Storia di un dizionario dove le parole vanno inseguite
Secondo quanto sostiene il poeta andaluso Javier Bribón-Anaja nel suo lungo breviario linguistico scritto durante un soggiorno in Italia (terra che conosceva bene per avere un nonno e un'amante di origini lucane), l’italiano come lingua gli aveva sempre dato la sensazione che convenisse assecondarla, come un fiume, come una dama fatale, sicuramente metterci in mezzo il proprio corpo a mo' di un frangiflutti , ma assecondarla, per l'amor di dio. Alla lingua italiana come la vede Bribon-Anaja non si dovrebbe torcere manco un capello, oppure, se proprio si deve, conviene pochi. Forse l’italiano più che torcergli i capelli, mi viene da dire, è una lingua che è meglio fargli diventare tutti bianchi i capelli o megli’ancora brizzolati (ma su base castano nera, come i miei - e non per vantarmi ma brizzolati base chiara è uno schifo - va bene pure tingerli, o mettere il parrucchino). D’altronde, la questione, se questione si vuole qui porre, è tutta sulla melodia (in una vel...