Chiedo asilo




Poi dice che la gente scappa dall'Italia.

Io quelli che scappano dall'Italia dico la sincera verità non li tanto capisco. Capisco però perfettamente quelli che scappano dagli italiani, quelli li capisco bene, sempre a patto però che dopo un po' non si mettono a frignare per telefono che sentono la loro mancanza.   

Una delle prime cose che scrissi qualche lustro fa, quando ero ancora nel fiore degli anni ed ero sempre malinconico (ecche palle), parlava di un io lirico, un narratore fumato in ogni caso, che faceva una tratta di tram a Roma, partendo dall'università dove faceva finta di studiare come tutti fino ad arrivare nelle periferie della città dove aveva un alloggio. Dentro alla calca, gli spingimenti, gli infingimenti, lo sferragliare e il vedere tutto con occhi di forestiero da poco sbarcato in città quale egli era, dentro a questo il narratore si aggrappava a quel poco di fantasia che gli era toccata in sorte, si diceva abbi fantasia narratore abbi fantasia, e con quella speranza cercava di ritornare all'alloggio. Ovviamente non ci riusciva e andava a dormire da qualche parte. Prima di andare a dormire però si ritrovava nella camera ardente di una signora anziana di centocinque anni, senza una ruga, molto magra, con una pelle che sembrava di legno liscio, levigato, tornito, e poi con i famigliari attorno a fare una veglia, dentro una casa che somigliava a una casa delle bambole, ma anche a una casa di montagna. Dopo, andava a dormire da qualche parte, da solo, come un venticello stanco.


Questa scemenza m'è tornata alla mente da ultimo quando ho sentito la storia di quel pensionato di Vaprio D'Adda che ha ucciso una persona che era entrata a casa sua a rubare. La storia è su tutti i giornali, telegiornali, le radio - ieri sera pure alla radio, che la stavo sentendo, ero in macchina, c'era qualcuno che aveva chiamato e voleva dire la sua sull'accaduto. Voce del popolo... 
L'omicidio verrà valutato dalla magistratura, lo sappiamo, così come sappiamo che ora dopo ora si aggrava la posizione del pensionato Francesco Sicignano, accusato di omicidio volontario (non proprio uno scherzo). Forse proprio perché nessuno sembra scherzare nemmeno un po', che per strada e per le case e per i negozi e in televisione è tutto un (soc)corri (soc)corri per cercare di giustificare la pistola, lo sparo, il potenziale omicida.


Leggo pure che una delle regioni più industrializzate e civili d'Italia, la regione Lombardia, ha deciso di sostenere le spese legali del pensionato (o almeno proverà a farlo); e leggo che a Vaprio D'Adda dopo il fattaccio è stato organizzato un corteo da un gruppo di nazionalisti che cantavano l'inno nazionale sotto le finestre del pensionato che s'è affacciato mi pare e ha salutato. I fascistelli italici fanno sempre così, prendono un fatto che è successo e ci fanno un corteo o contro o a favore. E' successo pure nel mio paese, quando un mio vicino di casa è stato massacrato di botte e poi portato alla morte da un pestaggio in una discoteca. I fascistelli hanno fatto un corteo... sono andati in televisione... Non ho mai capito che cazzo c'entravano loro. 
Magari faccio peccato ma mi chiedo se è normale e civile che una Regione prenda le difese di un accusato di omicidio volontario. E magari faccio un altro peccato se mi chiedo se la Regione Lombardia avrebbe sostenuto le spese del processo anche se il proprietario della villetta fosse stato un rumeno, e il ladruncolo un italiano indigeno centro per centro lumbard. Sono sicuro al centro per centro di sì.

Quando mi chiamano degli amici che mi dicono o Dì, ho deciso, vado via, emigro, Inghilterra, Australia, Canada, Sud America, Stati Uniti... mi pare una cosa normale, civile, scappare da questi italiani qua che umiliano l'intelligenza, il lavoro dipendente, il vivere insieme... umiliano tutto per i loro bassi istinti di piccoli bottegai (mi scusino i bottegai, è un modo di dire... forse), di piccoli arricchiti (o di feroci impoveriti). Io insomma questi che mi se ne vogliono andare li capisco. Così come capisco perfettamente che le persone in fuga dalla fame e dalla guerra, da qualunque parte del mondo arrivino, considerino l'Italia solo come un inevitabile posto di blocco per andare altrove, via, chi vi s'incula?
Non ci vuole rimanere nessuno in Italia. Un po' come quelle case che non ci va mai nessuno a trovarle. O ci si passa solo davanti perché sennò come si fa ad andare a trovare chi vogliamo andare a trovare, col teletrasporto. 

Siccome per il momento non posso muovermi dagli italiani come pensavo di fare molto presto, non mi resta che fare come quella volta a Roma che facevo la tratta sul tram e c'avevo una malinconia dentro da farmi la pelle, non mi resta insomma che richiedere asilo ancora una volta alla mia sganasciata fantasia malinconica... e lo faccio volentieri. 
Tutto pur di non rimanere un minuto di più.