Come da una cosa qualunque possa nascere un sentimento anche effimero ma non per questo di poco conto

Siccome non c'avevo niente da fare, sono andato come partecipante al gran concorso dei sosia che viene bandito nella mia regione ai primi di marzo e gode di una buona fortuna anche fuori da quegli angusti confini. 
Io non somigliavo veramente quasi a nessuno e quasi sicuramente non avevo le credenziali opportune per partecipare, però il concorso mi allettava visto che il montepremi aveva qualcosa di costruttivo al suo apice e cioè che se vincevi dovevi passare una notte con il tuo personaggio famoso cui somigliavi per cementare meglio la somiglianza con lui, e allora mi sono inventato che somigliavo a un ex concorrente di uno dei passati Grandi Fratelli perché tanto non se la ricordava nessuno la faccia di questi qua, e quindi mi sono iscritto con questo espediente balordo, ho scelto il candidato pescando a caso nel mucchio dei nomi, e quando il signore usciere che registrava gli ingressi e prendeva le iscrizioni mi ha chiesto "Di chi sì lu sosia tu?" io gli ho ammollato sto nome che avevo pescato a casaccio poco prima e quello ha detto "Guard' tu la madonna, awarda... è vero è vero gli somii..." e s'è messo a ridere godereccio... 
Dopo venti minuti mi hanno munito di un cartoncino plastificato da mettere al collo a mo' di collana con su scritto il nome mio e quello del somigliato e mi hanno accompagnato dentro un capannone improvvisato in legno con sotto il pavimento in terra battuta dove ci faceva caldo come dentro una serra dei pomodori. C'erano dei tavoli ricoperti di carta colorata, sapete quei tavoli incartati come nelle feste di compleanno dei bambini piccoli o dei diciottenni con poco denaro... c'erano poi sopra tante teglie di vetro piene di cose fumanti e guantiere colla roba fredda e i piatti di plastica, gli stuzzichini e il banco del dolce in fond'attutto. C'erano anche le bevande da bere e i boccali di limonata con sopra alcune scorze di limone e le mosche e un termos col caffè fresco (più o meno). 
Il catering non prevedeva servizio camerieri e ognuno doveva servirsi al modo dei buffet, anche senza vergogna per sé stessi. A questo punto, dandosi che non avevo appetito per queste cose che ti gonfiano e distruggono la salute, mi sono messo a bere come una spugna e dopo poco ero cotto fradicio di vino veramente che mi si potevano raccogliere le cazzate che dicevo colla cucchiaia. 
In giro c'era pieno di gente così... tutte persone truccate in volto o vestiti nella moda umbertina o clownesca o gangster, gente con la cera sulla faccia come i morti americani... c'era Totò, Verdi, Benigni, Ferilli, Briatore, Berlusconi, Leonardo brasiliano (i sosia ovviamente eh)... Nella baraonda m'è venuto da pensare che purtroppo, al di là dell'allegria e della musica e il cibo a fiume e il bere, se ci fosse stato qualcuno che ci guardava dall'alto, diciamo volando allo zenit di quel tendone a capannina per feste patronali o religiose, non dico proprio proprio un giudice, ma un estraneo, un estromesso, costui sarebbe diventato triste perché avrebbe visto una situazione penosa e completamente svenevole, una situazione sfuggita di mano, difficile da commentare... io però debbo dire mi sono divertito specialmente insieme a Edith Piaf e Madonna e Jovanotti dopo essermi fatto questa comitiva d'amici, forse anche perché ero per soprammercato imbriaco frascico, unto peggio di una fetta di pane all'olio, ma poi è arrivato Casiraghi (Pier, il pricipetto), e un po' tutti ci siamo scoglionati a stare lì a fargli da corte e le donne a fargli la corte giacché erano civettuole la Piaf e Madonna specialmente con questo rampollo doppiato che non la finiva più di tirarsela e ci ha rovinato l'entusiasmo. 

Ad un certo punto in mezzo alla sala s'è alzato un signore in camiciola, sudatissimo e semisbracato, con la cinta fuori dai pantaloni, che non ho riconosciuto, forse voleva essere Fantozzi o Tinto, è salito su un palco altrettanto arrangiato e ha iniziato a spruzzare saliva e frasi sbilenche al vento di un microfono che per giunta stonava e fischiava e graffiava di continuo facendoci delle volte attappare le orecchie dalla pelle d'oca... quel che ho capito è che dovevamo metterci in fila indiana ed essere ben riconoscibili per andare sotto la lente d'ingrandimento di un noto uomo di cultura della zona che ci avrebbe fatto il primo screening e poi ci saremmo visti per le volte successive solo con quelli che superavano questo primo turno di eliminatorie che era molto duro bisogna riconoscerlo. 

Non so come, quando è stato il mio momento mi hanno gettato addosso una luce spessa in faccia come quando non lo so i carabinieri nella notte fanno i posti di blocco e controllano i musi da fuori con le torce, e hanno letto ad alta voce il nome di questo mio sosia famoso... io ho tremato di paura perché temevo di essere preso  come un ladro impostore millantatore e sabotatore paraculo di questa loro onorata competizione cui tenevano tantissimo. A onor del vero, c'avevo il dubbio di non essere il solo finto sosia in quel capannone, c'erano secondo me almeno una ventina di sosia degeneri che torteggiavano facendosi beffe degli scrupolosi regolamenti. Molti erano andati per noia, come me, altri, meno fortunati, s'erano iscritti per fame, un po' come spesso ora succede che uno si fa ricoverare all'ospedale per farsi curare dalla fame con i prodotti pap. 
Comunque, che ci si creda o no, accadde che il giudice colto esaminatore, forse per non far vedere che non sapeva chi fosse il mio personaggio eponimo, disse "Sìsì, gli ridà, sumigl... nn sarà dù gocc d'acqua ma j'ardà" che voleva dire dare il suo placet alla mia ammissione alla prossima fase. Io mi inchinai con qualche cermonia di troppo, forse, e dissi che nessuno, nemmeno le gocce dell'acqua si somigliano come proverbialmente si vuol far credere al popolino. Ne venne un applauso scrosciante anche da parte di questo giudice presidente che volle tastarmi la stretta di mano e mi rincuorò per il proseguo del mio torneo. 

