Un comizio d'amore

La partita di calcio, di Carlo Carrà


Quel giorno Luigi voleva a tutti i costi parlare di calcio con qualcuno (a parlare da solo non c'era gusto, lui era già convinto). Era andato per questo in piazza per trovare qualche vecchio seduto sulle panchine vicino alle aiuole da non pestare ma non conosceva nessuno e quelli che conosceva che abbordò non volevano parlare di calcio, forse perché vedevano 'sta foga bambinesca di Luigi di voler parlare delle prodezze della squadra locale, prodezze tragiche, ben inteso, tragicomiche, semmai, e quindi la piazza gli disse male. Conosceva uno che aveva una pompa di benzina, Pietro D'Annunzio (ce ne sono molti di gente con questo cognome da me), e appena arrivò, c'era la moglie e il figlio ma Pietro, famoso per il grande fanatismo calcistico e le nomee di scalmanato e picchiapugni da stadio non c'era, non lo sapevano dov'era, forse da Alessandro, là la pizzeria, forse, allora Luigi andò da Alessandro, pizze d'asporto e famiglia, ma non stava manco aperto ancora, era lunedì, a quell'ora non apriva più, e Pietro? ddò stava? non è che c'aveva la commara pure lui? che faceva le corna alla moglie? altro che stadio e trasferte, quello era da un po' che non si vedeva al campo... non è che diceva che andava in trasferta e nel frattempo andava a frecare con qualche biondina?... Hai capito Pietro... Pietro non c'era, la pizzeria... non c'era. Allora cercò l'affondo e andò a fare un po' di spesa ma in bottega nonostante avesse cincischiato dieci minuti davanti allo scaffale prima di prendere un mezzo chilo di pane comunale di merda senza sale, c'erano solo donne all'intorno, fu costretto a desistere... si diresse alla cassa, mise sul rullo il pane, disse al cassiere "che bella giornata eh, che tempo matto che ci sta... mai come ieri però... che piova che è venuta... che i nostri so' cenci cenci, però pioveva forte... là quand'è così giochi alla morte e" e il cassiere non sapeva cosa dire, il pomeriggio era stato nella camera della ragazza a scopare e comunque del calcio non gliene fregava niente, gli mise il resto in mano e gli augurò una buona serata. La serata... una buona serata... pare facile. E con chi parlo mò di questa mia teoria, si disse? Poteva parlarne colla maglie? Macché, non ne sapeva niente lei d' pallò, come si dice, eppoi era lunedì, c'era sicuramente una fiction civile su Rai1, meglio non disturbarla meglio non contrariarla a tavola... Lui voleva parlare di calcio con una persona davvero competente ma non aveva nessuno con cui esprimere la sua segreta ermeneutica della partita del giorno prima e del suo schema tattico perfetto... per lui il guaio erano stati i terzini e quel maledetto 3-5-2 che andava tanto in voga mò che pure nelle categorie più infime lo mettevano... ma si poteva! era una cosa assurda... A chi lo poteva dire? Vabbene, si disse, aveva promesso di non farlo più è vero ma suvvia un'ultima volta, poi basta; la volta prima dopo il suo exploit gli avevano riappeso, s'erano segnati il numero di telefono e se richiamava non gli rispondevano più (non gli avevano risposto più per due mesi)... Anche solo per un po' d'orgoglio Luì, lascia perdere... si diceva... Poteva desistere... invece no, non ce la faceva più, doveva sfogare quel sapere da qualche parte e meglio che mettersi al cesso a parlare da solo andando avanti e indietro per il piccolo corridoio tra i servizi igienici tantovaleva parlare al telefono colla trasmissione in diretta A tutto campo, quelli che l'avevano sfanculato la volta scorsa... aveva promesso a sé stesso ma... 
Chiamò. Risposero. Nessuno lo riconobbe (figuriamoci, di sti tempi, co' tutti 'i stagisti e i volontari e i sottopagati che passano nelle redazioni non c'era pericolo di imbattersi in qualcuno per più d'un mese di fila), la sua chiamata fu filtrata e arrivò al presentatore, Buonasera... (sospirò)... sono Luigi da G.... volevo dire che la partita di ieri tatticamente parlando è stata uno scandalo... u no scan da lo! ma può esse' che i terzini in questo benedetto 3-5-2 che si sono inventati in Spagna... ecc ecc. 
Dopo qualche minuto, la linea cadde (o fu fatta cadere, che bel verbo) o gli fu tolta, ma Luigi non se ne accorse, o se ne accorse ma sperava di sbagliarsi, continuò il suo comizio fino alla fine fine, spremendo il limone del suo segreto tattico fino all'ultima goccia, poi con un fare da grand'uomo chiuse il discorso e disse "grazie di avermi voluto ascoltare stasera, davvero" e tappò la cornetta. 
Rimase qualche secondo fermo davanti all'apparecchio. Poi lo risentì... il cuore. 
Già scalciava come un asino rinchiuso per la trasferta della domenica dopo. 

