto per traverso) quando parla di individualità e collettività (penso che sia meglio porre la questione così). non credo in linea generale nemmeno io alle manifestazioni di piazza, né tantomeno ai grossi movimenti di tendenza, però devo anche dire che l'individualismo di questi nostri anni mi fa schifo. e fb accentua e accelera ferocemente il trend. si chiamano social network ma non sono affattamente social. sono personalisti.
    io credo alla dignità e alla libertà dell'individuo, ma credo anche che un individuo da solo non esiste. addirittura i gruppi umani, senza una controparte, non esistono, figuriamoci un singolo individuo. i social network, mi sembra, fanno emergere la presenza degli altri per imporre o proporre la propria, senza avere effettiva coscienza degli altri e della collettività. io credo che un senso o una coscienza collettiva bisogna avercela. ma nel primo secolo del duemila mi sembra francamente molto arduo e la vulnerabilità dei poracci di cui parla andrea cresce, senza veri punti di riferimento.
    c'è da rifletterci

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  17. aggiungo, sul commento di sopra, che l'individualismo dei nostri anni è un individualismo di massa e pertanto è una delle tante mode, uno dei tanti movimenti di tendenza corroborato da moltissimi ambienti, tra cui in primis quello dell'arte.

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  18. Dici bene Dinamo.
    Senza contare che quel fb è uno strumento di controllo della persona, si fanno indagini sul singolo per arrivare ai 'gusti' di massa, per imporre in futuro un trend. Il trend può essere politico, letterario, artistico e via dicendo.
    In soldoni non è tutto grasso che cola.

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  19. Probabilmente si può fare mille volte meglio autopromozione su FB che su un blog. E poi è più facile trovare amichetti tanto simpatici da tutto il mondo, con cui trovarsi per un aperitivo (qui a milano si chiama happy hour, con umorismo beckettiano).
    Istintivamente mi verrebbe da dire che FB è roba da stronzi, ma un mezzo è un mezzo, si può utilizzare in tanti modi e anche FB avrà la sua utilità.
    Comunque è sempre roba virtuale. Con il virtuale ti gonfi la testa.

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