Avevo passato a gonfie vele il provino numero 1, il primo step insomma, un round non sfibrante ma manco cotiche e potevo presentarmi a Roma (ora si faceva sul serio cazzarola) un mese dopo, tutto spesato dalla regione (presumo con fondi europei).
I miei amici Jovanotti, Piaf e Madonna furono purtroppo respinti, sbaragliati da altri commedianti più verosimili. Madonna, per fare un esempio su tutti, con cui mi ero anche incautamente strusciato in quella bettola alcolica, era invero un maschione di Frosinone forse un trivellone (detto con rispetto ci mancherebbe), con un petto villosissimo e sudaticcio che mi salutò con due baci ben bagnati sulle guance a fine giornata quando si era tolto il trucco grosso la parrucca e tutto e fumava le sue camel fuori dal capannone, rivolto con la testa e l'anima a quel panorama di aperta campagna brulla e selvaggia con dei fasci d'erba alti tanto padre che sembrava di stare dentro una palude. 
Ci rivediamo?
Sì... non... 
Il numero?
Eh non me lo ricordo mo su due piedi... sò pure bevuto.. aspetta però...
Vabbè fa niente
Ciao
Ci vediamo
In bocca al lupo per qua... il concorso
Crepi... anche a te 

A Roma non ci sono mai andato perché mi sembrava di farla troppa sporca. C'avevo pure paura che mi mettevano in manette per vilipendio della dignità dei sosia e del concorso costruito con i fondi europei e quindi per vilipendio dell'Europa in finale... no, su, non era il caso di perseverare nella impostura. Baro sì ma fino a un certo punto.
Sul giornale da poco ho scoperto però che a vincere era stato un vincitore classico, un peso leggero, un evergreen, cioè Braccio di ferro che è andato in finale con Alcogan (o come cavolo si scrive) scrivendo di fatto una finalissima tutta muscolare che sinceramente ha deluso tanti, anche tra gli spettatori, pensando che il macismo era stato sconfitto a tutto vantaggio della bellezza intellettiva o comunque interiore. Non è stato così evidentemente. 

Cosa ci ho guadagnato io (ma più per congiunzione casuale che per altro) è stata una notte di passione con una vera concorrente di uno dei vecchi GF, la quale avevo vista in un grande centro commerciale della mia provincia mentre faceva provviste di ortaggi surgelati e yogurt dietetici (era un pelino in sovrappeso...). Lei subito ha capito di essere guardata da me con voluttà ché in effetti sprizzavo voglia delle sue coccole da tutti i pori, e mi ha scambiato per un vecchio concorrente del GF che evidentemente lei provava attrazione sessuale e da cosa nasce cosa siamo andati a letto insieme tutto il week end facendo moltissimo all'amore, senza che tra di noi nascesse il benché minimo istinto di conoscerci oltre, di esplorarci di più, lei infatti non ha mandato sondini dentro il mio (poverissimo devo dirlo) mondo interiore, io ho fatto altrettanto ed è stato un bellissimo week end dove alla fine siamo andati anche a farci un giro col treno fino verso Ortona, nonostante entrambi avessimo impedimenti lavorativi (io no in verità perché sono disoccupato ma avevo millantato di fare il ragioniere).
Ovviamente il personaggio GF per cui mi ha scambiato non era il personaggio GF che avevo detto di essergli sosia nel concorso, ma comunque non c'è stato bisogno di scusarsi alla fine del malinteso perché tanto non ci abbiamo fatto caso, né ci abbiamo capito niente in questi due giorni sabato e domenica che abbiamo passato assieme con grande trasporto. Conservo dei buoni ricordi di noi come coppia, per esempio ad una certa abbiamo convenuto entrambi che il gesto di Leonardo l'ex calciatore del Milan ora direttore sportivo del PSG di chiedere alla compagna di sposarlo in diretta durante un'intervista di calcio è stato un gesto romanticissimo che tutte le donne desidererebbero, anche lei. Io che forse anche io lo desidererei le ho detto certo ti capisco. 

Successivamente mi ha invitato a passarla a trovare il prossimo week end a Roma ("annamo a magnà er pesce a Ostia lido?") perché lei fa un'ospitata dalla D'Urso e forse vado così do una continuità alla nostra relazione fugace. E' una bella persona questa gffina, checché si dipinga questo mondo televisivo come una fogna mondiale, un sottobosco micidiale o una periferia dello spirito, la serie c dello spirito si diceva. Mica vero.  
Mi piacerebbe parimenti, vi confesso, rincontrare semmai anche per un aperitivo o una rimpatriata veloce Jovanotti, la Piaf o Madonna, ché tanto alla fine mi sa che gli avevo dato pure il numero giusto del telefonino...





Commenti

  1. Letto tutto d'un fiato e di gusto. :-)
    Bravo!

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  2. Anche io l'ho scritto d'un fiato e di gusto.
    Grazie Biancaneve. Un caro saluto.

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