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Visualizzazione dei post con l'etichetta Céline

Non solo marketing: Delfini e Céline escono dal guscio

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Diario del nulla estivo, 1

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Una questione di velocità - Céline, Totò e le marce della scrittura

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A me piace molto guidare la macchina, potendo mi fanno guidare sempre a me, è una delle poche cose che disimpegno con qualche capacità.  Guidando guidando, uno dopo tanti anni, diventa stiloso, per forza. E anche perfezionista.  Ecco, dopo tanti anni di pratica, mi è venuta tante volte la sensazione che le marce della macchina sono insufficienti... non in profondità, voglio dire, ma in intermezzi. Non c'è quasi mai bisogno della settima marcia, ma sicuramente c'è bisogno della seconda e mezza, della terza e mezza... ci manca lo spezzo, come si dice. Céline non era un amante delle auto, le odiava, ma pare guidasse con qualche difficoltà e soddisfazione una motocicletta. Secondo me, Céline, che di fatto ha massimizzato, per una questione di metrica emotiva , l'utilizzo dei tre puntini, i punti di sospensione nella letteratura, lo ha fatto perché effettivamente ci sono dei momenti che come colle marce della macchina, pure le marce della scrittura, ovvero la punteggiatu...

Sul premio Strega 2012 e altre storie

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Nel 1932 esce a Parigi per i tipi di una casa editrice misconosciuta, la Denoel et Steele, un libro che farà storia: Viaggio al termine della notte . L'autore, più sconosciuto dei suoi editori, è un losco figuro che di professione fa il medico dei poveri nelle banlieue parigina, il dottor Destouches, ma si farà chiamare Céline, dal nome della nonna.  Il romanzo, rivoluzionario del modo di scrivere i libri, soprattutto per via del lavoro sulla lingua, viene fatto concorrere al premio Goncourt, che è praticamente il corrispettivo oggettivo francese del premio Strega italiano. Céline, dopo aver letterariamente convinto fior fiori di critici, è in pole position fino all'ultimo e sembra aver praticamente vinto, se non che, sul più bello, c'è un golpe inaspettato... e vince un altro libro... pare che lo scippo sia da imputare a dei giurati che avrebbero tradito (alla faccia della trasparenza) voltando la gabbana all'ultima curva di voti.  Questa è la storia ufficiale...

Controtendenze, Gianni Celati

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Un libro del 1985 di Gianni Celati, abbastanza rivoluzionario per la piccola Italia (specialmente d'adesso) Dopo gli esordi sperimentalisti per lo più raccolti in Parlamenti buffi, Celati medita un rilancio artistico diverso. Passano molti anni, e alla fine, esce nell'85 Narratori delle pianure .  Il percorso che porta dai Parlamenti ai Narratori è, in qualche misura, beckettiano.   Il Celati degli esordi infatti si muoveva come Beckett dentro il paradigma di Joyce e dentro quello di Céline, degli innovatori mimetico-linguistici per intenderci, in quella fase storica che si potrebbe sintetizzare per far piacere a chi non ha tempo da perdere in Apoteosi della parola o anche in Apocalittici della parola.  Su questo rigaggio nasce, per Celati, Le avventure di Guizzardi (anno 1973) . Un continuo spettacolo acrobatico-linguistico con esiti umoristici molto divertenti, tutto incentrato attorno al virtuosismo stilistico, all'extra-vagante mentale, al delirio narrativo p...

Giuseppe Montesano parla di L-F Céline meglio di tutti i tromboni filo-célinari o tromboni anti-filo-célinari, è una conferenza lunga me ne rendo acconto ma ne v alghe la pena, almeno secondo me, Montesano ragiona coi fiocchi orale e scritto

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Montesà, ma chi cazzo ci crede che ti piace Saviano?