domenica 26 febbraio 2012

L'essenza della poesia è la poesia, no i poetanti, anche se la poesia è molto biografica

da Il grande, poesie 3, 
di Charles Bukowski



Finito?

Ora la critica mi dipinge come 
uno che beve champagne 
e gira in BMW
e ha sposato un'aristocratica 
della Filadelfia bene  
il che naturalmente
mi impedirà di scrivere
la mia roba
sudicia e corposa.
e può darsi
che abbiano ragione,
potrei cominciare
ad assomigliare
a loro,
e per me sarebbe
quasi
come morire.

vedremo.
ma aspettate a seppellirmi.
non fate caso se bevo
con Sean Penn.
limitatevi a misurare
le poesie
che escono dalla mia tastiera.
ascoltate solo quelle.
dopo questa lunga lotta
non ho intenzione
di arrendermi presto.
o tardi.
o soddisfatto.



Nota, mia: co testo ragionamento, che non ha nulla di peregrino ma dati i tempi può addirittura sembrarlo, dovrebbe poter valere per tutto, sempre. 
Quando inizia a non valere affatto affatto, allora ve la stanno facendo dietro, e particolarmente male, per giunta.   

venerdì 24 febbraio 2012

Giuda l'inferno Massimo Troisi Celentano...

Durante il poco finora passato festival di San Remo (che, detto in confidenza, se vinceva Nanì io ero contento, forse pure Arisa - se vinceva Bobo Rondelli ero contento egualmente di più...), Celentano ha usato parole fortissime contro Giuda, secondo me ingiustamente fortissime, per quanto come tutti ho in simpatia le avventure di Gesù Cristo da Nantucket. E ha usato parole crudissime contro lo strapotere mediatico dell'Inferno. Ingiustamente, ancora, forse. Perché l'inferno va ridefinito, riconcettualizzato, da alcuni big della musica leggera (a mo' di celia, di strizzatina d'occhio, di messaggio in codice)... e lui poteva dargli, visto che va alla televisione ed ha share immorali, una sua dignità medianica...  
Emma invece, sempre parlando di Inferno, ha fatto la sua parte, cioè la parte mediatica, portando tantissimi voti al partito ultrainternazionalista dell'Inferno ché più questi pesciolini ne parlano male, più lo scetticismo sul paradiso si rafforza.
    
Poi Celentano quando canta, canta per cantare, ed è un asso assoluto (scusate la caco fonia) quando parla, eh, vabbè... parla populista, e non ragiona sghembo, non pensa a zig zag, o almeno non tanto a zig zag come corrono le sue gambe alate... 
non sarà l'inferno, tuona Emma.... ma noi diciamo "magari fosse l'inferno", caro Celentano, magari l'inferno, che ci fai col paradiso quando ti sono spalancate come un cesso senza porte le porte del beato inferno, dove è destinato a precipitare ogni povero buon diavolo di questo tondo mondo? c'è posto per tutti, Adriano, al paradiso no. Forse però non è di questo inferno godereccio e carnoso e terroso e biscazziere come una frontiera in divenire, segnata al metro da un tiralinee bizzarro e matto, che parlano i preti, o di cui sente far sermoni Celentano, quando va alla chiesa. E' una sorta di vero paradiso, sto Inferno, di cui è giusto non parlare, perché chi ci va lo sa già da solo, a cuore aperto.  
Speriamo, comunque sia, di incontrarci anche Adriano, nell'aldisotto... 
ma sarebbe impensabile il contrario. 

Massimo Troisi, un mito, in una scena di Ricomincio da tre, su Giuda:

Ėjzenštejn o Fantozzi?

Rivoluzionario oclocratico russo-genovese prima di una meritoria standing ovation di 92 minuti
Io sto con Fantozzi (uno dei miei eroi,veramente) ma non col giudizio in sé su La corazzata Potëmkin che non l'ho mai vista né sentita, bensì sul fatto che gli aristocratici del minore non ponno rompere il cazzo! ché la qualità non si può imporre! e perché non può essere che è sempre la massa che deve far stare contenti e sollazzati i pochi minori, così se codesti pochi aristocratici di sopra (o di sotto) c'hanno voglia di godere di buona stima presso il pub blico, possono fare pari pari come ha fatto Paolo Villaggio che è un aristocratico del minore, è un grande attore (e la sua saga fantozziana immensa) ma faceva cinema di cassetta, ad industriam, come la saga del ragioniere Ugo Fantozzi da Genova dimostra. Ed oggi non disdegna, sempre Villaggio, perché no?, di andare in tv a dire cose anche abbastanza discutibili, e a cedere cammei che potrebbe non concedere... ma probabilmente lui ci si diverte, e fa bene.
Poi, oh, ognuno facesse quello che gli pare, però poi non ci lamentiamo se il prodotto interno lordo artistico (PILA) non è giustamente distribuito, è colpa dei produttori del PILA... (i PIRLA)... e non dei Fantozzi dei Filini e delle succulente signorine Silvani. 
   


