La scuola italiana



Delle volte mi capita di essere fermato per strada da alcuni "sondaggisti" che dovrebbero essere quelli che fermano per strada la gente e gli fanno delle belle domande su cui chi sa e chi non sa fornisce le proprie preziose informazioni. Molti dei fermati, ho notato, si fanno lusinghieri... si lusingano di queste attenzioni, tubano col microfono, chiocciolano come le galline. Molti altri invece si fanno maleducati (a meno che non lo sono già da prima... non lo so, c'ho sto dubbio qua). 
Dover fermare la gente per strada è una faccenda delicatissima che mi pare andrebbe valutata meglio, pure da quelli che si lusingano eh, ché ho notato che se li ferma un sondaggista ok si lusingano e tubano e chiocciolano come le galline, ma se li ferma un vucumbrà o uno che cerca l'elemosina col cazzo che si lusingano e tubano e chiocciolano come le galline. Fanno proprio i cani (rabbiosi) e gli stronzi (ché a sto punto mi sa che lo erano pure prima).
Io quando ambulavo per volantinaggio filo-politico, o facevo il ragazzo che dava i giornali gratuiti o contavo col batticolpi quanta gente passava a ora tot nella fermata metro tot o vendevo i biglietti della festa, o semplicemente chiedevo indicazioni agli sconosciuti se stavo in un paese caraibico, mi vergognavo sempre un po', a dover accimentare quelli che passano, i passanti, e fermarli, ché loro vanno spediti come scuterini e non gli va di fermarsi per stare a sentire a te. C'hanno altro da pensare. Allora ci vuole tatto e tempi giusti. 
L'altra volta, mi fermarono, con tatto, ma senza tempi giusti, come vedremo, per chiedermi cosa pensassi della scuola italiana e delle riforme che i giovani simulacri di governo che c'abbiamo adesso volevano apportare alla scuola italiana. Borbottai qualche inutile frase, professandomi completamente inadatto a capire cose così difficili e corsi via. Dopo di me una signora querula e forse insegnante (di musica leggera o geografia astronomica, pensai sul momento, per qualche sciocca associazione mentale mia) si trattenne col sondaggista per parecchi minuti, mi pare, tanto che io ebbi il tempo d'entrare in una tabaccheria giocare al lotto prendere le sigarette e il caffè e uscire. Mentre fumavo beato là fuori mi congratulai in cuor mio colla signora che aveva sicuramente parlato per due, quindi anche per me, così mi sentivo meno in colpa di non aver fatto il mio, nonostante la buona volontà, ché ce l'avevo messa, m'ero fermato e tutto, ma non era bastata. 
La sera invece mi pigliò lo sconforto. Un po'. Perché a distanza di qualche ora, avevo trovato la risposta a questa domanda evoluzionistica sulla scuola italiana. Più che trovato la risposta, m'era venuta da sé come ormai mi capita sempre mentre corro per le campagne per trovare il fiato. Era la storia morale, l'apologo, di uno zio di una mia zia (un prozio? un iperzio?), il quale è nato nel '43 o nel '46, sta in pensione da qualche anno, e nel primo anno che andò in pensione, nei primissimi mesi, ché era ancora un poppante della pensione, dice sta zia mia che fu chiamato da una scuola, dicevano se voleva fare il bidello da loro.... il fatto gli era per l'appunto che tanti tanti tanti tanti anni prima, sto suo zio s'era scritto sopra le graduatorie ATA, del personale tecnico-amministrativo delle scuole, quello che mò ci ristà la domanda da presentare per mettercisi o rimanercisi come cazzo si scrive, e quello s'era scritto. Poi ci era pure rimasto e ogni tre anni ricompilava da bravo il modulino (tanto non c'aveva mai niente di nuovo da aggiungerci) e faceva il rinnovo. Passa un anno niente, passa due niente, passa tre niente... passa venti niente... Che andava a pensare quel poveraccio che 'na volta che aveva finito di dover lavorare, che finalmente era arrivato alla pensione, lo andavano a chiamare per fare il bidello? Quelli della scuola, d'altronde, scorri scorri ssè cazze di graduatorie (na volta più veloce... na volta più lenti... in base a tanti fattori come si sa succede quando si ha a che fare col mondo statalizzato), prima di allora non c'erano ancora mai arrivati fino a sto zio di zia, e c'erano arrivati dopo anni, e mò dopo tutti quei lunghi anni toccava proprio a lui il posto di bidello... "Ma dopo tutti ssì anni, signò..." gli disse lui al telefono quando lo chiamarono... "Si vede che non c'aveva tutti ssì titoli, compà" "Ah" "Ma allora ci vuoi venì... ti presenti?" "Ma se sto in pensione..." "... Allora scrivo che rinunci?"... e quello poverino che a rinunciare non ci era abituato ché gli pareva un peccato mortale sputare sopra a un lavoro finalmente al caldo e al chiuso, gli sarà dovuta costare una malattia a dire "eh scriv' che rinuncio"... e c'era stato a ripensare un sacco di giorni dopo, a rimuginare. A struggersi, come si dice. 

