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Visualizzazione dei post con l'etichetta Thomas Bernhard

Diario nulla estivo, 3

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Chi avrà poi assurdamente comprato l'abito vincitore del premio Grillparzer?

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La mia cantina

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La casa di Thomas Bernhard

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La casa di Thomas Bernhard. (La foto l'ho ricavata da un video di Christiaan Tonnis ). Per un periodo breve breve ho lavorato presso un editore che pubblicava per lo più riviste turistiche d’alto bordo. Inizialmente ero entrato come uomo di fatica, che poi la fatica non era granché (manco la paga), bastava spostare grosse pile di riviste ancora incellofanate da uno sgabello all’altro o portare su scatoloni pieni di risme e carta igienica e sapone per le mani, farsi mettere delle firme, riordinare ogni tanto i numeri in copie da tre e ripigliare lo scuterino e fare altri giri... Quanta carta sprecata, mi dicevo, dove ti giravi giravi c'erano fogli stampati e gente che andava al cesso… c’era ‘na giornalista avanti coll'età che stampava qualsiasi cosa gli passava davanti agli occhi, gli dicevano che n’altro po’ stampava pure gli sms (e anche al bagno non si faceva mancare nulla)... io menomale che non m’è mai piaciuta troppo la natura, non c'ho mai avuto sta fissa ...

Blog-quiz (1)

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A Thomas Bernhard, nel suo insieme, i Simpson non sarebbero nemmeno dispiaciuti (perché in sostanza sono la graziosa parodia di ciò che Bernhard attaccava)... ma ai Simpson Thomas Bernhard, nel suo insieme, sarebbe piaciuto?

Il comico in Thomas Bernhard

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Un facitore d'arte  da L'imitatore di voci, Thomas Bernhard: Un padre di famiglia che per decenni era stato lodato e benvoluto per via di un cosiddetto straordinario senso della famiglia e che un sabato pomeriggio, sia pure con un tempo decisamente afoso, ha ammazzato quattro dei suoi sei bambini, si difese in tribunale dicendo che tutto a un tratto i figli gli sono sembrati troppi. Bernhard parla del comico (estratto da un'intervista più ampia trovata qui ): Il materiale per il comico si trova sempre dove c’è un bisogno, una mancanza. Una qualche menomazione fisica o mentale, no? […] Uno deve zoppicare o vedere con un occhio solo o inciampare ogni tre passi oppure gli esplode il didietro e spara fuori delle candele [ride] o qualcosa del genere. […] Delle cose del tutto normali, del cosiddetto “Normale” non ha finora mai riso nessuno al mondo. E poi ce la si ride anche. Quando ci si fa male, o no? Allora si ride di gusto. Quando mia nonna si bruciò con il fornello,...

Nulla patria in propheta

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Il calembour del titolo è di Carmelo Bene; questo sopra invece è Thomas Bernhard a calori “Nulla, né di quanto pubblicato da me stesso in vita, né del mio lascito, ovunque esso si trovi, indipendentemente dalla forma in cui sia stato scritto, potrà essere rappresentato, stampato o soltanto letto in pubblico per la durata dei diritti d’autore all’interno dei confini dello Stato austriaco, comunque tale stato si definisca.  Sottolineo espressamente di non voler aver nulla a che fare con lo Stato austriaco, e mi oppongo non solo a qualsiasi forma di intrusione, ma anche ad ogni avvicinamento di tale Stato austriaco alla mia persona e al mio lavoro – per sempre”.    (Ultime volontà di Thomas Bernhard) Che uno ce l'abbia su collo Stato credo sia più che lecito, anzi sia doveroso perlomeno deprecarlo, lo Stato, non l'esecratore, ma l'esterofilia di per sé io non la capisco, specie in autori che si riconoscono e anzi dichiarano d'essere vivi e vegeti solo quando li si l...