Si sopravvive anche senza finanziamenti culturali



Volevo semplicemente dire ai tre quattro lettori che mi sono rimasti che ieri ho capito che è bello leggere ed è bello studiare però tante cose bisogna pure viverle, non è che uno può sempre avere la pagina letta prima, la descrizione già fatta, è un po' come girare sempre con la ruota di scorta sotto al cofano, le lampadine di cambio, le catene a bordo. E' troppo facile, tu vivi con tutte le battute già pronte (invece il bello sta un po' nel saperle sceglierle, un po' nel saperle fare).
Così era un po' di tempo che amazon mi consigliava un libro, mi diceva potrebbe interessarti anche e mi appariva quel libro, e io mi dicevo in effetti mi potrebbe interessare, e mi poteva interessare, cari lettori, perché questo libro di cui mi sono finanche scordato il titolo, questo libro parla di una esperienza che in parte ho fatto e in parte farò e io fino a ieri, fino a quando ieri mi sono seduto sulla poltrona e ho chiuso gli occhi passandomi la mano destra sugli occhi e la fronte come faccio ormai almeno una ventina di volte al giorno, fino a quel momento, io pensavo che avrei dato retta ad amazon, avrei preso quel libro, magari in formato ebook che si legge più agevolmente, ma in quell'istante m'è venuta l'ispirazione e l'ispirazione mi ha detto finiscila di trovarti sempre le ruote di scorta e le lampadine e le catene, partiti senza nulla, tu la macchina la strada e chi c'è c'è chi non c'è non c'è. 


E mi sono sempre più convinto che bisogna lasciare dei buchi, se non lasci dei buchi, se provi a tenere tutti i buchi chiusi, il rischio di non rimanere mai appiedi è altissimo, e il bello spesso sta proprio là, quando ti ritrovi appiedi (con buona pace di amazon, ma non c'è nulla di personale, figuriamoci).

 

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