Durante il poco finora passato festival di San Remo (che, detto in confidenza, se vinceva Nanì io ero contento, forse pure Arisa - se vinceva Bobo Rondelli ero contento egualmente di più...), Celentano ha usato parole fortissime contro Giuda, secondo me ingiustamente fortissime, per quanto come tutti ho in simpatia le avventure di Gesù Cristo da Nantucket. E ha usato parole crudissime contro lo strapotere mediatico dell'Inferno. Ingiustamente, ancora, forse. Perché l'inferno va ridefinito, riconcettualizzato, da alcuni big della musica leggera (a mo' di celia, di strizzatina d'occhio, di messaggio in codice)... e lui poteva dargli, visto che va alla televisione ed ha share immorali, una sua dignità medianica...
Emma invece, sempre parlando di Inferno, ha fatto la sua parte, cioè la parte mediatica, portando tantissimi voti al partito ultrainternazionalista dell'Inferno ché più questi pesciolini ne parlano male, più lo scetticismo sul paradiso si rafforza.
Poi Celentano quando canta, canta per cantare, ed è un asso assoluto (scusate la caco fonia) quando parla, eh, vabbè... parla populista, e non ragiona sghembo, non pensa a zig zag, o almeno non tanto a zig zag come corrono le sue gambe alate...
non sarà l'inferno, tuona Emma.... ma noi diciamo "magari fosse l'inferno", caro Celentano, magari l'inferno, che ci fai col paradiso quando ti sono spalancate come un cesso senza porte le porte del beato inferno, dove è destinato a precipitare ogni povero buon diavolo di questo tondo mondo? c'è posto per tutti, Adriano, al paradiso no. Forse però non è di questo inferno godereccio e carnoso e terroso e biscazziere come una frontiera in divenire, segnata al metro da un tiralinee bizzarro e matto, che parlano i preti, o di cui sente far sermoni Celentano, quando va alla chiesa. E' una sorta di vero paradiso, sto Inferno, di cui è giusto non parlare, perché chi ci va lo sa già da solo, a cuore aperto.
Speriamo, comunque sia, di incontrarci anche Adriano, nell'aldisotto...
ma sarebbe impensabile il contrario.
Massimo Troisi, un mito, in una scena di Ricomincio da tre, su Giuda: