Ho detto tutto

Di storie stasera c’è questa. Un giorno, senza nessun apparente motivo, un blog di provincia, come si direbbe "dall’oggi al domani", sparì dalla rete… vanificato, vaporizzato da tutte le blogosfere note e ignote; a chi come d’abitudine o vezzo o passatempo batteva il naso sul suo indirizzo da quel momento apparve scritto blog rimosso o inesistente… "blog rimosso o inesistente"… vacci a capire qualcosa, il lettore è smarrito, specie chi non sia troppo pratico delle internetterie, che come si mette a toccare qualche tasto, filo o levetta per impulso gli sembra di fare i danni mondiali – sapete no come vanno ‘ste cose qua, uno vede che un sito è stato rimosso, non è che si mette a fare chissà quante domande oddio che sarà successo di qua oddio che jì sarà successo di là, specie per un blog tanto scaciutto e scampagnato com’era quello in questione che passava per essere il foglio di uno che andava dicendo un sacco di fregnacce… è stato rimosso, evvabbè, è stato rimosso, pacienza… è inesistente, evvabbè, dice, mi sarò sbagliato le altre volte, se è inesistente è inesistente, che ci posso fare io mò, sarà un virus, n’haker come si chiamano, che ne so io, che mi ci devo rovinare la salute, mi ci devo fa’ venì ‘na malattia per un blog di quart’ordine che non si trova più? Faccia la pace sua.
Invece sotto c’era, come si dice, il merlo… o comunque qualcosa che non quadrava troppo. Ci sarebbe voluto un gran detective, un galantuomo investigativo, scientifico, scrupoloso, cervellotico ma gli è che non c’erano, o più probabilmente si ritenevano di non palesarsi. 
Dopo qualche giorno infatti il malcapitato autore (l’autore del blog, ovviamente) che non si spiegava dove fosse finito il suo giocattolino internettiano e riavviava di continuo il computer nella speranza di rivederlo affiorare da qualche parte nello schermo, per colmo di disgrazia sparì inspiegabilmente pure lui – rimosso o inesistente?... su di lui, a dire il vero, non c'era scritto niente e comunque nessuno batteva il naso su questa richiesta (cioè non se lo fischiava nessuno ‘sto poveraccio dell’autore del blog). Per di più, siccome nessuno reclamò nulla e visto che l'autore del blog non lavorava (non aveva perciò neanche mogli, suoceri, figli e parenti) e gli amici si scordarono presto di lui pensando che non si degnasse di rispondere più al telefono come al suo solito e le email di qualche affezionato lettore non c'era più nessuno disposto a leggerle e caddero nel vuoto, ben presto un progetto urbanistico ambizioso e aggressivo invase la sua (ex) vita, o meglio la sua scomparsa, e approfittando della situazione assenteistica del casiere gli espropriarono la proprietà e rasero al suolo la sua vecchia residenza. 
In quei terreni e nei terreni della valle attorno (venduti dai contadini o brutalmente strappati alle loro braccia a colpi di forza giuridica – sapete come succede in questi casi qua no?) fu costruito un bellissimo centro commerciale a forma di ferro di cavallo come se ne vedono a iosa nel nostro paese, era questo lo scopo del tale progetto soprascritto, erigere un bel centruccio commerciale che presto risultò ben frequentato sia nei giorni campali sia in quelli festivi (non sappiamo se oltre a frequentarlo la gente ci comprava pure qualcosa, visto che oggi, lo sanno tutti, in questi posti si va anche solo a fare le vasche come un tempo nei corsi paesaggistici) perché il posto era ottimo per certi traffici e invece, dicevano gli esperti, grano e patate che c’erano prima si coltivavano male, e avevano pure fatto l’acido, agli occhi di chi ci viveva e passava (anche per i turisti) che erano comunque una cifra ridicola rispetto a quelle di adesso... volete mettere stare al chiuso a guardare i vestiti o stare alle intemperie aperte ad ammiare le canne delle pommadore o le faccine dei girasoli? – il nostro autore, sia detto di lato, non s'era mai manifestato contrario al centro commerciale (se ne parlava da anni, come dell'inceneritore) ma nel suo podere si può dire ci coltivava solo le sue frustrazioni e malinconie, qualche pomodoro d’estate e un po' di cicoria e rape, d'inverno, per il risotto. 
A differenza di quello che si potrebbe pensare da una storia del genere (tra il gotico, il poliziesco e il fantascientifico: un bel colpo) nemmeno a Media World, la catena computeristica, né altrove nei vari negozi e bottegole del complesso commerciale appena edificato, si ricevettero mai onde, raggi di vita o interferenze del blog scomparso; né dell'autore del blog il quale non mise mai in allarme nessun cliente, non fece epifanie di nessun genere, non spaventò le mamme che accompagnavano i figlioli al bagno o gli automobilisti che andavano a riprendere le macchine nei parcheggi sotterranei. Insomma, l’autore scomparso nel nulla si comportò su questo punto da vero signore, rifiutandosi sempre, dobbiamo credere categoricamente, a esercitare il suo diritto e la sua licenza di fantasma o di fantasia epifanica nel perimetro commerciale o altrove. Il blog e il suo autore erano radicalmente scomparsi dalla circolazione e basta punto... con buona pace degli scrittori di paura, dei ghost-stories e sopradittutto dei loro accanitici lettori, qui non c'è nessun fantasma, né nessun amore, né niente, come sempre, pensate addirittura che sulla sparizione dell’autore non venne mai avviata un'inchiesta, non fu mai aperto un fascicolo, niente… non fu chiamata nemmeno la pur volitiva redazione di Chi l'ha visto?... e chi la doveva chiamare? ma chi l'aveva mai visto, prima di scomparire?

D'altronde non era altro che l’inutile blog di un autore svanito…

Oppure dobbiamo pensare, più semplicisticamente, che avesse già detto tutto?


Nota finale, stavolta ad opera dell’autore del blog questo qua, il ponte lunare, che se qualcuno vuole vedere come alterego di quello della favoletta là, sopra, che va scomparendo di punto in bianco, faccia pure, io non mi vi oppongo, tanto la gente pensa sempre quello che gli pare e piace a lei, che gli fa più comodo, figuriamoci se mi metto a questionare per così poco. Vedete chi volete dove più volete. Io vedo la televisione, per esempio, poi mi sento in colpa ma è un altro paio di maniche. A tal uopo di televisione, volevo proprio dire che sto talmente male di coccia ultimamente, ma talmente male di coccia, ultimamente, che l'altra sera in tv quando ho visto che non c’era più Paolo Bonolis a condurre Avanti un altro! ma Jerry Scotti ci sono rimasto male in una maniera assurda che non vi dico… e come diceva Peppino, ‘ho detto tutto’.  


Commenti

  1. al titolo non crede nemmeno il prete, anche perché il prete sa che dalla rete non scompare niente

    ti suggerirei di riscrivere l'articolo

    lalo cura

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  2. Lalo, grazie d'essere passato e di averci inviato la tua proposta di suggerimento.

    Avvertenza redazionale:
    Tutti i suggerimenti ricevuti verranno esaminati dalla squadra di lettura, composta da 2 carpentieri, 2 manovali, 1 capomastro e da 1/2 geometra il quale non avrà però alcuna voce in capitolo. I tempi di risposta potrebbero non essere brevi e di questo ci scusiamo in anticipo. Di solito ci piace fornire a tutti una risposta, talvolta anche motivata ma non sempre siamo in grado di motivare le nostre decisioni. Se entro sei mesi non avrete ricevuto né una risposta motivata né una immotivata, vorrà dire che il suggerimento è stato ingoiato dalla betoniera. I suggerimenti non verranno in nessun caso restituiti (l'unica fonte di riscaldamento dei nostri locali è un caminetto).

    Lalo, data la nostra conoscenza per il web, non doverei dirlo ma la tua proposta suggerimentale verrà esaminata prima. Se non ricevi una risposta affermativa entro due minuti e sette secondi, ti suggerirei di riscrivere il suggerimento.

    Grazie a tutti della collaborazione.

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  3. ci avrai pensato a lungo, immagino, prima di scrivere questa risposta così articolata...

    d., al di là dell'ironia che farebbe rabbrividire anche boldi e de sica, a me questo tuo raccontino sembra una excusatio non petita, con tutto ciò che ne consegue...

    ad ogni modo, nel caso gli interessi, fa sapere al protagonista della tua storiella che esiste una riproduzione integrale del blog perduto, commenti compresi
    se ne vuole una copia gliela mando
    ne vuoi una anche tu?