visto che ci sono, si parla di Russia, (il bianco nulla dicono i Russi per riferirsi al Nulla), volevo salutare i miei amici della confederazione che ad oggi, da luglio, vengono a frotte nel mio blog, fino a toccare le 500 unità. Forse è sempre lo stesso che viene, quindi 1 unità, l'unità: del totalizzatore non mi fido mica. Ma quell'unità la voglio salutare, allora.


  







giovedì 23 febbraio 2012

Saviano è forte forte

Dinamo aspetta l'autobus, assieme ad un signore che fuma fasciato in maniche di canottiera, per andare allo stadio a tifare la p(r)osa più titolata d'Italia... 


Tutti i miei lettori lo sanno, da mesi, ed anche il mio pros(it)are suona chiaro, quindi mi ripeto solo per gli ultimi arrivi: Saviano è il mio scrittore preferito; io la penso poi alla stringa di Giuseppe Montesano, non amo chi critica quello che Saviano scrive (ai quali, educatamente, faccio il medio verso); anzi, per me diventa nemico in un tempo piccolo. 
Detto questo, aggiungo che Saviano è un giornalista coi fiocchi. Ieri per esempio, un bambino passeggiava col papà giornalaio che saranno state le otto di sera aveva appena messo il lucchetto al chiosco e tirandogli i calzoni, il figliolo, perché piccino e di statura ancora non come i grandi, faceva "papà è vero che Saviano è un giornalista coi fiocchi?", visto che il padre aveva per le braccia i giornalini che hanno sempre i giornalai per i nostalgici delle pagine a luci rosse, ed inevadeva la risposta, mi sono avanzato io e ho risposto, a bandiera, "sì figliolo! è coi fiocchi! abbracciamoci!". Il padre scombussolato, forse un po' congestionato di fantasia, ci ha sbaciuzzati tutti alla bocca e ha detto "così è fare l'Italia!!!cosììììììì!" ed è corso via a fare anche lui il suo mattone d'Italia, col bambino felice che gli pendeva volante dalla mano come un cestino da picnic, e non l'ho visti più... 


Per farvi capire quanto è giornalista coi fiocchi Saviano, vi invito a leggere lo scoop che Saviano fece qualche anno fa: ecco la notizia, su Dagospia.

Ora, che uno che fa il mestiere del giornalista non verifichi bene le sue fonti è una cosa bene, si sa tutti, ma succede, spesso se certe informazioni si ritiene siano flirtate per agenzie e redazioni attendibili. 
Che però si spellino colla carta stampata (vetrata) gli indiziati di mafia, ripeto Indiziati (in attesa di ulteriori verifiche e di un processo), prima di un processo regolare, e di una sentenza, questo è davvero una cosa.... 
Ma Saviano è forte, quindi dopo l'errore commesso col sindaco Giorgio Magliocca, mica torna recidivo recidivo a tuonare giustizialista contro Cosentino... prima del processo. No. Non lo sta facendo: quindi era solo un errore di allora, non una sua usanza. 


Comunque, io sono contento, perché leggiamo le rubriche di Saviano sui giornali, e ascoltiamo le sue invettive in piazza e in televisione, milioni di italiani (che leggiamo anche i suoi benissimo scritti volumi tra la fiction novel e la realtà propriamente detta). Siamo, credo, ancora in cifra milionaria noi che, avendo altre faccendicole da attendere, formiamo per semplicità e comodità le nostre opinioni e i nostri interventi enunciativi al bar e a lavoro sulle brillanti opinioni di Saviano; certo quando le ripetiamo a pappardella, cerchiamo di non dimenticare manco una sillaba di quello che dice, purtroppo essendo noi milionari (in cifra) penso che qualcuno sbagli nel compitare, qualcosa avanza, qualcosa manca... 
speriamo solo il verbo non si perda per strada... 
Saviano è l'intellettuale scrittore giornalista con una delle maggiori quote di autorevolezza nel paese. 


