Campagna matrigna


Non dovevo cantar vittoria così in fretta, sulla storia della questua del voto al sottoscritto dico, è bastato infatti che uscissi un attimo all'aria, che scampagnassi un secondo, qualche sera fa, stranamente attirato dalla festicciola paesana, attendente come sempre la cerimonia (e la cerimoniosità) degli spari, ovvero in buon italiano dei fuochi artificiali di mezzanotte più o meno, che eccoti proprio nel bel mezzo del breve corso (che a correrlo ci si mette - pure io che non corro mai - mezzo minuto e a camminarlo non più di due, ditemi voi che "corso" sarebbe...), vengo agucchiato da un vecchio amico... o meglio da quella categoria di persone per cui la mia famigerata e mai diligentemente imitata arte del saluto andante o volante non può funzionare, c'è troppa o c'è stata troppa confidenza, si passa per scontrosi maleducati inurbani e inadempienti... che diciamocelo non è che me ne importi tanto ma se una persona fa le viste di venirti incontro a braccia spalancate e accoglienti è difficile scantonarsi con eleganza e grazia... nonglielafai...
L'amico mi propone dei santini, dei bigliettini elettorali insomma, uno dei quali ritrae la fanciulla che sta al suo fianco in quel momento, che in foto è decente ride pure ma dal vivo è una cozza, la quale mi si presenta dicendomi che lei è l'antipolitica colla stessa leggerezza di una che chiede un osso per il brodo al macellaio... al che io che non mi posso stare mai zitto gli dico allora perché ti candidi a fare la politica? So' cose assurde, no? un po' come il padre fascista di un mio amico che da quando ha diciotto anni (il padre del mio amico intendo), forse anche prima non lo so, che si professa antidemocratico ma poi non fa altro che farsi ritrovare scritto come candidato ogni tre per due al comune o alla regione con questa o quell'altra lista civica... mbù, so' cose assurde, secondo me.
La psicologia però è strepitosa in questo, perché è una fabbrica formidabile di scuse e giustificazioni, per sé stessi... per gli altri, sti cazzi... com'era il film? io so' io e voi... 
Fossi un po' meno svilito e scocciato e con più energie da distribuire (ché la ggente è faticosa peggio di una scarpata in montagna) mi interesserebbe pure indagare questo tipo di incoerenza che trovo più scanzonata, più sfumata, più casereccia, meno mainstream se si può dire così cioè non è propriamente il discorso demagogico puro o il politico che fa le girandole tra una poltrona e un'altra, che passa da un partito a un altro o non fa il suo dovere, qui stiamo parlando di una stupidità, di una mediocrità, di una leggerezza del parlare, del pensare ovvero di dire sciocchezze senza accorgersene, che ha più a che fare colla coglionaggine che colla corruzione o la semplice malafede. E io mentre guardavo questi spari in cielo mi chiedevo se ne vale la pena di mettersi a ragionare di questi coglioni che vagano in giro alla ricerca di chissà quale visibilità, per tappare chissà quale grande o piccolo buco nell'infanzia, magari in qualche domenica passata in famiglia o al mare o in mezzo ai petardi, chissà quale strappo nell'ordine delle loro giornatelle... ha senso? Mica tanto. 
A fine sparo me ne sono bello tornato a casa.
Il giorno dopo, al bar (un bar praticamente deserto e sconsolato dopo il dì di festa), uno dei baristi mi ha chiesto come mai c'avevo la faccia tanto arposata... ma nn cì venut alla fesct? Ci so' venuto, ci so' venuto... ma mi so' pure rotto il cazzo e me ne sono tornato a dormire appena dopo gli spari. A quel punto mi ha detto che avevo fatto bene io ché lui che se n'era andato alle quattro a dormire e aveva aperto il bar alle otto non si reggeva quasi più in piedi (erano le due del pomeriggio) e stava mezzomorto là dietro al bancone a fare i caffè e a servire gli amari (a chi non lo so, c'ero solo io da ore)... 
Comunque, volevo solo dire che delle volte, quando stai giù di corda o addoloroso, tanto meglio essere stanchi dietro a un bancone, col capo sfasciato, perché si soffre di meno, non c'hai le energie, per soffrire, se invece qualche ora t'è riuscito di pigliare sonno e c'hai un po' di ore di riposo nel battitore, stai più male, soffri come il minimo il doppio, rispetto al barista, quindi anche se al barista beone non gliel'ho detta sta cosa che pensavo, alla fine lo invidiavo che aveva dormito tre ore scarse e s'era attaccato al fiasco e aveva fatto straordinarie gozzoviglie e lo invidiavo soprattutto che ora stava là dietro al bancone mezzo crepato, perché io che c'avevo diverse ore di sonno e riposo nel battitore e una tiepida depressione su dentro la coccia (più due santini elettorali raccattati al corso in tasca) non stavo certo meglio di lui. Anzi. Non mi reggevo in piedi proprio... e m'ero quasi dovuto allungare sopra le seggiole...
Insomma, sta campagna elettorale col cazzo che è brasiliana e carioca o meravigliao. Secondo me è più austriaca (piove pure in continuazione che cazzo), longobarda, come campagna elettorale... 'na campagna di Russia - e c'è da dire che pure il politico brasiliano di cui in un altro pezzo, pure lui, alla festicciola, non c'è venuto, che può pure essere una trovata d'assenteismo pesante, in positivo, per attirare gli sdegnosi (secondo anche il famoso monologhetto di Nanni Moretti), non lo so; ad ogni modo mi sa che non ci vado manco quest'anno, a votare, alle comunali sicuro di no... non c'ho voglia, eppoi se ti promettono il Brasile e finisci in Prussia o in Siberia che marinai sono sti politici? sti antipolitici?... Che matrigne sono, ste campagne elettorali?

