I due professionisti Santoro e Berlusconi

Io sinceramente non lo so se ci sono o se ci fanno. Forse tutte e due le cose, si dice in questi casi: tutt'e due (ma più la seconda). 
La domanda non dovrebbe suonare nuova, perché noi il giornalismo di Santoro e Berlusconi li conosciamo da tanto tempo, oh se li conosciamo! 
Ieri sera però nel confronto sulla7 che li ha visti fronteggiarsi come due eserciti di cartapesta sotto gli occhi di un pubblico sempre più bambino... davanti a questa battaglietta televisiva che dura da lustri e che ieri sera s'è composta nello stesso studiolo "pubblico" anche i più scettici si sarebbero dovuti convincere che l'informazione in Italia è show e basta, anche se la fa Santoro, anzi, a maggior ragione se la fa uno come Santoro che in questi anni ha contribuito in misura corposa a trasformare la Politica in spettacolo giornalistico, intrattenimento di prima serata, racconto romanzesco, punti-share. 
Certo, Santoro è uno che fa parlare anche la classe operaia che nelle narrazioni dominanti non ha praticamente cittadinanza, e gliene va dato atto, ma se lo fai spesso per smerdare indistintamente tutta la classe politica allora è anche un'altra faccenda. E' populismo, e proprio da lui che si dice di sinistra non è accettabile. 

Per spazzare via uno che s'è arricchito con la politica, come Berlusconi, bastava parlare di Politica. Non bisognava fare il cabaret, arte dove entrambi, conduttore e intervistato, eccellono. 
Invece Santoro sa che alla gente della politica non gliene pò fregà de meno, perché non la capisce, non l'appassiona, perché alla gente diceva qualcuno piacciono le storie, e allora ha rimesso in piedi il teatrino berlusconismo-antiberlusconismo ad uso e consumo della sua rete e dell'ex premier. 
La commedia da cortile ha ovviamente sortito l'audience sospirata e Berlusconi, secondo le stime, dovrebbe aver riportato all'ovile alcune pecorelle smarrite del vecchio elettorato.
Tutti pari, tutti contenti. 

Sempre sulla7, ieri sera, pochi minuti prima di Servizio Pubblico, ad 8 1/2, la Gruber chiudeva la sua intervista a Massimo D'Alema chiedendogli cosa si sarebbe sentito di consigliare a Berlusconi e Santoro in vista della imminente contesa: D'Alema rispondeva che non si sarebbe mai permesso di dar consigli a due professionisti come loro. 
A buon intenditore...

Commenti

  1. daver, 'na tristezza...

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  2. Ormai il battage per le elezioni è sempre più simile a quello presidenziale di stampo USA: uno show. E funzionano gli show-men. Purtroppo. La politica è un'altra cosa, probabilmente faccio più politica io quando vado a fare i presidi contro il circo. :-D (nel senso che, cosa vuoi che passi attraverso la tv se non il teatrino populista?).

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  3. Il problema, per come la vedo io, è che tutto è diventato spettacolo e intrattenimento, dall'arte alla politica agli sport e via dicendo. Ciò comporta una estenuante semplificazione di tutto e tutti che non è accettabile... per raggiungere questo bisogna tagliare e ritagliare limare e spampanare qualsiasi opera umana per farla poi entrare nell'imbuto del mediocre e del narrabile... A ogni pulsione di ribellismo civile il mercato rifila uno stoccaggio di idee e narrazioni. Santoro fa parte di questa fabbrica anche abbastanza sputtanata ormai. Ma ce ne sono a bizzeffe: pensa a Grillo, a Travaglio, a Paolo Bernard ed ultimamente a tutti quelli che tengono corsi di economia complottista sui blog e in giro per le tv. Il risultato finale di tutti questi processi è il controllo, e tuttosommato la stabilità civile... dato che sono macchinari di pensiero che non permettono di andare oltre ciò che viene narrato.

    mbò, vacci a capire...

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  4. culatello bersani a radio 24. riuscirà mai a completare una frase di senso compiuto senza lasciarla a metà e poi dire “cerchiamo di capirci..”, “no perchè qui…”, “..e quelle cose li..” ?
    E affermazioni tipo “.. io penso che le cose sono così perchè… perchè sono così!” dobbiamo interpretarle come pensieri profondi?
    Scusate l’OT che tra l’altro non vuole essere di p'arte.

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  5. Per quanto io creda che il Pd e il suo leader dovrebbero essere qualcosa più a sinistra di quanto non siano (ma evidentemente in Italia, per varie ragioni, ad un partito maggioritario di sinistra non è possibile essere più a sinistra di così), Bersani per me è un buonissimo politico (nell'accezione positiva del termine). Non baso ad ogni modo le mie valutazioni politiche nei suoi confronti su come ha potuto parlare a radio 24: ti dirò che trovo simpatico il suo modo di esprimersi (per quanto preferisca l'eloquio di D'Alema o di Landini). Restando poi sul piano linguistico penso che pure tu "culatello bersani" te lo potevi risparmiare visto che per altro mi sembra anche un po' di p'arte, e non delle migliori.
    Ciao

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  6. [...]C’è di più: per dar luogo alla spiegazione, l’invenzione deve essere chimicamente libera da spiegazioni a priori, deve nascere da un autentico vuoto di pensiero o di discorso, e questo vuoto è il romanzesco.

    Lì sta la differenza con il romanzo ideologico, il falso romanzo [...]

    non c'entra, ma ok

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