Ne ha di più o di meno, d'autorevolezza, di quanta n'aveva Pasolini?
Non lo so, ma Saviano è forte.




(pezzo di) post scriptum (dopo)


io non l'ho usata l'espressione che ha reso famoso Saviano: la macchina del f... si potrebbe però usare il suo succedaneo la macchina del tango (coniata, mi sembra di ricordare, dal tanghero Mattolini), o la macchina del rango ecc.  
Credo che queste altre macchine abbiano sul pubblico un effetto placebo clinicamente testato.  

martedì 21 febbraio 2012

Bullismo light, un racconto di Sergio Soda Star

ho cercato ho cercato, ma non trovo di chi è questa immagine


Pubblico di seguito un racconto breve di Sergio Soda Star, tenutario di Immondizie Riunite (che ringrazio per il racconto e per aver aderito tutti al nostro famoso sciopero trollante). 




BULLISMO LIGHT


in una classe ho un alunno nero che subisce una specie di bullismo light da parte della classe. in pratica spesso improvvisamente lo chiamano e fanno finta di tirargli una cosa addosso e chiaramente lui fa il movimento come se gli stanno tirando una cosa addosso. dicono dos santos!... lui si spaventa ma non gli tirano niente. poi mentre lui cerca di seguire la lezione improvvisamente o il compagno di banco o uno dei banchi vicini gli mettono la mano sull’astuccio come se se lo volessero prendere o rubargli qualcosa. allora dos santos mette pure la sua mano sul suo astuccio e stanno in quella posizione molto tempo, ma anche se dos santos essendo purtroppo interessato alla lezione leva la mano per primo comunque quello che lo voleva infastidire la toglie pure lui non prendendosi niente. poi altre volte fanno finta di dargli un pugno o un calcio nell’intervallo ma alla fine non glielo danno e dos santos fa una faccia assurda e ultimamente cerca anche di non muoversi volendo fare capire che non si è spaventato. in pratica con dos santos è nato un nuovo tipo di bullismo, cioè light dove comunque la vittima viene continuamente infastidita ma in una maniera + accettabile. oggi a un certo punto dos santos stava cercando inutilmente di seguire latino ma era praticamente l’unico perché gli altri facevano altre cose. a un certo punto comito che sta seduto vicino la finestra mentre usava l’I phone ha detto improvvisamente dos santos!... lui si è girato di scatto ma non è successo niente.

domenica 19 febbraio 2012

Giampaolo Rugarli, uno scrittore che ci piace assai

Giampaolo Rugarli
"Io ho sempre scritto, d’altronde ai miei tempi era impensabile dire faccio lo scrittore o faccio il giornalista, dunque sono entrato nell’ufficio legale di una grande banca - in cui ho anche fatto carriera amministrativa - sono diventato direttore della sede di Roma e da ultimo direttore del servizio studi della stessa. 
Scrivevo comunque sempre, un po’ di contrabbando, finché ad un certo punto mi trovai in rotta di collisione con la direzione generale e l’amministrazione della banca: avvisai delle irregolarità che denunciai all’autorità giudiziaria, ma come spesso succede passai da accusatore ad accusato. Sciolsero la struttura che dirigevo, mi misero a disposizione – in altri termini mi relegarono ad un ala del palazzo in ristrutturazione - e poiché ero dirigente e mi spettavano ancora dei privilegi, fui trasferito qui con la mia segretaria che sferruzzava, mentre io scrivevo Il superlativo assoluto, il mio libro d’esordio (esordio dovuto a Claudio Magris, mi piace ricordarlo sempre per stima e affetto). Poi, essendosi verificata questa frattura, decisi di dimettermi relativamente giovane e cominciai a scrivere a tempo pieno. Forse lo scrittore è stato più fortunato del direttore di banca e dell’avvocato".

"La scrittura mi serve per concedermi tutto quello che non ho avuto e che probabilmente non avrò mai. 
Voglio essere sincero. Quando scrivo - naturalmente parlo di narrativa - è come se partissi completamente per la tangente, me ne volo in un altro mondo dove le cose vanno a modo mio, sogno ad occhi aperti". 

