Una novella ferragostana sull'amore disperato




Il ragazzo aveva una tossicodipendenza per il cellulare. I primi sintomi al bad and breakfast di F - ma lui lo sapeva già da prima di suo - , quando la mattina della ripartenza improvvisamente il cellulare gli si incantò e lui non poteva documentare tutta la magnifica giornata di sole e mare che avrebbe passato in quei bellissimi luoghi baciati dalle brave e dignitose divinità paesaggistiche locali (hai voglia gli altri a spiegargli che non c'era nulla da stare a documentare se l'effetto della bellezza era già fatto dal paesaggio stesso). Quel giorno si calmò però, ma solo perché dopo la prima mezzoretta, non si sa perché, il cellulare ripartì perfetto come prima eggià da solo e la tossicodipendenza documentarista del giovane poté tornare ad essere appagata, per quanto del resto, come detto, non aveva molta ragione d'esserci e infatti quello che feisbucchizzò quel giorno non fu niente niente rispetto al suo solito e forse - forse! - si rese conto che non è che a tutto si deve per forza dare la propria nota di colore. 
Gli si piantò un'altra volta in provincia di Lecce, un mese dopo. Qua faticò non poco a ripartire e fu un campanello d'allarme che sottovalutò. Ma ripartì. 
Il cellulare morì definitivamente a Trapani, ai primi di marzo, durando molto di più appetto alle più favorevoli previsioni. Il ragazzo si annerì in volto come una parete del camino e da là in poi non parlò quasi più che per nicchi e strani gargarismi. 
Stette due giorni senza. Buttò il vecchio cellulare che non stava come si dice più in garanzia e quando due giorni dopo se ne comprò uno nuovo che tutti gli dicevano ricompratelo sto cazzo di cellulare così la fai finita, mò te li buttano addosso per quanto costano poco... sembrava una persona rinata pure lui, con il nuovo cellulare. 
La sua ragazza si impermalosì moltissimo nei due giorni d'astinenza, perché pure a lei toccò di essere astinente dal fare l'amore perché senza il cellulare (con il pensiero di non avere il cellulare cioè) inibiva il fidanzato che non riusciva a rispondere presente, se così possiamo esprimerci. La sua ragazza fu molto scossa dalla tossicodipendenza dell'amore suo perché capì che questi non aveva mai manifestato tanto attaccamento e apprensione per lei come ora lo dimostrava per quello strumento di comunicazione di massa (no della pizza) e anche se lei non poteva essere sicura di ciò perché come faceva lei a sapere che lui non soffriva quando lei non c'era se lei non c'era quando non c'era? Certe cose le donne le capiscono, si diceva lei, e poi a dire la verità lei non era mai stata assente da lui per molti giorni, massimo quattro, un anno prima quando era andata ad accompagnare la nonna al paese giù sotto a Ortona epperò lui anche al telefono (stiamo sempre là) non aveva manifestato a gran voce in quei giorni chissà che razza di astinenza e di dolore dell'astinenza. Quando si sentivano sembrava tranquillo e anche quando l'era andata a riprendere alla stazione non sembrava che gli fosse finito il mondo sotto i piedi... Era allegro anzi, e non tanto perché lei era tornata, era allegro da prima, le sembrava, non c'era una nube nei suoi occhi, ci era arrivato allegro, a prescindere da lei e dal suo ritorno. 
A questo punto, volle fare la prova del nove e assentarsi per un po' di tempo e vedere che cosa sarebbe successo. Mise due amiche e amici a guardia delle reazioni del fidanzato e partì di nuovo, stavolta nottetempo e senza spiegare granché, verso la casa al paese sotto a Ortona della nonna che fu tanto contenta di rivedere la sua dolce caroccetta. 

Qui bisogna cominciare a dire che il ragazzo aveva anche altre fissazioni. Come giocare alle carte, andare al night, fare delle cene con molti vini, accompagnarsi con le peggiori compagnie vicine alla delinquenza. Fare giorno. Così, funzionando il cellulare, ed essendoci tante distrazioni per la sua strada, all'inizio avvertì poco l'assenza della sua fidanzata e tirò dritto come se tutto andasse bene, pure la sera quando la sentiva per telefono sembrava tutto ok, sia da una parte sia dall'altra, nonostante la ragazza stava quasi per scoppiare contro di lui e la sua assoluta malafede e egoismo sfrenati. A metterci il carico c'erano anche i guardiani che lei aveva messo ai calcagni del fidanzato che era sorvegliato giorno e notte possiamo dire e le cui reazioni erano pienamente raccontate alla ragazza che sapeva quindi che non soffriva come quando aveva perduto il cellulare. 

Al principio della terza settimana di distanza, al ragazzo venne voglia di carezze e baci e pensò che zitta zitta la sua fidanzata non c'era più da due settimane e più, e la chiamò colla vocina, reclamandola con dolcezza e quasi con timidezza e impaccio. La cosa mandò in bestia la sua fidanzata che già stava dando di matto a casa della nonna e che questa situazione aveva esasperato più che mai.

La relazione fu rotta in quel giorno e mai più rinsaldata; i due non fecero manco un caffè di sincerazioni e confronto. Fecero un po' all'antica, che si lasciarono e non si videro più.
Quando oggi qualcuno chiede al ragazzo cosa gli sia preso di farsi lasciare a quella maniera, per una tossicodipendenza maggiore per la telefonia che per l'amore, lui risponde che se è difficile entrare nella testa di uno che ha una dipendenza, figuriamoci nella testa di uno che ha una dipendenza e un'altra no, come lui. Nel frattempo, i periodi di richiesta carezze furono appagati da straniere signore da caffè, mentre la vita correva sempre sul filo delle viziosità e delle perdigiornazioni e delle tossicodipendenze. Lui era sempre felice. E non lo riusciva a nascondere. Mentre la ragazza che aveva voluto rivaleggiare con una grandissima tossicodipendenza stava male e sembrava lei che era stata lasciata e non lui. A lei, quindi, lui propose per risorgere da quelle ceneri vischiose dell'amore disperato di trovarsi un vizio e viziarlo più che poteva fino a diventare una perfetta viziosa e tossicodipendente come lui e magari a quel punto perché no tornare insieme come due che si amano di seconda mano, ma no nel senso che si amavano per la seconda volta, ma che per entrambi venivano prima i vizi e le tossicodipendenze e dopo in seconda istanza (di seconda mano) l'amore l'un l'altra. Lui disse che era un sacrificio per lui chiederle questo, perché per stare con lei era disposto a passare dal primo al secondo posto nella classifica del suo cuore matto di ragazza innamorata disperata. 
La ragazza come è ovvio accettò e vissero felici e contenti per tutta la vita. 


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