Leggo da qualche parte, comunque, che probabilmente (si parla di previsioni, stime, niente di sicuro ecc ecc ecc) colla nuova riforma annunciata da quei simulacri televisivi là che ad annunciare sono degli assi (pigliatutto), ci saranno ancora meno posti ATA prossimamente, ma proprio tanti tanti di meno - d'altronde se bisogna tagliare la spesa pubblica e non si vogliono andare a prendere i soldi dove stanno, nel senso di quei pochi che ce li hanno, per forza bisogna andarli a prendere a tutti quegli altri, nel senso di tutti quegli altri che sono tanti tanti che non ce li hanno... e che magari se ne accorgeranno di meno, tanti ne sono, penseranno quelli là che governano. Per non colpire i pochi, bisogna colpire i tanti... ché poi fa ridere e sembra assurdo ma sono proprio i tanti che non c'hanno niente che vogliono che i pochi che c'hanno tanto non paghino niente. E allora andassero veramente a... co' tutte le scarpe.
Però la cosa che volevo dire la sera al sondaggista che poi non ce l'ho ritrovato più all'angolo della strada dove stava il pomeriggio ché rompe pure parecchio il cazzo sta cosa che quando non c'hai niente da dire ti fermano, ti intervistano... poi quando c'hai mezza idea non c'è mai nessuno pe' strada che ti vuole chiedere le cose... un po' come le graduatorie ATA che quando fai domanda che vorresti lavorare non ti chiamano mai poi appena vai in pensione che non vuoi lavorare più, toh!, due mesi, ti chiamano per farti fa' il bidello... ma se mò sto in pensione... 

Però la cosa, dicevo, che volevo dire al sondaggista è che sta cosa della riforma che taglia i posti ATA, se uno ci pensa bene, ha i suoi lati positivi, in quanto nei prossimi anni non ci sarà più la beffa di essere chiamati per fare i bidelli dopo che uno è andato in pensione (se ci è andato) o dopo che uno è morto, se è morto, che ne sappiamo noi di altre storie che non sappiamo?, ma probabilmente non si verrà chiamati mai, e questo per uno che è morto o è in pensione, secondo me, è un sollievo, perché uno che s'è messo l'anima in pace, è giusto secondo voi che venga richiamato con così tanta violenza "a presentarsi" nel mondo che finalmente ha messo da parte? Secondo me, no. E' un'irruzione senza giustifiche. Questo volevo dire e manderò questa scrittura quassopra alla volenterosa e deambulante redazione di cui fa parte il sondaggista di cui sopra - ho visto il nome del giornale sulla sua casacca gialla - e spero così di rimediare ai miei inutili borbottii di quel giorno che il mio pensiero fu fotagrafato che stava mani in mano davanti a una problematica così importante e urgente come quella della nostra buona scuola italiana da riformare al più presto.