"Da narratore, sia pur non insignito del Nobel e quindi in tutta umiltà, mi permetto di osservare che un romanzo può atteggiarsi in mille modi, come l'esperienza del Novecento insegna, e può anche vaneggiare, purché non dalla prima all'ultima pagina. Come Amleto, deve avere metodo nella pazzia".




(di Giampaolo Rugarli)






testi liberamente tratti da un'intervista a Rugarli sul suo romanzo La luna di Malcontenta (contenuta qui) e da una sua recensione (contenuta qui) del romanzo del premio Nobel Herta Muller, Il paese delle prugne verdi, romanzo che (detto di lato) a me non è piaciuto molto.  

martedì 14 febbraio 2012

Da Wilders a Borghezio: come sempre, le idee migliori fanno il giro del mondo(!)


L'europarlamentare leghista (ossimori?) Borghezio ha fatto sapere che sulla falsariga di Wilders, leader xenofobo dell'estrema destra in Olanda che l'ha da poco attuato nel suo paese, la Lega Nord ha intenzione di aprire un sito sfogatoio che "dia la possibilità a tutti i cittadini di segnalare fatti e comportamenti di rilievo inerenti gli immigrati extracomunitari" (parola di Borghezio; grassetto mio).


"La maggioranza silenziosa di coloro a cui finora non é stato possibile aver voce per denunciare i fatti, i comportamenti e i guasti sociali ed economici, in una parola il volto negativo di certa immigrazione, troverà finalmente uno spazio per esprimersi e, perché no, potersi sfogare senza l'occhiuto controllo della censura che si abbatte inesorabilmente sulle opinioni sgradite alla cultura dominante" (parola di Borghezio; grassetto mio).


"Uno spazio di libertà aperto alla collaborazione di tutti, uomini e donne delle forze dell’ordine ovviamente compresi, ai quali garantiremo l’anonimato" (parola di Borghezio; grassetto mio).





L'iniziativa, promossa dai Volontari Verdi in collaborazione con il consigliere comunale di Milano, Max Bastoni, avrà, precisa Borghezio, manco a dirlo , anche finalità culturali oltre che politiche. 
(Già, la cultura!). 


                                                ***


Preciso e ricordo che siamo nell'anno di grazia (?) 2012, e c'è chi intraprende azioni razziste, di delazione e caccia allo straniero di questo tipo, con garanzia di anonimato.
Fortunatamente c'è chi non considera certe pratiche come normali:  nella riunione plenaria di ieri il neopresidente del Parlamento Ue, Martin Schulz, ha infatti solennemente protestato per l'iniziativa di stampo razzista di Wilders. Speriamo serva a qualcosa, in Olanda come in Italia. 



Quando c'è il linguaggio c'è tutto

bambino di media statura si prepara per andare a scuola mentre guarda  ipnotizzato Mattino five, o fave?
Si parlava l'altra sera amichevolmente, vicendevolmente, tra di noi al bar... dice 'sì è vero la televisione non si può tanto guarda pe' quant'è brutt... e produce pure un linguaggio povero, misero... ora, detto tra di noi, prima cosa: il linguaggio televisivo può diventare una risorsa per la gente?' questa prima domanda, gettata a sasso rompi specchio d'acqua, mi piace, dico ' ma certo, infatti si usa come risorsa se tu fai dell'arte contemporanea, della comicità... puoi adoperare il registro televisivo come risorsa... lu problema è mo' a capì chi invece usa il registro televisivo come unico linguaggio... sarà veramente così? può essere che uno tiene solo quello linguaggio lì? a me mi sembra impozzibbole'
dice 'no no no... io dico ma se noi con l'anima il corpo la lingua ci facciamo il pensiero, che il pensiero non è altro che come lo diciamo oppure perché lo diciamo allora è davvero importante comunicare tutte le cose del mondo del fuori mondo delle cose super... cioè non è che c'è bisogno di dire dire dire... basta pure dire una cosa sola, detta bene.... sempre a parlà sempre a dì... per esempio, mio cugina, che s'ha sposata un americano e mo' vive là fatto figli parenti e tutto, io so' stato è un piccolo paesolo ci sarann 300 persone, parlano un inglese scavato scavato di poche parole che io sembra Shaksp... e vivono tranquilli beati...'
'prima di tutto, bello mio, la lingua della televisione vuole che tu la parli così chi compete ti capisce... sai la storia di come è nato 'o tip tap? pe' nun fà capì al padrone! eppoi quella lingua là televisiva serve per farti accettare anche il mondo come te lo dicono loro, con pochi suoni, carte fatte, e poco poco corpo, quasi niente, come le battute di Luttazzi che è tutto bit e files e sistema nervoso centrale. Io voglio dire anche le cose che dice la televisione, per carità, mica so' Dante, però voglio dire pure cose che là non ci stanno le parole per dirle... e secondo me, anche la gente, perché la persona ha bisogno di stare in mezzo alle altre persone, mica a fà le belle statuine... tanto anche le belle statuine, scrio scrio, pure che non si muovono e non dicono, proprio per questo, parlano di brutto! e infatti ci giocano i bambini '