    lalo cura

    RispondiElimina
  4. Lalo, penso che se uno legge un racconto e non gli piace basta che lo dica, sarebbe meglio se con un che di motivazione e con meno luoghi comuni (e magari pensandoci qualche secondo di più prima di commentare).
    Ti informo, a fine di preambolo, che non sono in cerca di editor e se lo fossi, sappi che ti ho letto abbastanza in rete da non essere interessato alle tue prestazioni. Ti spiego anche perché.
    Nei tuoi due commenti, oltre ai toni come al solito aggressivi e ridondanti ai quali abbiamo fatto il callo, c'è una sola cosa su cui posso rispondere perché attiene al testo ed è sull'excusatio non petita. Secondo me, forse mi sbaglio, ma hai letto il racconto dalla parte sbagliata, calibrandola sullo scrivente, quando invece facevi meglio a leggere pacificamente il testo per quel che è, senza vederci dentro chissà quali scuse o arrampicamenti, tantopiù che io non mi scuso di niente, racconto semplicemente una storia inventata di sana pianta, una parodia editorial-surreale su un autore di fantasia (piccandomi di scherzare coi lettori su una presunta immedesimazione che rientra nell'autodelegittimazione e autodenigrazione cui sottopongo il mio nomignolo). La storia se ci tieni trae spunto dall'esasperazione di una vicenda vera di alcuni conoscenti che si sono visti espropriare la casa per l'ampliamento di uno snodo autostradale.
    E' una storia umoristica di scrittori e scritture, punto. Fa schifo? E' scritta male? Fa cacare? Ok, ci sta, lo accetto, ma le tue obiezioni mi sembrano fuori fuoco rispetto al testo, poi pensala come ti pare, le interpretazioni come sempre si possono sprecare.
    Ti saluto.

    RispondiElimina
  5. "toni come al solito aggressivi"
    ma cosa? il prete? il suggerimento?

    ti urti per così poco, d.? dai, non è da te, pensa a cosa diranno i tuoi vecchi compagni di scuola che ti conoscono come un ragazzo sobrio ed equilibrato

    sono intervenuto solo perché il racconto mi interessa molto, coincidenze comprese, anch'io sto lavorando sul tema dei blog scomparsi o cancellati e sono in procinto di aprire uno spazio, tempo un paio di mesi, dove ripubblicare tutto ciò che è stato salvato dall'oblio
    inizieremo con uno che si chiamava "morgue", che riverseremo integralmente day by day ripetendo l'ordine di uscita originale delle postate
    morgue sarà anche il titolo del nostro blog di ripescaggi, con una rubrica fissa dedicata ai confronti col presente dal titolo "imenoplastica"

    ti saluto e spero di averti tra i commentatori, anzi sono quasi certo che non mancherai

    lalo cura

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  6. Aggressivo è chi si accanisce sulle persone. Ma sono d'accordo con te, i tuoi toni non sono aggressivi, sono patetici. Non sei in grado di fare - o non vuoi, vedi tu la migliore - un ragionamento serio sul racconto (e questo lo si poteva intuire già da alcuni gusti che dimorano da tempo dalle tue parti ma non ci volevo credere, te lo assicuro) e punto sul vivo invece di ammettere di aver sbagliato lettura la ributti sul personale.
    Complimenti, evidentemente ti dà più soddisfazione fare così, avrai i tuoi motivi, ma sono fatti tuoi, Lalo; io avrò tanti eteronimi quanti difetti e avrò aperto tanti cantieri e blog (ce ne sono anche altri, lo sapevi?, nuovissimi, ti do 'sta news, ne sarai contento), che però almeno nel tempo testimoniano un'evoluzione, una riscrittura, o uno sviluppo è meglio dire così, letterario e di pensiero e anche d'immaginario e voce (d'altronde sono giovane, faccio gli esperimenti, e posso sbagliarmi), certo non arriverò mai al tuo livello, di canti e letture del mondo, sono limitato... però come scrittore di nullità ti assicuro faccio continui passi in avanti, lo puoi vedere anche tu (non mi apprezzavi anche per questo?), e anche come lettore, di nullità, è tutto un continuo progredirmi; su questo punto, permettimi però di rivelarti anche io un segreto, t'avevo già da un po' di tempo eletto mio incontrastato personal-trainer.

    Ah, come scrittore di paura però non sei granché.
    Torna a cantare il mondo che t'includi. Ti viene benissimo.

    Un caro saluto e non ti offendere se continuo a tenermi a distanza da te come tempo addietro decisi di tenermi a distanza da altri riguradevoli compagni di scuola.

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