In questo filmato sopra - che consiglio di guardare - Gilles Deleuze esprime importanti concetti sulla società, la politica e la storia della filosofia. Mi fa strano però che trattando dei moti rivoluzionari del '68 non espliciti la centralità del fenomeno economico come propulsore (o uno dei grandi motori) dello slargamento dei diritti. In una società economicamente statica, autarchica, priva di investimenti consistenti, sprovvista di industrie, con un'economia agricola e vicina alla cosidetta "sussistenza", senza un avviato sviluppo economico statale (dal piano Marshall), senza la creazione di un mercato globalizzato, democratico e liberale, chi avrebbe dovuto finanziare le ribellioni sessantottine? A chi conveniva emancipare gli uomini, se parimenti questa emancipazione non si fosse tradotta anche (o soprattutto?) in libertà di acquisto, e appagamento dei desideri? La questione fondamentale è quanto i diritti lievitano a contatto coi beni, se non sia l'o...
Ognuno operi diligentemente per la propria salvezza, dice il Buddha.
RispondiEliminaLa salvezza del mondo è legata al perdurare del sole. Tra 5 miliardi di anni la Terra svanirà nel sole divenuto una gigante rossa.
Nel 1500000 D. C, della cultura mondiale non sapranno che farsene. Non sarà mai neanche esistita. Bisognerebbe abituarsi a ragionare per millenni: calma gli animi.
Eppure dobbiamo continuare a lottare per distillare bellezza dall’odio e dalla morte.
Perché dove il potere corrompe non si dà bellezza.
caro Massimo, purtroppo so bene che a quella data, ed anche prima, non ci sarà più un cazzo... lo dici a uno a cui hanno sempre detto "tu non è che non vai bene, ecché non cìai la grinta"... "sarà na malattia, dicevo io".sono abbastanza calmo...infatti.
RispondiEliminaciao Massimo