chissà se abbiamo convenuto su qualcosa? non è facile capirsi tra idioletti, forse è per questo che la comunicazione va arricchita, ma non di parole solo, soprattutto di qualità che tutti hanno, nel fisico, nelle labbra, sulle spalle, quelle qualità che a scuola te le massacrano ed in televisione sempre meno, sempre meno, bisognerebbe spegnarlo quell'aggeggio che ci fa scordare come si parla colla lingua e col corpo... e ci fa parlare mezzobusti... che si dovrebbero chiudere le scuole per riadibirle a circolo della stecca e del ramino non lo dico più perché mi prendono per scemo... come se si imparasse qualcosa a scuola, oltre a farsi risvegliare le gambe e il bacino dopo ore di sedia e bancaccio... almeno servisse da allenamento per imparare a giocare a pallone, macché.






A proposito di corpi, Antonio Rezza su allestimenti di Flavia Mastrella:

domenica 12 febbraio 2012

Il napoletano

Il Napoletano è l'unica lingua che c'è in Italia a saper portare il comico e il tragico colla stessa immediatezza e la stessa forza espressiva. E' una lingua teatrale propriamente detta. 
L'italiano (quello grosso e quello piccolo) sono una fetenzia a confronto, è lingua da scartoffie ministeriali, da appiattimento manzoniano e televisivo: è una lingua per le foglie morte.


Gianni Celati, con un po' di provocazione (ma manco tanto) qualche anno fa, disse che fu un errore fare Roma capitale, dove non c'era niente, che molto meglio sarebbe stato fare Napoli capitale dell'Italia. 
Chissà forse avremmo avuto uno Stato (mi scuso per la parola) più bello e creativo.  

mercoledì 8 febbraio 2012

Un'intervista impossibile, i duecento anni di Dickens

Manganelli intervista Charles Dickens (interpretato da Carmelo Bene).

Ieri 7 febbraio, Dickens compiva duecento anni (sono mica pochi per esser un moderno...).













domenica 5 febbraio 2012

Uno che appariva alla Madonna che c'entra coi nei-fascisti?



Qualche giorno fa i neofascisti di CasaPound si sono impossessati per ventiquattro or(ror)e del nome di Carmelo Bene (sotto consenso della sorella, purtroppo) e hanno intitolato la loro casa di intolleranza al genio leccese: Casa Bene. Mica tanto.
Il cambio nominativo (h24) era stata una mossa per protestare contro l'azione legale che la figlia di Ezra Pound ha intentato ai loro danni, perché gettano fango sulla memoria e la poesia del padre (la figlia di Ezra Pound doveva aspettare che uno squadrista ammazzasse a freddo barbaramente due ragazzi che facevano il mercato a Firenze per schifarsi di dargli il padre in pasto? Non lo so).

Che dei neo-fascisti si siano appropriati di Carmelo Bene è stato una profanazione imperdonabile, un atto sfacciato e ignobile, che dimostra che non sanno assolutamente niente del suo Teatro e di ciò che (non) ha rappresentato, di quanto Carmelo Bene ha espresso come artista e come intellettuale - perché altrimenti non avrebbero scelto lui che non aveva e non ha nulla a che fare col loro modo di intendere la politica e le cose. (Di questo e di quello che il mondo della cultura e del teatro potrebbe fare per ridare a Carmelo Bene la giusta centralità se ne è parlato anche sull'Accademia degli indaffidabili (clics).)
Io penso che i teatranti si sono un po' approfittati delle teorie sull'Assenza di CB, per farlo sparire davvero e non rompere le palle. 
 
