Probabilmente l'unico razzismo che esiste davvero è quello contro la povertà, ovvero quello finanziato da chi ha di più contro chi ha di meno, assoldando alla propria causa i ceti meno abbienti... assurdo vero?


Tra Hilda Dietrich e me c'era un vincolo che ci avrebbe tenuti assieme per sempre: ci detestavamo a vicenda. Lei non aveva mai perdonato ad Harriet di essere diventata mia moglie, e io non avevo mai perdonato a lei di essere la madre di mia moglie.
Era la mia origine italiana che Hilda trovava insopportabile. Ormai San Elmo è cambiata, ma quarant'anni fa la città era italiana per un terzo. I sangue blu della zona, gli americani protestanti - gli Schmid, gli Eicheldorn, i Kisberg e i Dietrich - scoprirono d'improvviso d'essere gli inorriditi vicini dei rumorosi dago (immigrati italiani) che lavoravano lungo i binari della Southern Pacific. 

Costoro si moltiplicavano in famiglie numerose di carnagione spudoratamente scura e stavano costruendo una chiesa cattolica romana per officiare le loro primitive superstizioni.
Con l'avvento del proibizionismo, molti di questi guinea si erano dedicati al contrabbando. Avevano comprato terre e vigneti, e avevano acquisito una fastidiosa rispettabilità nonostante qualche attentato e un paio di regolamenti di conti tra bande rivali. Nel 1926 la facciata del Café Roma era stata fatta saltare in aria, e nel 1931 un gangster di nome Petrosini era stato ucciso all'angolo tra la Lincoln e la Vernon. Le pallottole che avevano ucciso Petrosini si erano conficcate profondamente in un palo del telefono lì vicino, e da allora in poi i bambini di ogni generazione avevano sondato quei fori, come tanti piccoli santommasi che infilavano il loro dito dubbioso nelle stimmate del Salvatore.
Ai tempi di Franklin Roosevelt, Hilda Dietrich aveva quarant'anni, era una casalinga e una madre, maritata al reverendo Herman Dietrich, pastore della chiesa luterana. Come suo marito, che predicava altrettanto dal pulpito, la signora Dietrich era assolutamente persuasa che gli italiani fossero creature di sangue africano, che tutti gli italiani girassero col coltello, e che la nazione si trovava ormai nelle grinfie della mafia. Non era una teoria estremistica. Un mucchio di gente preoccupata la pensava così, soprattutto gli italoamericani.

(da La confraternita del Chianti, John Fante)

Commenti

  1. Bella pagina, ecco perché ho sempre pensato che La confraternita sia uno dei migliori del nostro.

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  2. Lo è, uno dei suoi migliori, senz'ombra di dubbio. Anzi, è il suo migliore libro.
    A mio avviso, dopo La confraternita, il meglio di Fante è Il mio cane Stupido, inquadernato assieme a Orgia in A ovest di Roma... e anche Un anno terribile.
    Mi interessa, ma stranamente meno, la saga di Bandini, compreso il bellissimo Chiedi alla polvere...

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  3. Ma sai che il Il mio cane stupido non l'ho letto? Mi sa che mi manca. Oppure se l'ho letto, tanto tempo fa e non lo ricordo. Ad ogni modo, val la pena cercarlo.
    Riguardo Bandini, la saga in sé, le avventure ecc. sono meno interessanti, sono d'accordo, ma lui come personaggio è adorabile. Insomma, è stato un mio grande amore letterario ed avrà sempre un posticino di tutto riguardo nel mio cuoricino. :-D

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  4. non è assurdo....
    io credo fermamente in quel tipo di razzismo che hai citato.
    ahimè :(((

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