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Il doppiatore d'artisti

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Il mio discorso sulla fumisteria fu molto lungo e fumoso, altresì venne applaudito a frotte e riscosse l’unanime consenso della sala. A fine conferenza, fu offerto un cocktail in mio onore, dove fui ovviamente invitato e lucidato di omaggi. La cerimonia, diversamente da come racconta questa congerie di cose Thomas Bernhard nel suo libro  I miei premi,  fu piacevolissima, ed io mi beai di stare in una sala dove mi si trattava da grande artista e dove finalmente veniva riconosciuto il mio valore anche nel vischioso campo degli scopritori di talenti. In realtà  non sono mai chi sembro. Vado alle premiazioni perché mi pagano per vincere e questo è in realtà il mio lavoro, vincere. Il mio lavoro è fare lo stuntman degli artisti vincenti (a volte anche perdenti, dipende) che si vergognano o non hanno voglia di presenziare ai premi. La maggior parte dei premi li vinco io, ma voi non ve ne accorgete. Sono un trasformist...

Una poesia di Lo Tasso su Torna l'autunno letture dure

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Torna l'autunno letture dure (new) Alla guerra come alla guerra all'autunno come all'autunno mi seggo al tavolo e sto fermo per tante ore di fila che sembro un cappotto messo sull'attaccapanni, che sembro un lavoro qualsiasi viene a trovarmi un mio amico più vecchio di me,  sul tavolo una pattuglia di formiche e molliche ci guardano i buchi delle orecchie chissà quando potremo entrare nel vostro cervello  quand'è che brutti vecchiacci maledetti vi morite ché è meglio per tutti per lo Stato e per noi?  Dal tavolo insieme all'amico tristo e muto allungo l'occhio alla bocca del muro vuoto c'è sopra solo un vecchio forno da panettiere professionistico annerito dal pane e dai dolci che ci ha cavato mia moglie, mi ricorda l'impagliatore di animali  che quand'ero piccolo teneva un forno di queste dimensioni sormontato da uccelletti di gesso e corvi in miniatura... piccolissimi... Autunno, sono dieci giorni che leggo un l...

Un lavoro pulito

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Roberto Benigni, Franco Citti e Ninetto Davoli nel Minestrone E' passato un anno da quando mia moglie è morta per colpa mia. La mia educazione mi impone di rispettare almeno l'anno di lutto, prima di quello nessun vedovo può risposarsi, né farsi troppo vedere con altre donne, né parlare fuori dai denti della moglie deceduta. Ora che l'anno è passato ne posso parlare.  Io di lavoro faccio il ladro, il ladro, come si vedrà, onesto, e infatti ce la passiamo maluccio, guadagniamo briciole, noi gentiluomini del furtivo che siamo rimasti mezza dozzina in tutta l'Italia. Mia moglie è morta di crepacuore aspettando che questo suo marito le riportasse la pagnotta, rubata, che sempre pagnotta è, si mangia lo stesso.  Mia moglie me lo diceva sempre che non mi capiva, ma come, se sei ladro, sei ladro, invece io mi ostinavo ad essere un ladro gentiluomo (la mia passionaccia per le sfumature).  Ed è questa mia cavalleria ladronesca che ha portato mia moglie a perdere i nervi...

Una bellissima intervista a Simenon che parla dei suoi primi trecento romanzi, dell'artigianato, e di quanto sia più interessante parlare colla gente piuttosto che cogli scrittori

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Ma secondo voi, Simenon, che era uno straordinario scrittore popolare (straordinario davvero!), stava meglio nelle edizioni Mondadori, o in quelle Adelphi?  Secondo me, Mondadori.  Magari lo spiego meglio un'altra volta... ma tanto s'è capito già così. 

La Fantascienza

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Ieri pensavo che mi è piaciuta moltissimo l'impresa astronautica di quel signore di nome Felix Baumgartner, che si è tuffato sulla crosta terrestre da quella altezza vertiginosa  di  39mila metri,  ché addirittura per arrampicarsi fin lassù ha dovuto scavalcare (capsula spaziale alla mano) il muro del suono . Per me che una scala a spirale mi mette le vertigini... che quando ero piccolo andavo a vedere i paracadutisti in campagna fare delle esibizioni davanti ad un pubblico che si sa voleva vedere il sangue e le ossa rotte, perché che c'è di bello a vedere uno che scende dal cielo con un lenzuolo di gomma sulla testa? quando tornavo a casa prendevo i sacchetti della spesa, li legavo a spago alle braccia dei miei pupazzetti e li facevo volare in aria dal balcone. Molto spesso il sacchetto si apriva, e i pupazzi scendevano sull'aia o nel pollaio indenni planando leggeri come piume. Altre volte il sacchetto non si apriva e il pupo andava giù a missile.  Per me Felix...

L'attendente, storia di un artista dell'attesa

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C'era una volta... anzi, facciamola all'americana: c'è ora e subito un signore davvero interessante al quale la crisi economica dei nostri giorni ha cambiato la vita, in positivo – succede anche questo, ché non è tutto un suicido lacrimevole e un sacrificio sanguinoso, c’è anche di storie belle della crisi, io ho l’onere di narrarne una e un paio, tre per gli aritmetici. Questo signore baciato dalla crisi , che chiameremo T., lavorava come tanti in un cantiere edile, avendo fatto, dopo anni e anni di sgobbo alla cazzuola (il cucchiaino da muratore), un po' di carriera passando dal segmento manovale a quello dei capomastri, i capocantieri, cioè faceva l’assistente dei lavori, finendo la carriera (per sopraggiunto licenziamento) al settore Sicurezza, ché faceva insomma per lo più la messa in virtù delle impalcature, degli operai, dei distanziatori, degli equipaggiamenti, delle ascese sulla gru, le ruspe e del lavoro storicamente pericolante, di evitare insomma inc...

Morti in battaglia (Carlo Dossi)

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105.  Si sotteravano i morti sul campo, la notte della battaglia.  Gridavano alcuni feriti ai becchini…: "Per carità…  noi non siamo che feriti" -  E i seppellitori ghignando: "a darvi ascolto, nessuno di voi sarebbe morto" - e giù nella fossa. (dalle  Note Azzurre di Carlo Alberto Pisani Dossi) Breve postilletta: Dossi è uno scrittore eccezionale, in tutti i sensi, ma forse sono proprio le Note Azzurre, una specie di zibaldone, il suo libro più bello e ricco in assoluto.