Ciò che in realtà qui mi piacerebbe discutere è sul perché degli attivisti di estrema destra con tutti i cazzo di nomi, nomignoli, mitologie ecc che hanno per appellarsi, con tutta la nomenclatura fascista e nazista che c'è a loro più agio, vadano sempre a fottere qualche artista, qualche morto illustre, qualche nome che non compete (Carmelo Bene, Rino Gaetano...), qualche poveraccio tutto fuorché fascista... perché si vogliano legittimare a tutti i costi coll'arte? i
l discorso è vasto, perché di fascisti travestiti da gente che fa cultura, che si occupa di teatro, letteratura, musica, dipintura e chi più ne ha più ne tolga per favore, ne è pieno anche il web, ovviamente. E' pieno come una discoteca.

Secondo me, adoperano l'arte e la cultura come un paracadute per atterrare semi-indisturbati e attirare attenzione collaterale: essere un circolo culturale è il modo per surrogare e bonificare nel territorio le loro vere identità, e rappresenta quindi un passaggio, una scrematura, un richiamo per la gente. Tutto ciò è finalizzato esclusivamente a creare consenso e adesione attorno ai loro programmi politici. E' gente che necessita di salvacondotti, poi una volta che ci sono, ci sono.
Ovviamente adoperano l'arte, quando l'adoperano, per spaccare i piatti, far casino... si cercano sempre l'arte massimalista del grande passato buona ad ogni occorrenza, così da pestare l'arte degenerata e miserrima del presente dove non si salva niente, ché il presente va cambiato (mica col nuovo) ma col vecchio, colle divise l'ordine e le ubbidienze... se ci parlate vi diranno questo segreto incontrovertibile sull'arte: lo sapete perché oggi non si scrivono più buoni romanzi? perché ci sono troppi immigrati.

venerdì 3 febbraio 2012

Il 10 febbraio trolliamo in silenzio. Sciopero nazionale commentatori

Quando si fermano i troll. Immagini dell'ultimo sciopero del sindacato commentatori oclocratici e troll(2009)

Aderisco alla manifestaione e divulgo (come richiestomi, gentilmente, debbo riconoscere per essere un troll), questa email-circolare da parte di Vanni Paronomasia, capo discorsivo del sindacato Commentatori oclocratici e troll lit(e)-blog e blog tout-court:


Da: Vanni Paronomasia <sindacatioclocratieci-troll-lite-blog@yahoo.it
A: "ilpontelunare@yahoo.it" <ilpontelunare@yahoo.it>
Inviato: Mercoledì 1 Febbraio 2012 10:30
Oggetto: Sciopero generale proclamato eccome

Gentile Dinamo Seligneri, 
A causa della situazione critica ma critica davvero che noi utensili trollanti della rete
siamo  (anche lei anche lei) ognigiorno sempre di più, al giorno d'oggi, costretti a subire, son soprusi, caro lei,
son soprusi!... 
il sindacato dei commentatori oclocratici e troll che mi onoro di rappresentare 
ha proclamato uno sciopero nazionale dei commenti e del trollaggio nella giornata di venerdì 10 febbraio 
finalizzato all'ottenimento del diritto al V(u)oto, e di Niente di che.  
Per aderire basta scrivere una mail a sindacatioclocratici-troll-lite-blog@yahoo.it e sopra di tutto 
NON COMMENTARE O TROLLARE ASSOLUTAMENTE DA NESSUNA PARTE, NEMMENO NEI PROPRI BLOG,
IN DATA SOPRADETTA: che gliela riscrivo per educazione 10 febbraio 2012.
Sarà una giornata dedicata al TROLLARE IN SILENZIO.

BLOGGER di tutto il mondo per un giorno: TROLLATE IN SILENZIO
FACCIAMO VEDERE A CHI COMANDA CHE SE SI FERMANO I TROLL, I BLOG MUOIONO! 


Si invitano i blogger aderenti a pubblicare questa missiva circolare che le mando assieme alla mia più
sentita gratitudine e stima per il lavoro oclocratico che ha finora svolto egregidamente.

