Pensieri da casotto

L'altro dì, ero tutto sporco di sabbia che stavo al mare (saranno i troppi bagni che ti stonano il cervello , con tutta quell'acqua che entra nelle orecchie, per dire, o stare al sole, anche se io non la prendo la tintarella, manco di luna, che soffro d'emicrania), sono entrato nel casotto a vedere di fare una pisciatina, scusate il termine. Mo non lo so perché, ma è arrivata una moda presso tutti i negozi che stanno nel commercio, ma anche da altre parti, nei negozi per il pubblico (quello popolare, in quello di segmento alto credo che nessuno si permette di fare quello che sto per dire), succede che sopra al water i gestori di bar chalet stabilimenti ecc hanno imparato ad appiccicare come dei manifestini di decenza pubblica, dei fogliolini scritti a mano coll'evidenziatore o al compute (alcuni) su cui fanno un po' i simpatici, un po' i cacacazzi, un po' i petulanti. Ci fanno sopra pure i disegnini come quelli dell'asilo. Questi fogliolini ti dicono come essere civile al bagno aperto a tutti, non strabordare, non eccedere in formalismi, non sprecare la carta igienica. Nettarsi bene le mani. Non "stuccare" (in dialetto vuol dire "spezzare") la catenella del bagno. Non inficiare lo scarico. Non inserire oggetti "impropri" nella bacinella... Cioè, ci sono indicazioni comportamentali ineccepibili, un prontuario delle buone maniere di quando si rimane più inermi, abbandonati, a tu per tu col nulla fisiologico. Di solito apprezzo questi esperimenti, perché non vogliono lasciarti da solo nel momento del bisogno... d'altro canto, però, sono anche degli indicatori esatti di quanto nonostante l'arrivo della civiltà le persone non si fidano della civiltà del prossimo e cercano ogni modo per creare un filo di dialogo. Che poi sia creato proprio in quei momenti un ponte apre sulla faccia di tutti un sorriso. 
Cosa fare, comunque? Seguire il monito, seguire il catechismo igienico del gestore oppuramente fare come se non ci fosse scritto nulla? Come se siamo in una latrina di campagna in mezzo alle terre? Mbè, far finta di nulla non è possibile. Pare brutto. Poi comunque non è possibile ignorare che quella sentenza è lì, sentenziosa, a spiarti e irriverirti come un tunnel di Sivori
Di solito queste cosucce finiscono che uno cerca di starci attento e fa del proprio meglio per centrare la questione nei punti giusti. 
Ma, mi sono detto l'altro ieri, e in letteratura? In letteratura c'è chi ha delle regole, sa che ci sono, ma preferisce reinventarle, darsene delle altre, seguire altre posture e modelli. Sono scrittori che decidono di mettersi un po' al di sopra degli altri. Fanno di solito una vita difficile. Studiano come monaci per elevarsi. Joyce per esempio ho letto che s'è sempre sentito sin dagli anni più fanciulleschi un eletto, un essere speciale. Aveva ragione, per un certo verso. Dico per un certo verso perché più che altro sono speciali le sue opere, di lui si diceva che vestisse proprio male, uno che metteva di sopra lo smoking e di sotto le scarpe da tennis (per dare un esempio in generale). Di sicuro sono, le loro, opere che amiamo e che ci rimangono stampate nel cervello. Alcuni lettori invece non so perché questi innovatori li odiano... ma li odiano di un odio viscerale, sarà perché sono invidiosi, non lo so ma si crea questo odio. Sarà perché non li capiscono? Non lo so, io non capisco loro, ma non per questo li odio. Scusate, ma ciò che non si capisce, o si conosce, o è nuovo, si deve odiare per forza? Se non si riesce ad ammirarlo (per un motivo o per un altro) non si può semplicemente "tollerarlo" (che termine orrendo) in quanto diverso? 

Poi però c'è anche quegli artisti che come poetica artistica stanno più insieme agli altri. So' più compagnoni. Dice, vabbè le regole so' queste, usiamo queste che ci stanno e vediamo di dire qualcosa bene, come si deve. Ché l'importante alla fine è quello, fare qualcosa di buono con quello che si ha. Questa è gente che diciamo lascia anche spazio agli altri. Che non deve sempre stare sul podio più alto. Gente che non c'è bisogno di strafare. In questo senso mi viene in mente Simenon, ma anche Massimo Troisi. Una dei comici più poetici e intelligenti della fine del Novecento. Uno che stava là, calmo, pacificamente rivoltoso, un acrobata del pensiero umoristico. 
Poi infine c'è da dire che anche se vuoi strafare, devi strafare come dio comanda. Nel senso che sì, ok, stai strafacendo, ma uno non se ne deve accorgere proprio proprio, lo devi centellinare, lo strafare. E qui colla pisciatina ero arrivato ormai a pensare ad altre cose. E poi altre. Fluttuavo nel mio brodo di coscienza. M'è venuto in mente, a fagiolo proprio, l'ultimo della coppia Sorrentino-Servillo, La grande bellezza. Ecco, quello è un caso, per come lo capisco io, che uno vuole strafare, ché ci ha un sacco di buone intenzioni e tanti messaggi da dare, si vede che vuole fare le cose in grande ma vuole pure farlo capire a tutti, perfino a quello in prima fila al primo spettacolo... vuole mettere in mostra tutta la propria bravura tutta insieme. So' cazzi. Quando so' andato a vederla, sta Grande bellezza, uscendo dal cinema, mi so' detto "Servillo, vabbè tutto, ma datti 'na calmata... ci va bene uguale, stai calmo, non l'hai sentita la canzone di Neffa a San Remo?". Anche perché poi ti rivedi L'uomo in più e capisci che lì erano calmi, semplici, che hanno raccontato benissimo due storie bellissime, senza strafare, ma che quando poi esci dal cinema e sei proprio contento di quello che hai visto, dici pure che hanno strafatto, ma non l'hanno fatto vedere. Vabbè, cose che succedono ai vivi, come si dice. 
In conclusione, comunque, della mia avventura morale, mi sono attenuto ai fogliolini. Ho tirato la catenella con moderazione, con calma. Mi so' lavato. La carta, poca, a posto. Tranquillo so' uscito, preciso.... perfetto... Poi mi sono guardato attorno... fuori avevo fatto 'na fila... 





Commenti

  1. vogliamo parlare dei fenicotteri? :D

    RispondiElimina
  2. quelli della Grande Bellezza; se non ricordo male erano obbrendi... stonavano con tutto e anche con tutta quell'aria da "quanto so' figo", anche se anche la giraffa, sempre che non ricordi male...

    RispondiElimina
  3. Bel post. Il prossimo post puoi fare PENSIERI DA CA(GA-GA-)SOTTO.

    LM

    RispondiElimina
  4. Ti ringrazio infinitamente del pensiero. Stammi bene

    RispondiElimina

Posta un commento

Post più popolari del mese

Victor Cavallo poeta