Un libro del 1985 di Gianni Celati, abbastanza rivoluzionario per la piccola Italia (specialmente d'adesso) Dopo gli esordi sperimentalisti per lo più raccolti in Parlamenti buffi, Celati medita un rilancio artistico diverso. Passano molti anni, e alla fine, esce nell'85 Narratori delle pianure . Il percorso che porta dai Parlamenti ai Narratori è, in qualche misura, beckettiano. Il Celati degli esordi infatti si muoveva come Beckett dentro il paradigma di Joyce e dentro quello di Céline, degli innovatori mimetico-linguistici per intenderci, in quella fase storica che si potrebbe sintetizzare per far piacere a chi non ha tempo da perdere in Apoteosi della parola o anche in Apocalittici della parola. Su questo rigaggio nasce, per Celati, Le avventure di Guizzardi (anno 1973) . Un continuo spettacolo acrobatico-linguistico con esiti umoristici molto divertenti, tutto incentrato attorno al virtuosismo stilistico, all'extra-vagante mentale, al delirio narrativo p...
Credo, caro Dinamo, che il Saviano nazionale sia una spina nel fianco delle Giovani Marmotte TQ. Nel senso che se lo sognano di notte e rosicano rosicano rosicano. Pensano, li mortacci, ma come ha fatto questo a fini' pure in televisione? A fa' l'intellettuale de opinione su raitre? A vendere mijoni de copie dei suoi raffinatissimi libbri?
RispondiEliminaMa ssi c'ha ffatta lui, che non ciha posso fa' io che sono pure engaggé (o come caspita si scrive)? Che c'ho pure dei racconti pronti dove te spiego lo spaesamento der paese dr fronte all'unico male SilvioBb? Che lavoro sul linguaggio, perdio? Uno che lavora sul linguaggio, che cazzo, non può vende' pure lui il suo almeno centomigliaio di copie? Che non c'ho diritto pure io ad andare da Fazio? Io so' pure amico de Robberto, Robberto deqqui, Robberto dellà. Er mio amico Robberto.
Saviano c'è dentro fino al collo con il movimento TQ. Penso lo sia dietro e fuori le quinte. Ma lo è specialmente da un punto di vista logistico italo-letterario. Si incastona bene, il TQ, tra Saviano e la "loro" realtà. Resta da vedere che ne pensano le varie case editrici: ma se pò ffà.
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