L'uomo in frack



Evvai Oltè! ce n'hai messo de tempo ma l'hai mannati a fanculo tutti questi... bravo! Bravo a Olteo... mò vie' co' noi. Cori cori Oltè 'nnamo. Sì sì... Tanto tu mò non c'hai più un cazzo da fa' no? Eh, Oltè... Sì Sì. Gniente. Da fà. Gnente... Annamo Oltè... Cori...
E così Olteo che aveva fatto la vita da mulo, li mandò a fanculo tutti quelli, e se ne andò assieme ai suonatori, agli artisti, ai merli, nel paese dei balocchi. E non è vero, non è vero, che divenne un ciuchino... ciuchino, mulo, asino, l'era stato prima... Olteo stava come un cavallo, fumava come un dannato, e l'hanno rivisto tutti al T.A, tornato anni dopo in paese per qualche ora, cantare L'uomo in frack. Come non l'avevano mai sentito cantare. 
Quel giorno dopo che lo sentii cantare partii di corsa pure io per il paese dei balocchi. E dietro a me tutti quelli che avevano sentito cantare L'uomo in frack da Olteo con una eleganza ma con una eleganza. E così via via, giorno dopo giorno, per i vicoli del paese non c'era più nessuno e poi più nessuno ancora, e ancora... finché tutto il paese se ne fu andato nel paese dei balocchi. Via. 
Nacque a questa maniera - chiedete a me - il paese fantasma di C. Nessuno tornò più. Molti rimasero nel paese dei balocchi, altri andarono via, colle loro gambe, umane; altri fecero dei giri, si persero... si innamorarono, morirono, si lasciarono. Ma nessuno è tornato a stare a C. che è rimasta deserta. Qualche volta sono tornato io, per un po' di turismo, mi sono seduto al vecchio bar dove oggi non c'è nessuno, ho fatto un tiro al flipper che s'è rotto, ho guardato il bancone la polvere il grembiule di Marlene. Ho detto vabbene, sono andato via. 
Perciò, parlo ai turisti, se passate verso quel paese fantasma, dove se ne sono andati tutti, non vi lasciate suggestionare dalle fantasie. Non c'è nulla di bello, né di misterioso, né di interessante. Sappiate solo che chi ci abitava se n'è andato sentendo cantare una canzone. E non torneranno mai più. 

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