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Tre pezzi di Maurizio Milani

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Senza andare troppo per il sottile, stasera vi propongo questi filmati qui presi su youtube e selezionati da me di Maurizio Milani per il foglio.it e per ilgiorno.it, che non so nemmeno se sia legale pubblicarli su un blog letterario dove per altro vi delizio gratuitamente da mesi (ciò non per rinfacciare ci mancherebbe ma non vorrei qualcuno si lamentasse se stasera pubblico qualcosa di seconda mano...).  Come molti italiani perbene ho in non grande simpatia la Chiesa ma compenso egregiamente standomi simpatico Giuliano Ferrara (almeno esteriormente) e molto di più mi sta simpatico Maurizio Milani che è un comico fantastico.  ps: non so ancora per quanto tempo, ma, fatto bastante curioso, se andate sulla stringa superiore del sito e pigiate cautamente "blog successivo>>" vi uscirà il blog di/o su Maurizio Milani. Vabbè, una curiosità. L'ALBERO DI NATALE PIù BELLO DEL MONDO A MILITARE  CRONACHE DALLA BASSA

Lacrime generali

" Vedi che io pure c'ho i problemi miei... mo non è che perché so' una donn a che sta a casa va tutto bene" "Mi fa piacere, che problemi hai cara?" "Tanti ce ne ho..." "Dimmene uno, comincia dal primo, quello più urgente" " Non posso sentire le canzoni" "Eh, epperché? sono brutte ? " "Perché mi fanno v enire da piangere..." " Le canzoni? Anche in pubblico?" "Soprattutto in pubblico" "Non riesci a trattenerti eh... Una forma di esibizionismo del dolore?" "La tv del dolore?" "Una specie..." "Mannò, è partito tutto con Nino Rota, quand'ero piccola, mi facevo 'na pianta da sola... e poi le canzoni di Piero Ciampi" "Sono belle, ma a piangere ce ne passa..." "Tu non piangi mai?" "Pratica mente no... resisto, tanto non serve a niente" "Non sai che ti perdi..." La luna batteva sui tetti , un...

Cuore di iceberg

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Cosa dire del buon Ierace? Buon Ierace poi... buono no di certo. Cattivo e maligno sarebbe meglio dire, meschino fin nel profondo dell'essere, fino alla pianta del piede. Ricolmo di livore e sentimenti tossici per tutti. Che lo possano accide' veramente, li murti su'. Ierace era ed è anaffettivo. Completamente incapace di accordare un ditino di fiducia a qualcuno, totalmente incongruo ad ogni affetto, senza 'na bricioletta d'amore per nessuno, non dico solo per chi si conosce (che magari, sapete, delle volte ti sboccia proprio dal petto di non volergli bene, a chi si conosce - sarà per la troppa conoscenza della persona) ma dico per l'umanità in toto che essendo impalpabile ed astratta, irraggiungibile, è facile da amare, volendo, con un po' di senso dell'assoluto... tipo io per esempio amo i poveri... dice: e per te che ce vò? tu sei povero, ami la razza tua... Mica vero, è una questione estetica (o etica, o tutt'e due ché tanto so' la st...

I due professionisti Santoro e Berlusconi

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Io sinceramente non lo so se ci sono o se ci fanno. Forse tutte e due le cose, si dice in questi casi: tutt'e due (ma più la seconda).  La domanda non dovrebbe suonare nuova, perché noi il giornalismo di Santoro e Berlusconi li conosciamo da tanto tempo, oh se li conosciamo!  Ieri sera però nel confronto sulla7 che li ha visti fronteggiarsi come due eserciti di cartapesta sotto gli occhi di un pubblico sempre più bambino... davanti a questa battaglietta televisiva che dura da lustri e che ieri sera s'è composta nello stesso studiolo "pubblico" anche i più scettici si sarebbero dovuti convincere che l'informazione in Italia è show e basta, anche se la fa Santoro, anzi, a maggior ragione se la fa uno come Santoro che in questi anni ha contribuito in misura corposa a trasformare la Politica in spettacolo giornalistico, intrattenimento di prima serata, racconto romanzesco, punti-share.  Certo, Santoro è uno che fa parlare anche la classe operaia che nelle narra...

Lettera di un romantico alla sua promessa sposa che è partita alla volta dell'Australia per ottenere il divorzio

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Cara M e y, ti verrò dietro prima o poi nei tuoi viaggi in Australia e nell' Honduras, è cosa scritta nelle stelle, ma questa volta, credimi, non era il caso, io con l'influ enza, la gamba tremula dopo l a maldestra caduta, il naso attappato ...no, no, credimi, abbiamo fatto la cosa migliore a concentrare i nostri soldi nel tuo biglietto e risolvere quest a penosa quisquilia legale c on il tuo vecchio marito e sposarci finalmente io e te in Italia alla presenza di tutti i nostri amici, al chiaro di luna come ci piace, d'estate, le pal me che ondeggiano sopra al lungomare.. . E ' una cosa bellissima, eppure tu ti ostini a contrastarmi. A contrastarci, stupida che sei. So che hai detto a mia sorella che sono un codardo a non averti accompagnata in Australia. Primo: e i quattrini? lo sai quanto costano i quattrini oggigiorno? oppure c redi, babbiona, che abbia paura dei vostri inutili canguri? degli aerei di un giorno intero, o del tuo energumeno di marito? Ma io q...

I vizi di Amalia

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Vivendo in una palazzina condominiale come tanti , davanti ad un negozio di saponi , in una zona tuttosommato tranquilla del paese, Amalia ha sempre avuto la sensazione di possedere una invidiabile felicità di base.  Ma gli esseri umani sono strani e pur nella contentezza di avere tutto l'indispensabile per vivere, Amalia maturò due vizi che divennero incipienti con il passare degli anni: il diabete e l ' alcolismo. I peccati di gola non era no in realtà in cima alla lista dei suoi spasimi di desiderio . Non era che mangiasse troppo dolce. Era sempre quella bestia d el bere che gli aveva fatto pre ndere il diabete. A malia era amante forte di bevande liquorose che si sa hanno un notevole apporto di zuccheri.  Si accorse del diabete grazie ai mo rsi del prurito che iniziarono a tempestarle le me mb ra. Non c'è un cazzo da ridere a girare e grattarsi e farsi in con tinuazione bidet alle parti int ime . A malia , bisogna dirlo, ebbe una tem pe stiva diagnosi de i su...

Corpi

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Ultimamente, leggendo internet, sono spinto a pensare più o meno a cose del genere:  Allora cominciavo a frugare per conto mio tra le decine di riviste abbandonate sulla parete di fondo. Alcune erano di mesi e mesi prima, avevano l'aspetto dei giornali dimenticati in macchina al sole dell'estate. Affrontavano argomenti a me ignoti, antropologia, linguistica, arredamento, etologia, con un linguaggio grave, panciuto, sazio di sé. Facevo fatica a immaginare dietro ai nomi e ai cognomi e ai titoli universitari di chi aveva scritto quelle pagine un corpo che provava freddo o sonno e che un giorno sarebbe morto.  Questo stralcio appartiene per la SIAE a Marco Lodoli, nel romanzo I fiori, Einaudi, Torino 1999.  Sono d'accordo con lui. Con Lodoli.  Mentre, sembrerà strano (o straniero), eppure trovo molta roba e tanto corpo in quei raccontini brevi e corredati di immagini che si rabberciano su internet, sopra i blog o meglio credo su twitter, che si scrivono da t...