Il compleanno di mio padre




Mio padre è uno che quando fa il compleanno non lo va a trovare nessuno, né tra i parenti, né tra gli amici, ma non perché non abbia parenti (ne ha a buttare), né perché non abbia amici (ne ha da riempire uno stadio), ma perché tutti sanno che non lo troveranno mai a casa. 
Mio padre è di quei tipi all'antica che li trovi sempre a giro, e qui, a giro, festeggiano il loro compleanno, con chi lo incontra, con chi si ricorda, pagando paste, caffè o aperitivi, dove capita capita... gli è sempre stato un tipo commerciale, mio padre. E forse proprio per questo una volta, in un temino della scuola, scrissi che mio babbo era un caffè sospeso, prendendo naturalmente un cattivo voto, visto che avevo mancato di rispetto alla figura paterna accostandola ad un'usanza meridionale da bar, per giunta in decadenza. Già allora. Purtroppo.  Ed un padre decadente e meridionale, agli occhi della scuola e della società, non è mai una buona cosa...
Io sono tutto all'incontrario, rispetto a lui... e ciò, lo dico franco, mi pure dispiace perché poi la gente chissà che si pensa, chissà che vuoi far credere d'essere. Io non voglio far credere niente, è che mi piace esser lasciato in pace e il giorno del mio compleanno, non solo non esco per paura che qualcuno si ricordi del mio compleanno, ma se è una bella giornata mi vado a nascondere in campagna, vicino al pozzo che scavò mio nonno, e guardo sempre giù per dare a vedere che sto lì per far qualcosa, guardare l'acqua del pozzo per esempio, e non nascondo che qualche volta, pur di sparire e non dover subir le noie del compleanno, mi viene pure voglia di buttarmi giù, con un sasso al collo. 



(dal Libretto dei morti, in evaporazione) 

Post più popolari del mese

L'Ulisse di Joyce e la nuova traduzione di Newton Compton

L'arte di trollare

L'amore al tempo della fine dei partiti