Commenti

  1. ciài visto veramente giusto, dinamo. so d'accodd. come diceva il fratello della buonanima di mike-bongiorno, la gente sono il più grande spettacolo del mondo, soprattutto quando la gente si arricetta.
    stavo aspettando mio fratello a un pizzo di via marina
    seduti a uno di quei totem pubblicitari che sembrano dei cazzi allerta, vi erano due fidanzatini in piena pubertà.
    ma non erano soli.
    oltre che da me, che li fissavo come carlo lucarelli, essi erano affiancati dalla sorellina di lei, che era stata mandata lì dalla mamma affinchè fungesse da spia/monito/avvertimento nel caso in cui ai due fosse venuta in mente la malsana idea di fare zozzarie.
    nonostante ciò, essi hanno iniziato ad ammoccarsi come se non ci fosse un domani.
    ma non per amore.
    solo per selfie.
    difatti egli reggeva un aifon e scattava compulsivamente foto.
    autoscatti co loro due che si baciavano ponta-ponta.
    autoscatti co lei che dava un bacio sulla guancia di lui, ed egli che si fingeva imbarazzato.
    autoscatti co lui che stringeva forte lei, cercando di non farsi impallare il ciuffo.
    autoscatti co le lingue da fuori.
    autoscatti co lui co la lingua da fuori, e lei che gli dava un bacio sulle natiche.
    autoscatti co lei co la lingua da fuori, e lui che pregava verso la mecca.
    lo giuro, non ho mai visto così tante foto in un minuto.
    forse ne faranno un video in slowmotion.
    la piccola vedetta era ormai ai conati di vomito.
    non poteva muoversi da lì per assolvere il compito di insider trading che la madre le aveva assegnato.
    solo che non sapeva più dove guardare per non assistere a quei vuommchi.
    motivo per il quale più volte ha incrociato il mio sguardo.
    e io le facevo la faccia a pacienza più solidale che riuscivo ad assumere, nonostante personalmente stessi vivendo uno dei momenti più interessanti della mia carriera decennale da guardone di schifezze.
    bell e buono il colpo di scena.
    passano due bambini in bici.
    roba di massimo dieci anni.
    in due.
    di galera.
    uno dei due uagliuncielli guarda i fidanzatini, e con il disgusto di mariomerola che ha appena saputo che il figlio non vuole zappare perchè da poco s'è fatto la colata di gel, esclama
    AZZ MA CHIST NUN E' NU SERFI... E' NA FOTOCRAFIA P'O CERTIFICAT 'E RICOVERO.
    si chiude il sipario.
    è la fine.

    ciao
    albè



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