Lo scrivi a poco


Vi si racconta, surrettiziamente, dello scrittore ecuadoriano di origini italiane e buona fama nel Sud America Enzo Scala che nel corso di un biennio abbastanza difficile per le sue attività letterarie e la sua vena poeticissima decise per smuovere le acque e riabilitarsi agli occhi del suo editore di aprire un sito web e una pagina feisbuc dedicati al lancio pubblicitario del suo nuovo romanzo molto atteso con tanto di foto di copertina, risvolto di copertina, dorso di copertina, quarta di copertina, approfondimenti, estratti, video-presentazioni, recensioni sui giornali e interviste. L'unica cosa strana di tutta questa storia era che 'sto libro non era stato ancora scritto - ma manco un rigo, 'no sputo d'idea - ed anzi proprio il favore, la risonanza sui giornali, i contatti su fesbuc, i like degli utenti, l'accoglienza entusiasta dei lettori, il piacere di rilasciare interviste sull'argomento, l'entusiasmo del ricredulo editore, lo convinsero ad abbandonare il progetto (?) e di non scriverlo mai più questo benedetto romanzo che ovviamente non sarebbe mai stato bello come ormai tutti i lettori secondo il proprio gusto si aspettavano e si erano figurati e ambientati nella propria testa ma poi non era manco solo per questo che non lo volle scrivere più e che gli venne a noia, erano motivi suoi diceva,  "lo so io", e finì pure per contrastarsi coll'editore la moglie e i figli (che in questo frangente potrebbero pure rappresentare le pressioni del potere sull’artista indipendente non saprei)… non chiuse però il sito e la pagina fb che continuarono nel tempo a prolificare e crescere a dismisura almeno per uno due anni anche perché lo scrittore decise per liberarsi lui di darlo in gestione a delle persone molto volenterose che lo adulavano e nel frattempo curavano pure la sua fan-page se si scrive così e un dettagliato blog agiografico... 
Dopo qualche altro anno dove s'era messo a fare tutt'altro e non aveva messo in prosa né quello né nessun altro progetto, pare che gli venne l'idea di bissare l'impresa e aprì un altro sito di lancio letterario di un romanzo, con tanto di sito e di pagina feisbuc ma stavolta il giochetto non funzionò, la gente aveva mangiato la foglia e tutti si ritrassero sdegnati e infastiditi mostrando un cipiglio molto critico. A differenza però di quello che potrebbe pensare chi s'è abituato a ragionare per traverso, nemmeno stavolta che non c'erano stati né clamore né bella accoglienza, allo scrittore Enzo Scala riuscì di pettinare il suo abbozzo di aspettativa interiore di suggestione romanzesca che aveva lanciato proditoriamente attraverso i nuovi social network. 
Deciso a lasciare un capolavoro prima di finire i suoi giorni, Enzo Scala si ritirò in campagna, come aveva letto facevano talvolta alcuni saggi e decisivi uomini politici dell'antica Roma che a fine carriera si davano alla vita privata e all'ozio letterario e scrivevano grandi opere di consigli, epistole e cronache storiche veritiere. Lui che non aveva mai fatto niente nella vita se non l'ozio (e pure poco letterario) avrebbe avuto anche lui il premio di scrivere qualcosa di buono in quel dolce ritiro agreste a fine vita, oppure bisognava aver sgobbato prima per avere questa ricompensa ultimativa? E poi tra parentesi: ma siamo sicuri che sti antichi romani che s'erano ritirati per scrivere avevano veramente sgobbato tutta la vita e non se l'accomodavano come gli conveniva più a loro? Sarebbe riuscito il nostro eroe a mettere assieme un nuovo capolavoro dal suo isolamento? Il suo progetto di rimanere sconnesso da tutto e tutti, lontano dall'affare e dal malaffare editoriale... il suo buon proposito di strapparsi da tutta quella manica di sciocchi corrotti e scadenti scrittorucoli... ritirarsi nella completa solitudine della campagna ecuadoriana... quel piano così ambizioso e affascinante sarebbe andato a buon fine? Oppure ancora una volta l'avrebbero vinta l'indolenza, il vizio e il compromesso a ribasso con sé stessi?

Per saperlo non vi resta che comprare il suo ultimo appassionante bestseller autobiografico Lo scrivi a poco... 
o seguirlo sul sito o sulla sua pagina feisbuc... 






    

Commenti

  1. Bellissima l'idea di pubblicizzare un romanzo che non verrà scritto! :-D

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  2. E' una bella idea sì... non bisogna abusarne però... il racconto in questo penso sia chiarissimo.

    Grazie d'esser passata Rita.

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