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Visualizzazione dei post con l'etichetta Roberto Bolaño

Postocipi mondiali

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I mondiali sono sempre i mondiali

Vendesi abbecedario (praticamente nuovo)

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L'altroieri, saranno state più o meno le 18,00, sono passato per puro caso davanti ad una libreria dell'usato che si trova in un quartiere popolare di mia conoscenza - in realtà manco troppo, di mia conoscenza, se una libreria dell'usato là proprio non ce la sapevo (o faccio finta di non sapere niente per non pagarci sopra le tasse ?).  Sugli scalini esterni del negozio c'erano una decina di persone a parlare e fumare; dentro avevano accomodato per far sedere la gente, qualcuno s'era già seduto e si guardava attorno e aspettava. Noia a palla. Toh, ho detto, vuoi vedere che qua porca la miseria ci scappa l'ennesima presentazione di libri... Come un vecchio cane di quartiere mezzo spelacchiato e denutrito (di cultura? evviva la denutrizione allora! evviva la fame nel mondo!) stavo superando al trotto la libreria, ddu palle ste presentazioni di libri pensavo, quando guardando meglio dentro capisco di che si trattava. Povero fesso... povero fesso. Ti vai rinc...

Bolaño ed esilio

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LETTERATURA ED ESILIO, di Roberto Bolaño  (tratto da Tra parentesi, Adelphi) Sono stato invitato a parlare dell’esilio. L’invito era scritto in inglese e io non so l’inglese. C’è stato un tempo in cui lo sapevo o credevo di saperlo, in ogni caso c’è stato un tempo, quand’ero adolescente in cui credevo di saper leggere l’inglese quasi altrettanto bene, o altrettanto male, dello spagnolo. Purtroppo quel tempo è passato. Non leggo l’inglese. A quanto sono riuscito a capire della lettera che ho ricevuto, credo di dover parlare dell’esilio. Ma posso benissimo aver frainteso, il che, a ben vedere, sarebbe un vantaggio, perché io non credo nell’esilio, soprattutto non credo nell’esilio quando a questa parola si accompagna la parola letteratura. Per me, penso sia il caso di dirlo subito, è un piacere essere qui con voi, nell’illustre e famosa città di Vienna. Per me Vienna è strettamente legata alla letteratura e alla vita di alcune persone molto vicine che intesero l’esilio come a v...

Roberto Bolaño ed Enrique Vila-Matas

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Giusto per essere sempre al passo coi tempi e non farmi mancare niente, ho letto un romanzo del catalano Enrique Vila-Matas del 2010, forse il suo libro più famoso (forse), Dublinesque.  Siccome lui e Roberto Bolaño erano amici (se guardate la foto si capisce bene), amici scrittori, e pare che Vila-Matas fosse uno di quei contemporanei che a Bolaño piacevano molto (per altro Vila-Matas è ritenuto il più grande scrittore vivente in lingua spagnola), m'è venuto spontaneo metterli a paragone, non a gara su chi è il più bravo, ma a paragone.  E' un giochino rapido, niente di più, che parte da un binomio oppositivo gigantesco, quello tra Joyce e Beckett.  In scala notevolmente ridotta (e il paragone mi viene forse offerto proprio dalla lettura di Dublinesque che è un viaggio da Joyce a Beckett, colla preferenza di Beckett - checché ne dicano i critici, credo che Vila-Matas tenga più a lui che a Joyce), penso che quel grande costruttore di mondi che è Bolaño, di mondi cald...

Di Bolaño

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Fra tutte le grandi qualità artistiche dello scrittore Bolaño , io, sopra a tutto, apprezzo la sua incantevole, dinamitica intelligenza. Da cui, credo, scaturisce molto moltissimo del suo meraviglioso pianeta letterario.   

L'unica poesia pubblicata della grande poetessa messicana Cesárea Tinajero

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Reading in carcere

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Johnny Cash, come si sa, andava a fare concerti in carcere.  Stanotte ho sognato che Bolano portava dei brani di 2666 in carcere. E li leggeva. C'era anche Fante, mangiato dal diabete, assieme a Bukowski che pigliava applausi da tutte le parti.  Ce n'erano altri, bravi e meno bravi, una bella serata.  Di scrittori italiani mi sa che s'è affacciato solo uno colla faccia da marsigliese. L'hanno benvoluto subito...  

