Dinamo al cinema




Chissà perché c'è chi considera più robusto (a livello poetico, s'intende) andare al cinema di pomeriggio piuttosto che di sera.
Secondo me, per quanto può valere, andare al cinema non ha nulla di poetico né si va di pomeriggio, né si va di sera (o come le scolaresche di mattina). 
Il vero spettacolo poi, inutile che scrivono spettacolo delle 16,00, delle 18, 00, delle 21, 00; il vero spettacolo sono le persone che escono dalla sala trascinando i piedi dalla fatica estetica. Vedere le loro facce rischiarate dalla luce dopo due ore di semibuio! Ah! Come farsi la barba con la lametta dopo due mesi di accrescimento pilifero! 
Questo è. 

Il vero spettacolo quindi l'ho detto. 
Il più bello spettacolo del cinema, invece, ve lo dico adesso. Che ci andiate di pomeriggio o di sera, il più bello spettacolo del cinema sono quegli spettatori (ormai sempre più radi, non foss'altro per l'istruzione educativa in forte crescita) che nel bel mezzo del film, colti da un conato di disapprovazione etica o estetica, bum, saltano su ed escono prima tempo: protestano. Ci sono poi proteste silenziose: uno dissente, zitto ed esce. O proteste più rumorose che vanno dal fulmine di un "Ennò ennò, io esco!" dopo una scena da egli medesimo considerata scandalosa in un verso o in un altro, oppure, per dirne uno, chi come per esempio mio zio scrittore (vabbè che lui fa così pure all'ospedale dove uno dovrebbe rimanere più imparziale), prima vocia alla Cioni Mario per far capire a tutti che lui proprio lui non è d'accordo, poi via via comincia a calare tre quattro bestemmie contro Dio e la Madonna e qualche santarello e poi se ne va, uscendo tra i fischi e le proteste dal campo di gioco cinematografico (ma sbattendo fragoroso la porta!). 
Voi chi preferite?
Aspettate un attimo. Non ho ancora finito.
C'è l'ultima categoria: quella dei disertori, dei renitenti di corpo. Gli involontari, potremmo definirli superficialmente (molto superficialmente come vedremo), sono coloro i quali vengono colti da contingenze di forza maggiore: bisogno fisiologico! 
Essi vanno e tornano. Certo. Ma è proprio nella loro impellenza, nel loro essere forzatamente disertori, fin nel corpo alienati al film, che sta la loro più grande prova di resistenza alle magie della pellicola. Che poi, siamo sinceri, se davvero stessimo davanti a un film colossale, ad una impennata di emozioni, davvero pensate che il corpo risponderebbe richiedendo il gabinetto?
Il corpo, il tanto vituperato e oggi sempre più addolcito corpo, il corpo signori percepisce l'arte ben prima del nostro cervello. Sappiatelo questo. Segnatevelo nel taccuino del 'ricordati che devi morire'. 
Perciò tra i tanti veri e belli spettacoli del cinema, io quello che preferisco di più, non sono tanto quelli che escono scandalizzati dalla sala, magari col ghigno di chi la sa lunga, di chi ti giudica perché tu invece rimani piantato, seppure sonnecchiante, sulla seggiola: il loro atteggiamento presuppone un forte IO, uno smisurato EGO. Io preferisco coloro che colti dal bisogno, nel momento del bisogno, si fanno corpo, OGGETTO e non più SOGGETTO, e corron fuori. 
Né scandalizzati né superbi.
Bisognosi.
Corpi bisognosi. Dimentichi di tutto. Finalmente puri oggetti. Più artistici dell'arte. Del cinema. 


ps: eppoi date retta, la cosa più bella delle megasale, dei multisala ecc, è che al posto della sala da tè, c'è di solito una sala giochi spillasoldi, dove trovate flipper, tavoli da biliardo, freccette e quant'altro la nostra insaziabile mania di rimaner monelli ci offre per rimanere con i piedi ben ancorati per aria.

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