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Ėjzenštejn o Fantozzi?

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Rivoluzionario oclocratico russo-genovese prima di una meritoria standing ovation di 92 minuti Io sto con Fantozzi (uno dei miei eroi,veramente) ma non col giudizio in sé su  La corazzata Potëmkin che non l'ho mai vista né sentita, bensì sul fatto che gli aristocratici del minore non ponno rompere il cazzo! ché la qualità non si può imporre! e perché non può essere che è sempre la massa che deve far stare contenti e sollazzati i pochi minori, così se codesti pochi aristocratici di sopra (o di sotto) c'hanno voglia di godere di buona stima presso il pub blico, possono fare pari pari come ha fatto Paolo Villaggio che è un aristocratico del minore, è un grande attore (e la sua saga fantozziana immensa) ma faceva cinema di cassetta, ad industriam, come la saga del ragioniere Ugo Fantozzi da Genova dimostra. Ed oggi non disdegna, sempre Villaggio, perché no?, di andare in tv a dire cose anche abbastanza discutibili, e a cedere cammei che potrebbe non concedere... ma probabilmente...

L'Italia è un paese litigioso, caro Paolo e tu lo sai

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Da ultimo, qui sui blog, si parla della libertà d'espressione e del controvalore in censura, applicabile, non applicabile eccetera. Ne ha parlato con solita lucidità il compagno di merende fantasiste Larry Massino qui nel suo podere , in relazione al bruttissimo articolo di Bertrante sul Fatto Quotidiano, ed anche sul sito Le parole e le cose le parole potrebbero cambiare le cose o viceversa , molto verosimilmente per i commentatori scettico-insubordinati o finiti come palline da biliardo (casualmente) sul cazzo di qualcuno... che ci vuoi fare? Ma c'è da dire che se i sardi hanno edificato un caso territoriale e deciso (dando mandato ad un avvocato) di denunciare Paolo Villaggio e appenderlo al palo per questo: che senso ha parlare in questo paese fognario di libertà d'espressione? Continuiamo, più seriamente, a parlare di calcio, ché non (ci) rimettiamo di sicuro...