Chi trolla si (ri)vede

Cordiali saluti

Vanni Paronomasia

giovedì 2 febbraio 2012

RESTRIZIONE DEL DOMINIO (GOOGLE) DELLA LOTTA

Sdoppiamento di un blogger nella versione italiana e nella versione di latino

I californiani di Google, non so se ne siete stati avvertiti (ma dubito), hanno emanato una bolla normativa tossicissima, secondo me, sui contenuti dei blog della scuderia Blogspot, normativa che ci fa capire che non tira una bella aria in giro pel mondo. Caspita.
In sostanza, per non fare il brodo lungo, colle nuove norme sui contenuti geo-localizzati e caserecci ogni blogger ospite della piattaforma Google-Blogspot se la vede col suo governo in primis-di-tutto. Questa nuova norma va a braccetto con l'omologa norma di Twitter che sta facendo parecchio discutere pure issa, a li morté.


Come si capisce, c'è un certo puzzo per l'aere, credo sia merda, che mi fa pensare che non saranno anni troppo buoni per la quota di libertà d'espressione che il mezzo Internet può garantire. 
Di fatto le nuove disposizioni aiuterebbero le autorità locali di controllo ad oscurare i contenuti non graditi.     
Parlando di un blog italiano, le case andranno più o meno in questa maniera: Google disporrà uno sdoppiamento dei domini blogspot, uno sarà la versione del blog della comunità mondiale (e rimarrà tatata.blogspot.COM), l'altro sarà la versione locale di ogni paese (e sarà reindirizzato in -per l'Italia- tatata.blogspot.IT).
Chi scrivesse sulla stringa Google, dall'Italia, (per es) ilpontelunare.blogspot.com questo dominio si convertirebbe automaticamente in ilpontelunare.blogspot.it: se i contenuti de Il ponte lunare non dovessero piacere a Fraccazzo o Sorfregna che lo segnalano, o non dovessero piacere alle autorità di controllo italiane, codeste potrebbero procedere all'oscuramento de ilpontelunare.blogspot.it, cioè la versione italiana del mio blog, che dall'Italia non sarebbe più visibile, mentre all'estero sì.
Io scrivo in italiano... pessimo tra l'altro... e in Italia non mi possono leggere...

Adesso, è chiaro che questo escamotage rende la vita facilissima agli apparati di vigilanza sui contenuti, perché creando blog-sosia a doppia versione, di cui una geo-localizzata e casereccia, il bersaglio da eliminare è più vicino, più a stagno d'uomo, e non passa più per la comunità Google: lo spengimento è su scala nazionale diretta, sottoposta alla discrezionalità locale.

La versione del blog in versione .com invece dovrebbe essere visibile dagli altri paesi, anche qualora fosse censurato il dominio in .it (Google fa sapere che con un piccolo accorgimento si può aggirare la censura del dominio oscurato geolocalmente, aggiungendo non-so-cosa in coda all'indirizzo...).

C'è da aggiungere, infine, che questa norma è in vigore già da un mese in India e Australia, ma Google non aveva informato gli utenti della novità, e la cosa è stata denunciata da Tech dows che se ne sono accorti...  

Insomma, questo sistema è un passo indietro, in controtendenza colla natura medesima di Internet che mi sembra sia più facile da mangiare e digerire se tagliato a spezzatino; ora io sono critico nei confronti dei contenuti prodotti qua sopra per la loro validità e per la carica di populismo e banalità che spesso vengono espressi, ma in questo caso parliamo di frenare la potenzialità che Internet mette a disposizione. Non è difficile, in tal senso, pensare a quanto sarà comodo per le autorità dei regimi dittatoriali mettere in fuorigioco alcuni network d'informazione.      
Ora si potrebbe obiettare che di contenuti sovversivi, in Italia... ce ne sono pochi, ed è vero, gli enunciati che si affastellano in rete non sono granché, né per qualità né per pericolosità, ma qui il discorso è l'indebolimento della struttura, e il rafforzamento delle politiche di polizia.
Non dimentichiamo come il nostro governo prima di schiattare con grande giubilo di tutti, in primis forse anche loro, aveva cercato di ridimensionare il fenomeno della rete, così come non si può scordare la battaglia tra ricchi che si combatte e s'è combattuta in questi giorni in USA colle leggi anti-pirateria e sui (ancora) contenuti Internet.

A me, nzomma, sta storia non mi piace punto.