Commenti

  1. Gli do il numero di cellulare del mi' figliolo juventino[*]. Così smoccolano finché gli pare e piace.

    [*]: non è colpa mia.

    RispondiElimina
  2. Dinemica sportiva? pronto? pronto? Buonasera.
    Per me si tratterebbe di un chiaro fallimento anche se arrivasse in quarta posizione con l'attuale divario dal Napoli (quindici punti), poiché a campionato praticamente sfinito a nulla varrebbero i punti che riuscirebbe a chiavarsi 'int' 'a sacca su squadre prive di ambizioni e che, addirittura potrebbero considerare l'europalig come una noia. Parliamo di una Inter che, a campionato chiuso a chiave, sta in quattro punti con Parma, Atalanta e Lazio: che chiavica! Squadra senza sussulti, poco valorizzata (ops, la quotazione di Jonathan cresce da 2 a 5 milioni, a faccia do cazz'!) e piena di cancrene non ancora amputate. Le scusanti che arreca e arrecherà Mr. Miraholo non faranno fesso nessuno, così come i suoi patetici sofismi nel paragonare la sua Inter a quella di Stramaccioni, mapperò non a tutta, solo a quella del girone di ritorno... Chest'è! Tuu tuu tuu tuu tuu tuu

    ilMatt: ricordo quand'ero fanciullo sognavo una maglia e un pallon/sentendo la curva che canta io provo la stessa emozion/e quando il Napoli è in campo fortissimo batte il mio cuor/la voce mi trema e son certo che il Napoli è l'unico amor! cia' Din :P https://www.youtube.com/watch?v=0VFX8dh6Xw4

    RispondiElimina
  3. Ciao Matt, benriletto. Dove ti eri cacciato? E mi torni proprio adesso che il campionato è chiuso a quattro mandate? Insieme si poteva mettere in panchina Inler (cannavaro c'hanno pensato da soli) e recuperare hamsik. Vabbè, per l'anno prossimo. Statti bene.

    Roby: un figlio juventino... non ti invidio. Io se faccio un figlio o lo chiamo Emilio o Ugo però mi deve diventare tifoso della Sampdoria, sennò lo diseredo... che poi essendo io proletario, e lui è l'unica eredità, mi sa che mi conviene se mi esce juventino...
    Bel colpo Bob!

    Comunque volevo dire che io ho un amico milaniano doc (cioè doc doc no, è metà milaniano e metà livorniano) il quale da quando è piccolo tifa Bari. Oggi dei galletti non si perde manco una trasferta né una partita in casa (che per lui milaniano so' tutte trasferte) e una volta a Genova c'ha preso pure gli schiaffi da quelli del Genoa (infatti forza Samp!). Un mese fa mi ha scritto che se il Bari fallisce e torna all'interregionale a giocare sui campi (di grano) battuti lui pianta tutto (pure il grano) e va a vivere giù e si rovina, si spara tutti i suoi averi nei campionati interregionali.
    Ho un altro amico di Como Como che tifa sfegatato sfegatato la Roma di capitan totti (avevo pensato di chiamarlo a c'è posta per te e fargli conoscere il capitano). Non si fa tante trasferte ma quando la Roma gioca al San Siro non si perde un cazzo di minuto di Milan-Roma o Inter-Roma. Bestemmia tantissimo se la sua squadra del cuore prende gol o riceve torti arbitrali.
    Se vi chiedete perché uno sudista come me ha tanti amici nordisti è perché ho lavorato qualche tempo su, forse pure perché come sudista sono sempre un po' stato nordista. Cioè non molto caloroso (che poi da me tanti calorosi non ci sono, a parte le donne innamorate e gli uomini infoiati).

    RispondiElimina
  4. La ragione per la quale il figliuolo è juventino mi è ignota. A un certo punto s'è interessato di calcio e s'è attaccato alla Juve (non ci sono tram nel paese in cui abito). Pure l'altro figliuolo ha provato a fare tifo per la Juve, ma, ossessionato dalla petulanza iperjuventina di questo, ha rapidamente cambiato bandiera: è diventato tifoso del Chievo (lui è naturalmente un difensore dei più deboli) poi, in seguito a suggestioni da compagni di scuola, è passato all'Inter. Però senza troppa convinzione. Così ho due figli: uno moderatissimamente tifoso dell'Inter, l'altro ultras juventino. Non ho spiegazioni razionali per tutto questo. So solo che l'iperjuventino, se non si smorza un po', lo diseredo. Anzi, no; che lo diseredo a fare? Tanto non ci ho un cacchio da lasciargli (salvo qualche migliaia di libri e di dischi ai quali, per altro, non riesco affatto a farlo appassionare). Eppoi già gli ho detto: i soldi per le trasferte te li procuri da te, ché qui non c'è trippa per gatti bianconeri.

    RispondiElimina

Posta un commento