La visibilità letteraria e il narcotraffico di idee narrative

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Zelig, un film dove Woody Allen, senza tentennamenti, smaschera e sbugiarda tutti i suoi sosia e famigli clonati durante il maccartismo  Pre e mbolo: primo post di marzo, non nascondo un procellosa emozione fluttuarmi in tra le ossa, tenia tene conto.   Svagamento: leggo molto, come sapete, almeno dieci litri di libri al giorno, venti quando sono in vacanza, come oggi, o in villeggiatura al sole come in questo periodo di svago e relaz. Leggendo leggendo, leggendo leggendo, uno scava, e scavati oggi che ti scavo domani, scopri, scopri una mareggiata di tetti: che viene fuori? un'osservazione pertinace: si plagiano tra di loro, come i ricci, mi riferisco a quelli che scrivano i libri. Ma plagerie di brutto. A pisciarella. Sapete chi ci rimette? I troppo minori. Uno come Landolfi, per esempio, che scriveva per mettiamo mille persone in tutto, ci rimette tutta l'impresa. Lo spellano, lo lasciano in mutande, manco la fiche del riscatto... ai suoi danni ho contato finora un ...

Un'opera canagliesca

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  La cosa che di Roberto Bolaño a me m'ha incantado e m'encanta è che fa stare insieme nello stesso romanzo (senza che mettan su un incontro di botte, anzi colla più dolce e soave armonia) le idee e l'influenza di Borges, le sue sconfinate letture e la frontiera, il respiro della gente normale di tutti i giorni, la letteratura di genere, e il best seller di veloce consumo... è proprio questa bellissima transumanza di oggetti persone odori e cose a far sì che Bolaño metta definitivamente comodi sullo stesso pascolo, come su un buon divano, letterati forti e letterati deboli, scrittori e lettori, grande pubblico e nicchia.  Credo che la fama gli derivi, alla lunga, da questa sua grande capacità d'alchimista narrativo, di creatore bizzarro (e spesso caricaturale) di questi grandi scheletri a forma di pastiche letterari, riempiti colla ciccia delle emotività, dei suoni degli intrecci presi per strada e dalla sua vita.  E' evidente che nessuno oserebbe dire di Bolaño c...

Quanti romanzi si devono scrivere per fare bella figura nella società?

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Qui si scherza sempre su tutto i santi ecc, ma questo non è Raimondo Vianello con Sandra Mondaini, è lo scrittore italo-ucraino Giorgio Scerbanenco Dopo qualche post di poca figura sociale (di cui mi scuso, ma che mi servono per "tagliare il vino nell'acqua", cioè ammorbidire e diluirmi), oggi si torna a tomba.  V'è da sapere, in tralice, che io sono lettore scrupoloso, ma compulsivo... ero... che, dovendo scegliere, sceglievo bene. Sceglievo cioè i romanzieri stitici, e schizzignusi... quelli che ogni parola pesa come un blocco di cemento, che c'hanno la prosa poetica, la prosa bella di vario canone, o canone a sé. Quelli che emettono pochi romanzi, ma ogni romanzo è un pugno di caramelle dolcissime... Prima;  or mi sono rotto le palle.  Perché? Perché quegli scrittori lì a poco a poco finiscono, esauriscono. Morono e non ne rinasciono. La letteratura ne à pochi eccelsi, arrivati a scaglioni nel tempo.  Oggi, leggo poco, quindi, ma quel poco che le...

Il deserto glielo darei in faccia alloro mica nì

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Sono indotto a credere che quelli, i reazionari della Letteratura, siano pagati da qualche Ministero della Nostalgia per seminare come macchine spargisale la vulgata conservatora del Buon Passato delle Lettere. Ora, è indubbio che un'inflazione di qualità c'è, e va in crescendo, ciononostante questa non è una buona ragione per non leggere ciò che è stato scritto e pubblicato dopo l'anno di grazia 1980 (per esempio). Giocando a questo modo, non si rendono conto di fare come i professoroni delle università e i l a ttarati più consumati che non hanno occhi che per il passato e orecchie per il cerume. Dico questo perché di grossi ingegni ce ne sono in tutti i tempi, biologicamente, socialmente si devono arrangiare alla bell'e meglio come tutti, delle volte però qualcuno ha la buona ventura o che altro di venir fuori ed allora il castello di carta che questi vecchi coloni hanno eretto, a forza di parlare di IDEE e DESERTO CONTEMPORANEO, dovrebbe frantumarsi. Invece resta su...