In attesa di entrare in pagina (Lezione 1 - il ritiro precampionato)

Vecchio allenatore di scrittori si chiama Zdenek Zeman
Pochissimi sono a conoscenza di questa usanza che avviene ogni anno, ed ha un sapore veramente antipatico. L'unico dato positivo di tutto è che si va a frescheggiare in una località di montagna, negli altipiani. Per il resto è faticoso e umiliante. Solo che ci tocca di contratto. Per la madosca!

Insomma, anche quest'anno, come gli anni prima, sono stato rimandato a settembre, o come si dice, all'anno come scrittore professionista: mi hanno dato di nuovo il bollino di scrittore dilettante, e lo fanno col ghignetto dispettoso (sono critici letterari soprattutto) senza capire che a me è un bollino che mi garba assai. 
Io allora sono dovuto partire col pulmino insieme a tanti altri rimandati, ritardati, esentati, scioperati, riparati, multati e siamo dovuti andare a riparare durante l'estate. Purtroppo la cosa funziona un po' come un ritiro calcistico ai primi di un mese caldo caldo. Però non ci ritiriamo come scrittori, nel senso che non ci ritiriamo mica dall'attività... andiamo a farci un corso di aggiornamento. 
Quest'anno siamo andati in Trentino che è una bellissima e ridevole regione. 
Qui per alcune settimane ci hanno riprogrammato un po' la penna, hanno cambiato la mollettina a scatto, hanno dosato l'inchiostro, ci hanno fatto la punta alle matite misurando con acume e metrica la lunghezza giusta della grafite puntuta... ci hanno detto quanto premere sulla carta... tutte cose utili che servono a correggerci.
In più ci hanno costretti in una sedia a leggere ammirati, con tanto di graffettine che tengono gli occhi sbarrati, i libri dei nostri contemporanei più importanti, che potete immaginare chi sono, un po’ come nel film Arancia Meccanica. Sono scontati come educatori, lo sappiamo, sono sorpassati... che volete da noi?


Io tanti trucchi li avevo già appresi gli anni passati, infatti in questa stagione avevo chiesto con tanto di lettera cartabollata di poter essere esentato dal presentarmi. Niente. Invece. Pure quest'anno ho dovuto battere la fiacca in vista dell'esame riparatorio. L'esame riparatorio non è niente di che, in realtà non esiste, loro, i capi della cosa, vedono soprattutto il comportamento e la condotta durante l'anno e tirano le somme... non c'è un test frontale dico. Io quest'anno me la sono vista brutta pure perché ho venduto clandestinamente, come narrato qui, un libercolo spennacchiato e di infima qualità.... addirittura ad un prezzo gonfiato fino alle orecchie. Poi, tra le annotazioni di fondo pagina redatte dai miei tutor, mi si rimproverava di aver assunto nel corso dell'anno una sorta di manierismo positivista che non piace agli istruttori e al pubblico. Quando ho chiesto delucidazioni, mi hanno borbottato addosso, qualcuno fischiettava, un tutor si è messo a sgranocchiare noccioline... io non ci ho tanto capito. 

Quest'anno comunque al ritiro c'è stato un momento memorabile in mezzo a tutti quegli allenamenti sfibranti, e questa memorabilità è stata quando è venuto un vecchio allenatore di scrittori che ora ha ricominciato ad allenare i calciatori ed è in piena forma, ma per dieci anni ha sempre allenato gli scrittori perché i calciatori non glieli facevano allenare... allora quest'allenatore ci è venuto a salutare, ci ha dato delle belle parole di incoraggiamento poi ci ha guardati fissi e ci ha detto, a mezza bocca e senza farsi sentire dai capetti perché non lo poteva dire veramente, ci ha detto di ricordarci in qualità di scrittori ripetenti che "se non c'è qualità... c'è quantità!".
E noi secondo me abbiamo capito tutti quanti al volo. E abbiamo finito subito gli esercizi. 


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