Il doppiatore d'artisti
Il mio discorso sulla fumisteria fu molto lungo e fumoso, altresì venne applaudito a frotte e riscosse l’unanime consenso della sala. A fine conferenza, fu offerto un cocktail in mio onore, dove fui ovviamente invitato e lucidato di omaggi. La cerimonia, diversamente da come racconta questa congerie di cose Thomas Bernhard nel suo libro I miei premi, fu piacevolissima, ed io mi beai di stare in una sala dove mi si trattava da grande artista e dove finalmente veniva riconosciuto il mio valore anche nel vischioso campo degli scopritori di talenti. In realtà non sono mai chi sembro. Vado alle premiazioni perché mi pagano per vincere e questo è in realtà il mio lavoro, vincere. Il mio lavoro è fare lo stuntman degli artisti vincenti (a volte anche perdenti, dipende) che si vergognano o non hanno voglia di presenziare ai premi. La maggior parte dei premi li vinco io, ma voi non ve ne accorgete. Sono un trasformist...